“PICCOLA STORIA DI UN IMMENSO VIAGGIO” – GLACIALE ALL’ESTERNO, CALDO NEL CUORE, LACERANTE NELL’ANIMA! – di Cristian Bernardi

449

tratto da: Cristian Bernardi

15 febbraio 2021  21:21

Mi sono svegliato sul mio letto questa mattina dopo giorni passati in un viaggio che non mi ha fatto dormire e, malgrado alla vista fosse tutto uguale, era tutto diverso!

Vi vorrei raccontare una piccola storia di un immenso viaggio durato nemmeno 3 giorni.

Premessa. Non più di 2 mesi fa ho visto un post su Facebook di una Ong di Castelfranco Veneto che invitava alla raccolta di indumenti per un campo profughi in Grecia. Incuriosito dal nome (Protection4kids) e investigativo nei fatti, ho cominciato ad informarmi in rete su questa realtà e, sorpresa, scopro che sono ragazzi giovanissimi.

Sul loro sito vedo che hanno bisogno di mezzi per ritirare del materiale e decido di aiutarli mettendo a disposizione il mio furgone.

Mi accolgono con generosi sorrisi e sento traspirare in loro una voglia incredibile nel contribuire a migliorare questa società; cosa che anche io, con modalità diverse, ho cercato di fare da molti anni a questa parte.

I primi di febbraio mi ricontattano chiedendomi se volessi aiutarli nuovamente, accompagnandoli e portando in Bosnia gli aiuti umanitari in parte già raccolti e tutto quello che avremmo potuto raccogliere in meno di 2 settimane.

Ecco che comincia il viaggio!

Alcuni messaggi sulle chat e pochi post sui social ed ecco che si scatena una gara di solidarietà! Amici di lunga data e amici attivisti di una comune passione politica, deputati e senatori, centri parrocchiali e Caritas, scuole, persone “insospettabilmente” vicine a questo problema e molta gente che manco conosco si alzano e cominciano a raccogliere beni di prima necessità (cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene, pannolini ect). In meno di 10 gg ho già riempito 5 volte il furgone e consegnato gli scatoloni ai ragazzi di Protection4Kids. Mi accorgo che c’è molta fiducia in me e in quello che sto facendo.

Arrivano da tutto il Veneto, arrivano in macchina, arrivano e arrivano!… per consegnarci 3,5,10 scatoloni. Ecco che il magazzino di stoccaggio è full e tutto questo mi carica come poche volte è successo nella mia vita!

Arriva il giorno di questo piccolo ma immenso viaggio! 2 macchine e 7 Furgoni (alcuni noleggiati e altri di volontari) carichi da non far passare nemmeno l’aria, si ritrovano alle 5 di mattina in Piazza Giorgione con destinazione i Balcani; prima tappa Sarajevo, 890 Km, per rifornire il campo di Hadzici, la seconda a Bihac.

Si parte in colonna e dopo 23 ore si arriva…nessuno rimane indietro! 23 ore per arrivare sono infinite! 23 ore per arrivare???? già! Burocrazia viene chiamata! Io però lo chiamo ostruzionismo!

Non mi addentro nel contesto politico che lascio a voi interpretare guardando anche questo video (https://www.balcanicaucaso.org/…/Rotta-balcanica-Bosnia…)

Attese su attese, carte su carte, pese su pese ma il viaggio ha uno scopo e negli occhi di tutti c’è la determinazione di portarlo alla fine. Nessun timore, nessuna paura, nessun ripensamento….avanti tutta malgrado la solita politica del rimbalzo! Abbiamo una missione che noi e molta gente vuole che portiamo a termine!

In 23 ore nascono amicizie con persone mai viste ma legate da un cuore enorme. Persone diverse ma uguali, persone di tutti i giorni animate dalla voglia di dare speranza a chi ormai non ne ha più; persone come quelle che stiamo andando ad aiutare!!! PERSONE!

Un Walkie Talkie per ogni mezzo con lo scopo di non perderci per strada diventa una voce amica e comune durante tutto il tragitto…ognuno dice la sua, chi cazzate per ridere, chi cose serie, chi solo un “ragazzi come state? come vi sentite? ce la fate a guidare?”

A questa domanda una risposta unanime! muoviamoci che ci aspettano! Adrenalina che scorre a fiumi!

Arriviamo alle 5 del mattino, 2 ore di nanna e su in piedi! è giunto il momento! Prima però un pò di ulteriore burocrazia delle autorità Bosniache…altre ore fermi ad aspettare! Nessuno demorde!

Alle 16 pm finalmente è arrivato il momento che tutti noi aspettavamo!

Scegliamo di scaricare 3 furgoni in quel primo avamposto di criticità umana che si chiama campo profughi!

Siamo accompagnati da agenti di sicurezza che, in prima istanza sembravano ghiaccio ma che poi si sono dimostrati uomini!

Entriamo ed ecco il momento più crudo, intenso, devastante, incredulo, amaro e allo stesso tempo ricco di amore, speranza, gioia, ammirazione, compassione; uno stato d’animo che inizia con il fervore e la gioia di consegnare loro i beni che ognuno di voi ci ha portato e che si trasforma in pianto! Le lacrime che scendono congelano dal freddo intenso mentre tra di loro c’è chi gira in ciabatte. Siamo a -8 gradi e un vento che penetra fino nelle cellule.

Molti di loro si avvicinano e si comincia a parlare. Arrivano dal Pakistan, dalla Siria, dall’Afganistan, dall’Iraq e dal nord Africa. Paesi che sono o sono stati in guerra e quindi devastati come il loro animo.

Cominciamo a scaricare formando una catena umana che in poco tempo svuota i nostri mezzi ma riempie le nostre anime di orgoglio per quello che stiamo facendo.

Ho in mano un carrellino a 2 ruote per portare i pacchi; lo stesso che ho a casa e con cui mia figlia di 6 anni si diverte ad essere trasportata. Ecco la bomba che mi arriva addosso! Si avvicina un bimbo della stessa età e lo faccio salire per fargli fare un giro e all’improvviso, nella mia mente, quel bambino si trasforma in mia figlia…non ce la faccio e scoppio a piangere! In quel momento cadono le barriere, cadono i pregiudizi, cadono le convinzioni, cadono le distanze, cade l’odio, cadono le ideologie, cadono le religioni, cade il mondo! Nasce l’uomo!

Mi guardo attorno e resto lì, basito e ghiacciato come un pupazzo di neve. Vedo i miei compagni che giocano con i bambini, qualcuno gli fa indossare un buon giubbotto e glie lo chiude, altri vengono abbracciati dagli uomini “invisibili”; vedo la vita come non si potrà mai vedere e come mai si dovrebbe vedere. Tutto vero, tutto reale, tutto assurdo! Mi arrivano nella testa milioni di pensieri e le immagini si imprimono nella testa e nell’anima.

Nasce in me un senso di disgusto verso la politica; comincio a sentirmi impotente di fronte a tanto odio verso il genere umano. Muoio dentro. Potremmo esserci noi con le nostre famiglie al loro posto ma noi siamo fortunati perchè nati in Italia! Vorrei che qualcuno provasse a stare al loro posto!!!! Vorrei che i soldi degli armamenti li usassero per creare opportunità invece che morte e distruzione! Vorrei!

E’ un campo che tiene 1000 persone tra cui 200 bambini. Vivono in un container 4×3 in 6 o 7. Non descrivo i servizi igienici perchè potrei vomitare. Tra di loro insegnanti, poliziotti, fabbri, cuochi, falegnami e muratori a cui la guerra, la politica e l’unico Dio rimasto, il denaro, ha tolto tutto”!

E’ giunto il momento di ripartire per il secondo campo a Bihac, nei pressi dei confini croati. Ci aspetta un viaggio di 5 ore.

I Walkie Talkie tacciono se non per brevi info sulle posizioni dei mezzi…ognuno di noi adesso ha visto e le parole non escono.

A mezzanotte arriviamo, ceniamo finalmente assieme seduti a tavola e ci si rilassa un istante! 4 ore di sonno e si riparte. Dobbiamo consegnare altri 3 furgoni carichi e lo facciamo presso un magazzino della croce rossa. Causa “burocrazia” però ci viene vietata la visita al campo!

Amareggiati ma determinati abbiamo trovato la strada per entrare nelle macerie umane di un “campo” autogestito. Fame, miseria, malattia e degrado delle più basilari condizioni di dignità umana ci accolgono.

Per chi non lo sapesse i campi profughi hanno 3 gestioni; la prima è governativa, la seconda da parte di organizzazioni umanitarie e la terza è quella autogestita…la peggiore!

La location è un fabbricato abbandonato nei boschi circostanti Bihac, senza porte e finestre. Sono solo uomini e “fortunatamente” non tantissimi. Nessun aiuto da parte dello stato, dalle organizzazioni o da altri….solo il volontariato può aiutarli ma chi lo fa va a rischio di denuncia per favoreggiamento all’immigrazione. Hanno enorme bisogno di medici, medicine, cibo e abbigliamento pesante. Loro sono gli invisibili. Loro sono quelli che cercano di attraversare i boschi del confine Croato per cercare asilo in Germania e nei paesi nord Europei; loro sono quelli che fanno il “GAME” e che immancabilmente subiscono percosse e torture dall’Europa che non li vuole rimandandoli indietro.

Le foto raccontano tutto!

Partiti nel pomeriggio da Bihac, siamo rientrati alle 23 nelle nostre belle e calde abitazioni, dalle nostre famiglie, alla nostra normalità di vita che da oggi, per me, tanto normale non lo è più!

Un enorme ringraziamento ai ragazzi di Protection4Kids per questa esperienza umana che mi hanno fatto vivere e un ringraziamento a tutti i volontari che ne hanno fatto parte. Voglio anche ringraziare tutti coloro che hanno partecipato attivamente alla raccolta dei beni primari e coloro che singolarmente sono venuti a portarceli.

Volevo dirvi che ABBIAMO CONSEGNATO IL VOSTRO PREZIOSO CARICO A CHI DAVVERO NE HA BISOGNO. Abbiamo, noi e voi, portato un po’ di UMANITA’.

Cristian Bernardi

+30

 

https://www.facebook.com/cristian.bernardi.10/posts/10224653487594742?__cft__[0]=AZXO0cCtLbkXRGmjNt4KEVK-dqFVLfScMhVhlpkQWpNKsMXajBh4orqnYplyTRQXCCt9DRpolD7YfpMP-vEbMD9x-3_C_UC69671EBp4MEGCJ4lefRsOtr41eC6gAttDnSk&__tn__=%2CO%2CP-R

 

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.