Quando la nonviolenza minaccia… la sicurezza di Israele

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Senza nomi né particolari esprimiamo la più grande solidarietà ad OPERAZIONE COLOMBA dopo l’ultimo gravissimo sopruso e illegale violazione dei fondamentali diritti umani, per i quali è stato ancora una volta vietato ad un volontario nonviolento di prestare servizio nei Territori Occupati.
Non siete soli, ragazzi! Continuate a lottare per la giustizia. E se per la vostra scelta nonviolenta un potentissimo Stato si sente minacciato nella sua sistemica violenza e oppressione, siete sulla buona strada!
BoccheScucite

Chi, da nonviolento, cerca di operare nel conflitto israelo-palestinese sa che spesso alla frontiera deve mentire. Se poi le autorità di frontiera scoprono che sei un attivista vieni trattato come un criminale e ti viene negato l’accesso.
isogna mentire anche se non si fa nulla di illegale e nulla contrario al diritto internazionale. Gli internazionali, attivisti, volontari nei territori palestinesi sono un occhio che racconta, che testimonia le ingiustizie che uno stato occupante opera ai danni della popolazione di un territorio occupato. Siamo anche una risorsa per chi, scegliendo la nonviolenza, cerca di ribadire i propri diritti di fronte agli occupanti. Quando facciamo questo, al nostro fianco ci sono sempre attivisti israeliani che hanno capito che l’ingiustizia che il loro stato compie in nome della sicurezza va a minare quella sicurezza che tutti i palestinesi e israeliani vogliono.

La violenza, da entrambe le parti, non porterà mai alla Pace, l’ingiustizia è una fabbrica di estremismi! Ieri, ad un amico, è stato negato l’ingresso in Israele, temono possa essere una minaccia per la sicurezza. Quest’amico è solo l’ultimo dei tanti trattati come criminali e rispediti indietro sul primo aereo. Io vorrei che potessimo dire al personale di frontiera che non approviamo la violenza, da qualsiasi parte venga, che non approviamo quello che Israele fa nei territori palestinesi.

Non approviamo perché in questo modo non ci sarà mai sicurezza per nessuno e in special modo per gli israeliani. Io non sono molto bravo con le parole, non riesco ad spiegarmi e sicuramente ci sarà qualcuno da una parte che mi etichetterà come “antisemita” c’è chi dall’altra parte mi reputerà troppo tenero con gli israeliani. Poco male sono abituato ad essere “in mezzo”, a tutte queste persone non dirò mai che sono anti o pro, io non sono nulla, io sono per la giustizia, la Pace e la verità.

(un amico)

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