Quello che non siamo, quello che non vogliamo…

(07/05/2012)

Inizia così una celebre poesia di Montale. Incapaci di capire quello che accade e perché di fronte al dramma siriano, siamo almeno in grado di dire quello che non è vero rispetto alle informazioni che circolano sui media non solo italiani ma europei.

E possiamo farlo grazie a Marinella Correggia che coraggiosamente dopo averlo detto più volte è riuscita finalmente ad andare in Siria a guardare con i propri occhi, a sentire con le proprie orecchie e a scrivere con le proprie mani.

Leggetevi i vari report che prendono voce da Damasco, Homs, e così via. Si potrà obiettare che gli intervistati parlino per interessi propri o sotto pressioni del governo. Quello che non si può negare, è che ad esempio mentre la TV portoghese annuncia bombardamenti a Damasco Marinella gira liberamente per la città. E molti altri accadimenti, che da noi sono riportati in modo acritico come opera del dittatore sanguinario, non sono poi di cosa facile attribuzione.

Quindi d’accordo, non è facile individuare fino in fondo gli interessi che si muovono là. Non è facile chiamare per nome chi rimesta nel fango di quel paese posto in un’area così cruciale da un punto di vista geopolitico. Non è neanche difficile dire che non ce la raccontano giusta.

Ma con Paolo Dall’Oglio siamo anche in grado di dire quello che vogliamo: “inviare nelle strade siriane almeno 50mila corpi civili e nonviolenti internazionali, che si interpongano tra le parti in conflitto, soprattutto ora che violenza e armi sembrano essere l’unica risposta.”

(fd)

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