QUESTI MURI CHE ISRAELE COSTRUISCE SU TUTTI I SUOI CONFINI

 

Ecco l’elenco delle barriere e degli altri muri costruiti dallo Stato ebraico ai suoi confini con Libano, Siria, Palestina, Giordania ed Egitto  

Copertina – Operai israeliani costruiscono un muro vicino a Naqoura, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele, 8 febbraio 2018. REUTERS / Ali Hashisho

Julien Abi Ramia – OLJ, 20/02/2018

Negli ultimi 30 anni, Israele ha notevolmente barricato il suo territorio costruendo via via fortificazioni lungo i suoi confini esterni con il Libano a nord, il Golan siriano a nord-est, la Cisgiordania e la Giordania a est, l’Egitto e la striscia di Gaza a sud-ovest, usando filo spinato, muri di cemento e sistemi di sorveglianza.
Per quanti si oppongono a questi muri queste costruzioni illustrano la politica ostile di separazione portata avanti dallo Stato ebraico. Il governo israeliano pretende che si tratti di misure preventive volte a proteggere il suo territorio e la sua popolazione da attacchi e minacce esterne. Una politica che fa riferimento alla memoria ebraica e più specificamente alla cittadella di Masada, eretta da Erode il Grande, re di Giudea, tra il 37 e il 15 a.C., in cima a un altopiano roccioso, affacciato sul Mar Morto e sul deserto circostante. Nell’anno 73 d.C., circa un migliaio di zeloti, un gruppo di ebrei estremisti assediati dalle legioni romane, aveva preferito suicidarsi collettivamente piuttosto che arrendersi.
Ecco la lista di muri, recinzioni o barriere erette da Israele attorno al suo territorio.

LIBANO

Kfar Kila

Il 30 aprile 2012, gli israeliani lanciano la costruzione di un muro di cemento lungo due chilometri e alto da 7 a 10 metri vicino alla cittadina di Kfar Kila, nell’estremo sud-est del Libano, che si trova di fronte all’insediamento israeliano di Metula (Mtollé). I lavori hanno la supervisione della Forza interinale delle Nazioni Unite (Unifil) e dall’esercito libanese. Le autorità libanesi, che hanno dato il loro avallo al progetto del muro, vogliono che questa costruzione non sconfini in territorio libanese.
Deciso dal governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, questo muro, che è stato completato nel giugno 2012, sostituisce un semplice reticolato. Il suo scopo? “Evitare attriti alla frontiera”, ha spiegato allora l’esercito israeliano.

Il muro israeliano eretto vicino a Kfar Kila. Foto di archivio AFP

Nuovi progetti di muro

Lo scorso novembre, il presidente del Parlamento Nabih Berry, rende pubbliche informazioni secondo le quali Israele vuole costruire nuovi muri al confine con il Libano. Le autorità israeliane contano in realtà di costruire due muri: uno, prolungamento della costruzione della barriera Kfar Kila fino alla località di Adaïssé, situata tre chilometri più a sud; l’altro, che va da Ras Naqoura, nell’estremo sud-ovest del Libano, fino ad Alma Chaab, situata sette chilometri più a est. Questo muro alto sette metri permetterà di raddoppiare le barriere di sicurezza già esistenti.
La costruzione di questi muri era stata decisa in seguito alle minacce del segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, di lanciare eventuali azioni offensive in direzione della Galilea, in caso di un nuovo conflitto con Israele.
Problema, queste nuove parti di muri potrebbero passare su 13 punti di confine contestati dal Libano.
Beirut, nelle ultime settimane, ha più volte espresso preoccupazione davanti ai nuovi lavori di Israele, in particolare durante riunioni tripartite tra funzionari militari libanesi e israeliani sotto gli auspici dell’UNIFIL. David Satterfield, segretario di Stato aggiunto ad interim, responsabile per il Medio Oriente, ha guidato all’inizio di febbraio una mediazione tra Libano e Israele su questo tema. Della questione del muro se ne è dovuto occupare anche il capo della diplomazia americana, Rex Tillerson, durante la sua visita a Beirut giovedì 15 febbraio.

 Operai israeliani conducono scavi vicino a Naqoura, sud del Libano, al confine tra Libano e Israele, 8 febbraio 2018. AFP / Mahmoud Zayyat

SIRIA

Nel gennaio 2013, mentre infuria la guerra nella vicina Siria, Benjamin Netanyahu annuncia la costruzione di una barriera di sicurezza lungo la sua linea di demarcazione con quel paese, sulle alture del Golan, per proteggersi da “incursioni e terrorismo.”
Questa recinzione, fatta di filo spinato e torri di avvistamento, si estende per circa 70 chilometri, dalle colline ai piedi del monte Hermon, vicino alla zona agricola di Shebaa rivendicata dal Libano, fino ad est del lago di Tiberiade, nella zona di confine con la Giordania.
Presa durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, poi teatro di una feroce battaglia di carri armati durante la guerra del Kippur nel 1973, questa parte delle alture del Golan, sempre rivendicata dalla Siria, è stata annessa unilateralmente da Israele nel 1981, una decisione che non è mai stata riconosciuta dalla comunità internazionale.

La linea di demarcazione tra Israele e Siria, vicino a Quneitra. AFP / Ahmad Gharabli

Nel 2002, nel mezzo di un’ondata di attacchi palestinesi durante la seconda Intifada, Israele lancia la costruzione di un muro lungo la Linea Verde che separa il territorio israeliano dalla Cisgiordania occupata “per proteggersi dalle incursioni”. Le autorità israeliane, che parlano di ‘rete di separazione’, ritengono che il muro sia necessario per “salvare vite israeliane impedendo fisicamente l’incursione di terroristi palestinesi.” Completata per due terzi, la ‘barriera’, che comprende sezioni sotto forma di recinzione e altre in cemento, una volta conclusa dovrebbe estendersi per circa 712 km, secondo le Nazioni Unite.
Il tracciato e l’esistenza stessa di questa costruzione, che include all’interno del territorio della Cisgiordania colonie israeliane popolate da circa 600.000 coloni, sono oggetto di accese contestazioni. Sconfinando per l’85% in Cisgiordania, è per i palestinesi uno dei simboli più odiati dell’occupazione israeliana, e regolarmente chiamato ‘muro della vergogna’ o ‘muro dell’apartheid’. Per i palestinesi, il muro è allo stesso tempo luogo di protesta abituale e terreno di espressione politico-artistica.
Il 21 ottobre 2003, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta una risoluzione che condanna la costruzione di un ‘muro’ che invade il ‘territorio palestinese occupato’ con 144 voti favorevoli e 4 contrari. Il 9 luglio 2004, la Corte internazionale di giustizia emette un parere consultivo che indica che la costruzione del muro è contraria al diritto internazionale.

FOTO – Un palestinese scala una parte del muro di separazione in Cisgiordania. AFP / Abbas Momani

GAZA

Israele completa nel 1996 la costruzione, iniziata due anni prima, di una barriera in metallo e cemento che circonda la Striscia di Gaza ai suoi confini. Questa struttura è stata via via rafforzata nel corso degli ultimi anni. Cinque punti di attraversamento – incluso uno a Rafah dall’Egitto – consentono l’ingresso nell’enclave palestinese.
Diversi mesi fa, Israele ha anche iniziato la costruzione di una massiccia barriera sotterranea per contrastare la minaccia di incursioni palestinesi attraverso i tunnel. Con un estensione di 65 km attorno all’enclave, questo muro di cemento sarà dotato di sensori per rilevare eventuali attività di sterro nel sottosuolo. Una nuova barriera alta otto metri sarà eretta in superficie sul muro sotterraneo che dovrebbe essere completato nel 2019.
Durante l’ultimo conflitto del 2014, i gruppi armati palestinesi hanno spesso fatto ricorso a questi tunnel.

Turisti israeliani il 7 febbraio 2017 davanti al muro eretto vicino al confine con la Striscia di Gaza. Foto di archivio AFP

GIORDANIA

Nel 2016 Israele completa una ‘barriera di sicurezza’ al confine sud-orientale con la Giordania, uno dei pochi paesi arabi, con l’Egitto, con cui Tel Aviv ha stipulato un trattato di pace. Questa recinzione, fatta di strade, torri di avvistamento e centri operativi, corre per 30 chilometri tra la città balneare israeliana di Eilat, all’estremità meridionale di Israele, e il sito del Parco Nazionale di Timna, più a nord, dove è stato costruito un nuovo aeroporto che serve Eilat. “Un giorno, lo stato di Israele, per come lo vedo io, sarà protetto su tutti i suoi confini da una barriera di sicurezza”, aveva dichiarato Netanyahu nel febbraio 2016, durante un giro di ispezione a questa recinzione.

Foto AFP scattata al confine tra Israele e Giordania.

EGITTO

Alla fine del 2010, le autorità israeliane hanno lanciato la costruzione di una barriera di oltre 200 chilometri al confine con l’Egitto, con l’obiettivo di impedire l’ingresso di migranti africani arrivati principalmente dal Sudan o dall’Eritrea, e che tentano di entrare illegalmente in territorio israeliano dal deserto del Sinai. Completata nel 2013, la recinzione di acciaio alta sei metri corre dalla Striscia di Gaza al Mar Rosso. Questo muro, circondato da sezioni in cemento e filo spinato, è anche provvisto di sensori.
Questa barriera è stata costruita con l’approvazione delle autorità egiziane, che hanno semplicemente affermato che queste opere non sconfinano sul loro territorio.

 Il sistema di recizione in rete metallica sul confine tra Israele ed Egitto, vicino a Eilat. Archivi fotografici AFP.

 

Questi muri che Israele costruisce sui suoi confini

Traduzione: Simonetta Lambertini – invictapalestina

Fonte: https://www.lorientlejour.com/article/1099749/ces-murs-que-construit-israel-a-toutes-ses-frontieres.html

Questi muri che Israele costruisce su tutti i suoi confini

Questi muri che Israele costruisce su tutti i suoi confini

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