Più cambia, più resta uguale

Nel nono anniversario dell’azione di resistenza di Rachel a Gaza, i suoi genitori hanno scritto una lettera a coloro che hanno continuato a pensarla e ad agire anche in suo nome.

Cari amici,

Sono passati nove anni da quando nostra figlia Rachel è morta, schiacciata da un cingolato D9 guidato da israeliani, finanziato e costruito negli Stati Uniti, a Gaza. Nel marzo 2003 i notiziari traboccavano di discorsi sulla guerra con l’Iraq, una guerra preventiva per proteggere l’occidente, in particolare gli USA e Israele, dalle armi di distruzione di massa presumibilmente ammassate da Saddam Hussein. Quando Rachel si recò a Gaza in quell’anno, il mondo non guardava. Secondo Human Rights Watch, dal settembre del 2000 al settembre del 2004, nell’occupazione della Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha distrutto 1600 abitazioni palestinesi nella città di Rafah. Un decimo degli abitanti ha perso la propria casa. Rachel fece la scelta di essere a Gaza nel momento in cui veniva sferrato l’attacco di terra all’Iraq. (…)
Nel 2003 Rachel scriveva: “Qualche giorno fa sono andata a Khan Younis ad una manifestazione di solidarietà con la popolazione irachena. Sono state fatte molte analogie tra la duratura sofferenza del popolo palestinese sotto occupazione e l’imminente occupazione dell’Iraq da parte degli stati Uniti, non la guerra in sé, ma quello che sarà sicuramente il seguito della guerra. Se la gente non sta già pensando alle conseguenze di questa guerra per le popolazioni di tutta la regione, allora spero che inizieranno a farlo”.
Ora, nel 2012, sentiamo notizie dello stesso tipo: appelli a bombardare l’Iran per impedire che acquisisca armi nucleari. La guerra preventiva è già iniziata con l’assassinio di scienziati nucleari iraniani.
Il nostro governo ci dice che le sanzioni contro l’Iran costringeranno il suo governo ad abbandonare ogni programma di sviluppo di tali armi, ma l’esperienza ci dice che le sanzioni non fanno che accrescere la politica difensiva dei regimi e intensificare il loro controllo sulla popolazione.
Nel 2002 Rachel scriveva “Ritengo che sia importante, per tutti quelli che si oppongono alla guerra e alla repressione, parlare di chi siamo in quanto comunità oltre che parlare della guerra, del razzismo e dell’ingiustizia. Noi non ne siamo al di fuori. Ritengo importante che i diritti umani e la resistenza all’oppressione siano parte del modo in cui ci definiamo come comunità…”.
Mentre vanno avanti la minaccia di una guerra con l’Iran, il disintegrarsi della situazione in Afghanistan e i bombardamenti di Gaza, il lavoro tra la popolazione che tutti noi stiamo facendo nelle nostre città è di grande importanza, cruciale. Oggi, mentre ricordiamo le posizioni prese da Rachel nove anni fa, vi invitiamo, amici in tutto il paese e nel mondo, a rafforzare le vostre comunità, educare, educare, educare, a sostenervi a vicenda nell’intraprendere iniziative e andare avanti con la pace, l’amore e il perdono nei vostri cuori, operando per il cambiamento. (16 marzo 2012)

Cindy e Craig Corrie

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