Promemoria per i cento parlamentari “pellegrini” in Terrasanta.

di Luigi Fioravanti

“Se dunque presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Matteo 5,24)

Ricorderanno questo comandamento del Vangelo i nostri devoti cento parlamentari che andranno pellegrini in Terra santa? I nostri fratelli palestinesi hanno qualcosa contro di noi: cosa ce lo facciamo dire da Michel Sabbah, ex patriarca latino di Gerusalemme.

“La Terra santa, oggi Palestina e Israele, è alla ricerca di giustizia e pace da un secolo…L’essenza del problema consiste nell’occupazione da parte di Israele dei territori palestinesi…I media cercano di presentare il conflitto attuale come una questione di violenza palestinese: se essa cessasse, tutto rientrerebbe nell’ordine. La violenza è solo un aspetto della questione. Il nodo cruciale invece è solo l’occupazione militare israeliana dei Territori palestinesi…L’occupazione dura da decenni (sono 44 anni!): ciò che avviene oggi- la resistenza palestinese e le rappresaglie israeliane-non è che una ripetizione di ciò che si è già fatto…E’ necessario che i cristiani e le chiese del mondo che qui giungono e vedono, si impegnino a conoscere la realtà del conflitto, la sua verità… Devono avere il coraggio di denunciare l’occupazione militare, vera radice delle nostre sofferenze (Michel Sabbah, Voce di colui che grida dal deserto, Edizioni Paoline, pag.61 e sg).

I nostri pellegrini parlamentari, dunque, dovrebbero, seguendo le parole del Vangelo, prima di presentare le loro offerte agli altari (religiosi e civili), prima di fare le loro devozioni, andare a vedere cosa e chi c’è fuori del santuario: il muro dell’apartheid (che ruba terre, acque, libertà, dignità ai palestinesi, illegale e illegittimo come dichiarato dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Aia già nel 2004), i checkpoint, le demolizione delle case, le colonie (tutte illegali), i campi profughi, l’assedio di Gaza…Dovrebbero ricordarsi che i palestinesi hanno qualcosa contro di noi, perché i nostri governi europei ( e americani) dimenticano i loro diritti alla libertà, alla dignità, all’indipendenza nazionale, permettendo a Israele di fare tutto quello che vuole, compresi i massacri dell’Operazione Piombo Fuso su Gaza, la pirateria contro la Freedom Flotilla. Dovrebbero andare a riconciliarsi coi palestinesi.

O faranno i turisti devoti, muti dinanzi all’ingiustizia dell’occupazione e acquiescenti e ossequienti verso gli occupanti israeliani? “Chi viene come turista, con l’auto o con il pullman, non ha la possibilità di rendersi conto, non fa esperienza, non può capire come si vive a Betlemme…

Il Muro (alto 8 metri e lungo 650 km, ndr) stringe la città in una morsa mortale; lo constato ogni giorno, da cose molto concrete. Il piano di tale costruzione ha qualcosa di malvagio e di assolutamente inumano. Le sue anse si muovono fino all’interno dei centri abitati, si snodano tra le case stesse togliendo luce e respiro. Apri la finestra e ti trovi davanti il muro grigio. La casa di Suheila è stretta da tre lati dalle anse del muro, quasi fasciata, da far impazzire; la sua ombra penetra fin dentro casa oscurando ogni cosa. E la famiglia che vi abita deve star zitta: se si lamentano, rischiano di vederla saltare in aria. Il percorso del muro è stato tracciato con estrema «intelligenza» e attenzione: non solo si insinua tra le case, ma anche tra i terreni in modo da ritagliare quanto più è possibile zona verde, togliendola al territorio palestinese occupato, e tutto ciò come se fosse la cosa più ovvia. Il percorso del muro fa attenzione a includere nella parte israeliana anche le sorgenti d’acqua del territorio palestinese, per destinarle ai nuovi insediamenti che stanno invadendo dovunque le alture che circondano Betlemme, generalmente le zone più belle e più verdi”. Così testimonia suor Lucia del Baby Hospital di Betlemme (Nandino Capovilla- Betta Tusset, Bocche scucite, Edizioni Paoline, pag.45)

Come letture preparatorie al pellegrinaggio, consiglio ai nostri cento parlamentari di leggere “Restiamo umani” di Vittorio Arrigoni, il rapporto di Amnesty International sui territori palestinesi (“Vivere sotto assedio”, edito dal Gruppo Abele), e il “Rapporto Goldstone”, il rapporto sulla Missione di inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza, ora tradotto dalla Zambon Editori.

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