Resistenza e morte in Al Khalil / Hebron

 

11-03 2018
International Solidarity Movement, al-Khalil team, territorio occupato, Palestina.

Venerdì alle 16.00, il 24enne residente ad Al Khalil, Mohammad Zain al-Jabari, è stato colpito con arma da fuoco da parte delle forze di occupazione israeliane durante piccoli scontri ad Al Khalil, Hebron.
Lascia la moglie e il figlio di 4 anni.

 

Al-Jabari è stato colpito al collo quando i soldati israeliani hanno aperto il fuoco con munizioni da guerra contro i giovani locali nella zona H1 di Al Khalil, un’area legalmente sotto pieno controllo palestinese.

E’ stato portato di corsa all’ospedale locale dove è morto pochi minuti dopo.

Temendo che le forze di occupazione israeliane avrebbero saccheggiato l’ospedale, i palestinesi hanno rapidamente rimosso il corpo di Al-Jabari dall’ospedale, per evitare che gli israeliani potessero confiscare il corpo.

I corpi dei palestinesi uccisi dalle forze di occupazione israeliane sono spesso confiscati per lunghi periodi di tempo, rendendo impossibile ai palestinesi seppellire il corpo entro 24 ore dalla morte, come è prassi comune per i funerali musulmani.

Pochi minuti dopo che l’ambulanza ha lasciato l’ospedale, scontri sono scoppiati nelle strade fuori dall’ospedale e le forze di occupazione israeliane hanno rapidamente risposto con ampio uso di gas lacrimogeni e granate stordenti.

Quella sera il corpo di Al-Jabari è stato preparato per la sepoltura, con da tre a quattrocento persone che salmodiavano marciando per le strade verso il cimitero dei martiri, dove è stato sepolto con troppe altre persone.

Nei primi due mesi del 2018, 10 palestinesi sono stati uccisi in attacchi compiuti da forze israeliane o coloni in Cisgiordania”, afferma un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari nel territorio palestinese occupato.

Questa morte è stato un altro esempio dell’uso eccessivo della forza da parte dell’esercito israeliano per imporre il controllo illegale sul popolo palestinese nei territori occupati.

Possa Mohammed Zain al-Jabari riposare in pace.

 

 

Resistenza e morte in al Khalil / Hebron

Resistenza e morte in al Khalil / Hebron

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Resistance & Death in al Khalil/Hebron

9th March 2018 | International Solidarity Movement, al Khalil team | Occupied Palestine

Friday at around 16.00, 24-year old Al Khalil resident Mohammad Zain al-Jabari was shot and killed by armed Israeli occupational forces during smaller clashes in Al Khalil, Hebron.

He leaves behind his wife and his 4-year-old child.

Al-Jabari was hit in the neck when Israeli soldiers opened fire with live ammunition against the local youth in the H1 area of Al Khalil, an area legally under full Palestinian control.

He was rushed to the local hospital where he died minutes later.

Fearing Israeli occupational forces would raid the hospital, Palestinians quickly removed Al-Jabari’s body from the hospital, to avoid the Israelis from confiscating the body.

The bodies of Palestinians killed by Israeli occupational forces are often confiscated for longer periods of time, making it impossible for the Palestinians to bury the body within 24 hours of death, as is common practice for muslim funerals.

Minutes after the ambulance left the hospital clashes broke out in the streets outside the hospital and Israeli occupational forces quickly answered with extensive use of teargas and stun grenades.

Al-Jabari’s body was prepared for burial that evening, where three to four hundred chanting persons marched the streets to the martyrs’ cemetery where he was laid to rest with all too many others.

“In the first two months of 2018, 10 Palestinians have been killed in attacks carried out by Israeli forces or settlers in the West Bank,” says a report from The United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs in the occupied Palestinian territory.

This death was one more example of the Israeli military using excessive force to impose their illegal control on the Palestinian people of the occupied territories.

May Mohammed Zain al-Jabari rest in peace.

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