Richard Silverstein // IL MOSSAD HA DANNEGGIATO L’IMPIANTO NUCLEARE DI NATANZ PER SABOTARE LA POLITICA IRANIANA DEGLI STATI UNITI E L’ACCORDO JCPOA

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tratto da: https://frammentivocalimo.blogspot.com/2021/04/richard-silverstein-il-mossad-ha.html

Traduzione sintesi

Ci sono rapporti contrastanti sulla natura e l’entità dei danni causati da un attacco del Mossad all’impianto nucleare iraniano di Natanz. Alcuni rapporti scrivono di un attacco informatico che ha sabotato la rete elettrica e interrotto l’alimentazione alle centrifughe e ad altre apparecchiature. I resoconti più probabili indicano che un ordigno esplosivo ha causato anche enormi danni all’impianto. È possibile che il dispositivo esplosivo sia stato attivato a distanza da un cyber-dispositivo.

Il Times riporta:
Due funzionari dell’intelligence hanno detto che era stato causato da una grande esplosione che ha completamente distrutto il sistema di alimentazione interno indipendente – e pesantemente protetto – che alimenta le centrifughe sotterranee per arricchire l’uranio.

I funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato per descrivere un’operazione israeliana riservata, hanno affermato che l’esplosione ha inferto un duro colpo alla capacità dell’Iran di arricchire l’uranio e che potrebbero essere necessari almeno nove mesi per ripristinare la produzione di Natanz.

Il rapporto del NY Times non chiarisce se i funzionari dell’intelligence sopra menzionati siano israeliani o americani, ma sembra molto più probabile che si tratti di funzionari del Mossad poiché conoscerebbero sia l’obiettivo che il livello del danno. Ronen Bergman, il cui sottotitolo appare in questa storia, è specializzato in reportage sul Mossad, come ho detto in un precedente post di questa settimana.

Dato che la fonte qui è probabilmente il Mossad, è importante prendere queste affermazioni con un pizzico di sale. Sì, ci saranno interruzioni, ma gli iraniani si sono dimostrati straordinariamente adattabili nel riprendersi dai precedenti attacchi israeliani. Sebbene Natanz possa essere il loro principale stabilimento di produzione, potrebbero esserci altre strutture sussidiarie  da utilizzare  fino a quando non ripareranno il danno.

L’apparato di intelligence militare e la mentalità di Israele tendono a dare eccessivo credito all’impatto che le sue operazioni hanno sui suoi nemici. Poiché Israele fa affidamento sulla forza piuttosto che sulla diplomazia per perseguire i propri interessi, tende a vedere questi attacchi nella luce più favorevole. La realtà ha dimostrato che la forza ha effettivamente un impatto limitato e relativamente a breve termine. Qualunque danno faccia può essere riparato e non dissuade mai il nemico (che sia Iran, Hezbollah o Hamas) dal perseguire l’approccio che ha scelto.

Questo è il secondo grande attacco a Natanz da parte del Mossad nell’ultimo anno. Una simile esplosione ha causato anche gravi danni alla struttura, ma  come ho notato sopra, è stato ripristinato e reso funzionante in un periodo di tempo relativamente breve.

È interessante notare che l’articolo di AP conteneva originariamente il paragrafo seguente, censurato o eliminato  nelle versioni successive. Descrive un danno fisico sostanziale alla struttura:

La televisione di stato deve ancora mostrare le immagini della struttura che sembra aver riportato gravi danni. In seguito all’attacco un importante portavoce nucleare, Behrouz Kamalvandi, che camminava sopra il terreno è caduto per 7 metri (23 piedi) attraverso un pozzo di ventilazione aperto e coperto da detriti di alluminio, ferendosi .

Il rapporto del Daily Mail conferma l’incidente sebbene le ferite del funzionario siano più leggere rispetto alla versione AP:

In un incidente correlato il portavoce dell’AEOI Behrouz Kamalvandi ha avuto un incidente domenica durante l’ispezione del sito, quando “è caduto da pochi metri e ha subito leggere fratture ai piedi e alla testa”, ha riferito l’IRNA.

Kamalvandi ha rilasciato lunedì una video intervista dal suo letto d’ospedale all’agenzia di stampa Tasnim  dove ha espresso fiducia che, dopo la “piccola esplosione… si  potranno riparare rapidamente le aree danneggiate”.

Non è un caso che l’attacco israeliano sia avvenuto “poche ore” dopo che gli iraniani annunciavano con orgoglio che stavano inaugurando nuove centrifughe che avrebbero potuto produrre uranio molto più arricchito e a un ritmo molto più veloce.

A questo attacco si aggiunga la fuga di notizie della scorsa settimana di un funzionario israeliano del Mossad a Ronen Bergman del NY Times.  Israele ha sabotato la nave spia iraniana Saviz al largo della costa yemenita, causato precedenti attacchi alle petroliere iraniane, compresa a  una che ha causato una massiccia fuoriuscita di petrolio e il peggior disastro ambientale nella storia di Israele, assassinato il fondatore del programma nucleare iraniano. E’ chiaro che Israele è impegnato in un piano massiccio, a lungo termine, attentamente orchestrato,  per sabotare il programma nucleare iraniano.

Alcuni resoconti dei media, che riprendono punti di discussione senza dubbio da fonti israeliane, affermano che la campagna di sabotaggio indebolisce effettivamente la posizione dell’Iran nei colloqui del JCPOA. Come se Israele avesse in qualche modo fatto un favore ai partecipanti attaccando l’Iran, ma  la distruzione o l’indebolimento del programma di arricchimento dell’Iran non avrà alcun impatto sulla posizione negoziale di quel paese. Semmai lo renderà più intransigente e meno disposto a scendere a compromessi (che è probabilmente il risultato che Israele preferisce).

La campagna israeliana sembra contraddire direttamente l’intenzione dichiarata dell’amministrazione Biden di tornare all’accordo nucleare JCPOA. Questo sforzo è ultimamente fallito  per l’intransigenza degli Stati Uniti nel chiedere all’Iran di tornare alla piena conformità prima che gli Stati Uniti facciano la loro parte e alleggeriscano le sanzioni imposte dal Pres. Trump dopo il suo ritiro dall’accordo. Questa posizione degli Stati Uniti sembra in parte motivata dalla paura dell’opposizione repubblicana a un accordo che sembrerebbe troppo conciliante per gli iraniani.

Il  pericolo di tale testardaggine è dare agli israeliani la possibilità di lanciare ulteriori attacchi, che avvelenerebbero l’atmosfera per qualsiasi risoluzione pacifica dell’intera questione
. Più scienziati vengono uccisi, navi sabotate e strutture bombardate, più l’Iran sarà restia al ritorno all’accordo nucleare. Dirà che non importa quale sia il risultato dell’accordo  se non si è in grado  di  controllare Israele che continua ad attaccarla. Quindi, a meno che non si possa fermare Israele, probabile che l’Iran in tal caso, scelga il rischio di perseguire i propri progetti nucleari senza essere ostacolata da tali accordi, dal momento che ne verrebbe  ostacolata.

Un’altra terribile possibilità è che gli attacchi israeliani motiveranno gli iraniani a organizzare un attacco devastante contro un obiettivo israeliano. Una possibilità ancora più probabile è che l’Iran rinunci a tutti i vincoli sul programma nucleare e faccia di tutto per la produzione di un’arma nucleare e  di un sistema missilistico balistico funzionale. Ci sono, ovviamente, limitazioni all’Iran. Deve calibrare attentamente le sue risposte per non oltrepassare le linee rosse con i suoi partner JCPOA. Deve mantenere il sostegno in particolare  con Russia e Cina, i suoi attuali alleati, ma quanto più dannosi sono gli attacchi israeliani, tanto più è probabile che si allentino queste restrizioni.

Non è nemmeno una coincidenza che Israele abbia organizzato questo attacco proprio il giorno in cui il segretario alla Difesa Lloyd Austin è arrivato per la prima visita di un alto funzionario americano  dopo l’elezione di Biden.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha accuratamente evitato qualsiasi menzione dell’Iran e alle sue ambizioni nucleari nelle sue dichiarazioni pubbliche in una visita di due giorni in Israele, anche quando i suoi interlocutori hanno evidenziato la questione.

Israele si è impegnato nella stessa provocazione durante una visita di Biden in Israele, quando era vicepresidente, annunciando centinaia di nuove unità abitative degli insediamenti il ​​giorno del suo arrivo.

Questo è un chiaro messaggio di sfida a Biden, qualunque cosa tu voglia fare riguardo all’Iran non ha alcuna relazione con noi. Continueremo i nostri sforzi e non ci fermerai. Ciò lascerebbe al presidente degli Stati Uniti l’opzione altamente sgradevole di esercitare la massima pressione sugli israeliani per fermare gli assalti. Questo diventerebbe un gioco ad alto rischio dove Biden dovrebbe proporre e attuare sanzioni punitive per gli  israeliani. Ciò potrebbe significare: sanzioni economiche o militari, la  trattenuta di alcuni o tutti i 3,8 miliardi di dollari annuali in aiuti negoziati da Obama. Nessun presidente dal primo George Bush è stato disposto a compiere passi così draconiani. I presidenti democratici, in particolare, sono vincolati dagli attacchi repubblicani che affermano di essere morbidi con Israele. Diventa improbabile che Biden porterà le cose così lontano, se non altro perché percepisce il Medio Oriente come una priorità molto inferiore rispetto all’Asia e ad altre problematiche mondiali.

Questo, ovviamente, aumenta la probabilità che l’Iran risponda in modo  sempre più provocatorie alle provocazioni israeliane.  Gli eventi potrebbero sfuggire di mano e, quando gli Stati Uniti se ne renderanno conto, potrebbe essere troppo tardi. In un Medio Oriente con centinaia di armi nucleari israeliane, miliardi di armi avanzate e odio di tra sunniti e sciiti, la regione non può permettersi la benevola negligenza di Biden

 

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