Raid israeliano negli uffici di Stop the Wall

THURSDAY, 10 MAY 2012 07:09 STOP THE WALL

 L’esercito israeliano ha sequestrato tre computer, due portatili e dieci memory card dagli uffici di Stop the Wall a Ramallah (Foto: Stop the Wall)

 

Alle 1.30 di martedì notte, dieci jeep militari delle forze israeliane hanno circondato gli uffici dell’associazione Stop the Wall a Ramallah e hanno compiuto un raid all’interno.

I soldati israeliani hanno sequestrato due portatili, tre computer e dieci memory card contenenti file, foto e materiale d’archivio sull’attività che l’organizzazione compie contro il Muro d’Apartheid israeliano e contro l’attacco ai diritti umani dei palestinesi portato avanti tramite le colonie. Si tratta di un’altra aggressione contro la società civile palestinese e la sua lotta contro l’oppressione fisica e psicologica, la confisca delle terre e le politiche di pulizia etnica di Israele.

Le foto del raid: http://www.flickr.com/photos/stopthewall/sets/72157629631856082/

Stop the Wall è una delle organizzazioni più attive nella difesa dei diritti umani in Palestina e promuove da almeno dieci anni la resistenza civile e campagne contro il Muro e in difesa del diritto dei palestinesi all’autodeterminazione. I difensori dei diritti umani sono globalmente riconosciuti come elemento essenziale nel processo politico e la loro repressione mostra ancora una volta la mancanza di volontà israeliana nel raggiungere una pace giusta.

Jamal Juma, coordinato della campagna Stop the Wall, ha commentato: “Non sorprende il fatto che le autorità israeliane hanno scelto questo momento per incrementare la pressione contro la rete di resistenza di base di Stop the Wall, rete che combatte il Muro e le colonie. Per agire hanno scelto lo stesso giorno in cui la Corte Suprema israeliana ha rigettato l’appello dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame, Bilal Diab e Thaer Halahlah, detenuti senza accuse né processo, e ora condannati a morte”.

“La coraggiosa resistenza degli oltre duemila prigionieri in sciopero della fame nelle carceri israeliane – ha proseguito Juma – mostra ancora una volta il potere della resistenza civile per la lotta del popolo palestinese. Quasi ogni giorno, la gente scende in strada per protestare, in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi, e urlare il loro rigetto di un processo di pace che non dà alcun frutto, completamente in stallo. Allo stesso tempo, le autorità israeliane hanno annunciato alle agenzie delle Nazioni Unite che nel 2012 proseguiranno sistematicamente al trasferimento forzato della popolazione palestinese residente in Area C. Mentre il trasferimento continua senza sosta nella Valle del Giordano, aumentano le demolizioni di case e la costruzione di colonie accelera, la popolazione della Cisgiordania è sempre più costretta all’interno di enclavi create dal Muro”.

“Il raid negli uffici di Stop the Wall – ha concluso Jamal Juma – è un chiaro messaggio: le autorità israeliane temono azioni nonviolente di ampio raggio che sfideranno concretamente le loro politiche. Israele si sta preparando al confronto e ad una maggiore repressione, mostrando chiaramente di non essere pronto a rinunciare a nessuno dei diritti internazionalmente sanciti e per cui il popolo palestinese sta lottando”.

Non è la prima volta che Stop the Wall è target della repressione israeliana. Nel settembre del 2009, il coordinatore dei giovani di Stop the Wall è stato arrestato, mentre il coordinatore generale Jamal Juma è stato detenuto pochi mesi dopo, a dicembre. Le autorità israeliane non sono state in grado di formulare alcuna accusa contro di loro e dopo una campagna internazionale, che ha visto l’attivo coinvolgimento delle rappresentanze diplomatiche estere in Palestina, dei ministri degli Esteri europei e di organizzazioni per i diritti umani in tutto il mondo, entrambi sono stati rilasciati a gennaio del 2010. A questo attacco ne è seguito un altro, l’8 febbraio 2010: un vasto raid negli uffici dell’associazione e arresti di massa di attivisti per i diritti umani nei villaggi attivi nelle proteste contro il Muro.

Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center) 

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/28-news/3581-raid-israeliano-negli-uffici-di-stop-the-wall

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