Piddore, di una cosa ti prego…

(22/03/2013)

… non dipingere un angelo nero!

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Betlemme, 10 di mattina: il centro e’ bloccato alle auto. La strada che Barack Obama percorrera’ fra alcune ore, dopo essere sceso dall’elicottero, e’ circondata dalla polizia palestinese.

Ogni protesta e’ scoraggiata. Alcuni volevano mettere bandiere nere alle finestre. Ma ci vuole coraggio e soprattutto bisogna farlo all’ultimo, per evitare che vengano tolte dalla polizia palestinese.

Ieri ho notato dei buchi nell’asfalto su quella strada. Erano passati con i detector  e dove suonava hanno scavato per verificare cosa ci fosse sotto. Poi hanno riasfaltato alla perfezione per non far sobbalzare l’auto dell’angelo nero.

L’elicottero poi non certo e’ un atto di cortesia: serve a evitare che veda il checkpoint e il muro.

Anche un colloquio con i figli di un detenuto e’ stato evitato. C’e’ chi dice da Obama stesso. Che chi invece ricorda ancora la faccia di Papa Benedetto dopo colloqui simili vicino al muro di Aida Camp. Bisogna evitare che la coscienza si svegli.

Auto della CIA sfrecciano ovunque.

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Ieri quello che molti pensavano l’Angelo Nero venuto a portare Pace e Giustizia (non solo in Palestina), ha chiesto ad Abu Mazen di rinunciare alla richiesta di fermare le colonie prima di sedersi al tavolo delle trattative.

“Un atto di buona volonta”, lo chiama. Pagliara al TG1 lo ha definito un ostacolo al processo di pace.

I miei occhi pero’  hanno visto e testimonio che quello che scrivo e’ vero.

Ad Hebron nel centro recintato e presidiato da circa 10 anni, i soldati mi hanno fermato per impedirmi di percorrere una strada che, come turista non arabo, lo scorso anno avevo percorso senza problemi.

Le restrizioni in altre aree della citta’ sono aumentate dallo scorso anno. Alcune scuole palesinesi sempre presenti all’interno del ‘recinto’ hanno delle reti metalliche attorno.

Percorrendo la Cisgiordania da nord a sud con autobus o auto, ho notato numerose costruzioni nuove. Ovunque le colonie si espandono di anno in anno e il tumore, come lo chiamano qua, si diffonde con velocita’ sempre crescente.

Nell’ottobre del 2010 ricordo anche che, durante l’ultimo blocco all’espansione chiesto dagli USA, entrammo con il pulmino nell’insediamento di Gilo dove stavano costruendo palazzi come se nulla fosse.

Piddore ti prego, non dipingere un angelo nero…

yet waiting for the angel of Justice and Peace!

Black or yellow or white… or pink.

PS: Obama e’ poi arrivato in auto dal checkpoint. Il vento con la sabbia ha impedito l’uso dell’elicottero. Dove non ha potuto l’uomo, ha potuto Dio. Avra’ visto il muro seppur offuscato dalla sabbia. Ho visto il suo arrivo in tv su Al Jazeera. Sono salito con un amico e la polizia ci ha fatto avvicinare in un punto dove alle 14:30 e’ passata l’auto da dove Obama ha salutato con la mano. Tutto era bloccato dal mattino. Una coppia di romani mi ha detto che non sapevano del suo arrivo e che sono stati bloccati per ore prima di poter infine entrare nella basilica della Nativita’. Ironia erano scappati da Roma per il troppo caos a seguito dell’elezione del Papa. Almeno il Papa e’ sceso nelle piazze. Il Presidente ha forse stretto la mano ad alcuni bambini che l’Autorita’ ha portato nella basilica con due bandiere in mano…

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(FD)

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