Racconti post-guerra. Abdul Al Rahman Naeem aveva 2 anni.

GIOVEDÌ 27 DICEMBRE 2012

foto del piccolo Abdul al Rahman Naeem

Pubblicato da Rosa Schiano a 20:54

Nei giorni dell’ Operazione israeliana “Pillar of Cloud” (14-21 novembre 2012), il 20 e 21 novembre 2012 missili israeliani hanno colpito i piani VI e VII dell’edificio Namaa ( عمارة نعمة ) di 8 piani in Rimal al centro di Gaza city, provocando danni agli uffici interni dei media e aziende di advertising.
Durante l’attacco del 21 novembre un frammento di uno dei missili ha colpito ed ucciso un bambino di due anni in una casa all’altro lato della strada, e ferito suo fratello e suo cugino.
Abdul Al Rahman Naeem aveva 2 anni. Era nato il 6 gennaio 2010.
Ho incontrato il padre del bambino, il Dr. Majdi Naeem.
Il Dr. Majdi Naeem lavora allo Shifa hospital, nel reparto traumatologico, sezione skin diseases (malattie della pelle).
Il 21 novembre 2012, dopo le 14.00 stava tornando a casa per riposare qualche ora e stare con la famiglia.
Tutta la sua famiglia, compresa la famiglia di suo fratello, era raccolta nella living room dell’appartamento.
Verso le 14.45 hanno sentito un’enorme esplosione. I vetri dell’abitazione si sono frantumati a causa dell’esplosione.
Uno o forse due missili avevano colpito l’edificio Naama, a 15 metri di distanza dal loro edificio.
“Eravamo tutti nella living room, la stanza più sicura della casa. Dopo l’esplosione tutta la famiglia ha iniziato a piangere”, racconta il Dr. Naeem.
Uno dei nipoti del Dr. Naeem,  Sami, 16 anni, aveva problemi al respiro, era stato colpito da un frammento alla schiena . “L’ho preso e sono corso fuori direttamente verso l’ambulanza”, racconta il Dr. Naeem. Sapeva che vi erano altri feriti in famiglia, almeno 1-2 bambini, ma è corso direttamente allo Shifa hospital con suo nipote.
In ospedale Sami ha ricevuto radiografia ed è stato sottoposto ad operazione chirurgica.
Il dr. Naeem poi in ospedale ha chiesto dei suoi figli e di un bambino che era stato portato in ospedale.
Gli è stato detto che era suo figlio Abdul di 2 anni.
Il bambino era stato portato in un’altra stanza. Era morto. “Aveva emorragia di sangue dalla bocca, piccoli frammenti erano entrati nell’addome, nel petto, avevano colpito gli organi interni, è arrivato in ospedale morto”, afferma il padre.
Anche un altro figlio del dr. Naeem era rimasto ferito durante l’attacco. Mahmoud, 15 anni, era rimasto ferito al ginocchio ed è stato sottoposto ad operazione chirurgica allo Shifa hospital.
“All’interno dei frammenti vi sono materiali di metallo, ringraziamo Dio che solo uno dei miei figli è morto. Migliaia di frammenti si erano riversati nel nostro edificio”, continua  a raccontare il Dr. Naeem.
Afferma che il suo edificio è probabilmente l’edificio più sicuro in tutta Gaza city.
Tutti i parenti della famiglia si erano raccolti a casa del dr. Naeem, proprio perché considerato il posto più sicuro.
“Io voglio sapere perché gli israeliani hanno ucciso mio figlio.
Ma la mia vita deve continuare. Ho riparato tutte le finestre e messo nuovi vetri, per poter continuare la mia vita. Dopo 3 giorni sono tornato a lavoro”, continua il Dr. Naeem.
Il dr. Naeem ha 3 figli maschi e 3 femmine. “Tentiamo di dare loro supporto psicologico”, afferma.
Capisco in quel momento che anche il rimettere subito nuovi vetri all’abitazione è un gesto di rassicurazione verso i suoi figli.
“Noi viviamo a Gaza, è il nostro destino, è la nostra vita.
Io cerco di essere forte, lo ero anche con mio figlio morto fra le braccia. Mi manca mio figlio ma ho ricevuto meno dolore di altre famiglie. Durante questa guerra non c’era nessun posto sicuro a Gaza. Noi siamo qui, Dio ci ci ha salvato”, queste le ultime parole che mi ha concesso.
Il dr. Naeem spiega che durante l’Operazione Piombo Fuso, quattro anni fa, gli attacchi erano avvenuti soprattutto nelle aree al confine. Durante l’ Operazione Pillar of Cloud invece, l’aviazione militare israeliana ha bombardato ovunque in centro città, ovunque si era in pericolo.
L’esercito israeliano aveva giustificato l’attacco al settimo piano del Naama building dicendo che fosse usato da Hamas come centro di intelligence.  Il 1 dicembre, Human Rights Watch, a seguito di un’indagine, non ha trovato alcuna prova che fosse usato in operazioni militari. Le forze israeliane hanno bombardato il sesto piano il 20 novembre alle 11.00 circa, e il settimo piano il 21 novembre verso le 3.00 del pomeriggio.
Il Dr. Naeem affronta il dolore in maniera molto forte. Ma quello stesso dolore tornava a salire forte nei suoi occhi e nella sua voce, ed ha voluto presto terminare di raccontare ciò che era successo quel giorno.
L’ho salutato ringraziandolo ed ho sentito le gambe tremare andando via. Riascoltavo le esplosioni ed il suono dei vetri in frantumi, con quella consapevolezza di cui parlava il Dr. Naeem di essere tra i “salvati”, ed allo stesso tempo con un senso di preoccupazione per il futuro di queste persone.
Il Dr. Naeem ha ricostruito le finestre della sua abitazione, in Gaza si pensa alla ricostruzione degli edifici distrutti, chi può ha già iniziato. A distanza di 4 anni da Piombo Fuso, Gaza ricostruisce e si rialza ancora dalle macerie, sperando in un futuro sereno.
Dr. Majdi Naeem
video in cui si vede il Dr.Naeem trasportare il corpo del figlio in obitorio

http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/racconti-post-guerra-abdul-al-rahman.html

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