RICORDANDO RACHEL

Otto anni fa veniva uccisa a Gaza, Rachel Corrie, attivista americana per i diritti umani. Schiacciata da un bulldozer Caterpillar D9R dell’esercito israeliano. Il processo civile intentato dalla famiglia contro lo Stato d’Israele per l’uccisione della loro figlia, riprenderà nel mese di aprile.

Roma 16 Marzo 2011, Nena News – Riprenderà ad aprile in Israele il processo civile sul caso Rachel Corrie, ad un mese dall’ottavo anniversario della sua uccisione a Gaza. All’età di 23 anni Rachel, attivista e osservatrice per i diritti umani, morì schiacciata da un bulldozer Caterpillar D9R dell’esercito israeliano mentre tentava in modo nonviolento di offrire protezione ad una famiglia palestinese la cui abitazione stava per essere demolita. Il processo intentato dalla madre e dal padre di Rachel, Cindy e Craig, contro lo Stato di Israele e il Ministero della Difesa è iniziato a marzo 2010 presso la Corte Distrettuale di Haifa. Andando avanti per circa un anno, a porte chiuse, ma con sessioni della Corte che hanno preso luogo a intermittenza. Tutti i testimoni dalla parte dei Coorie sono stati ascoltati, mentre lo Stato di sraele ha presentato solo parte dei suoi.

Ad ottobre del 2010, nascosto dietro ad un pannello di legno, il soldato Y. P., (la cui identità è da 8 ani nascosta) che la mattina del 16 marzo 2003 era alla guida del bulldozer, è stato ascoltato dai giudici. Nel corso dell’udienza, di cui Nena News diede notizia (vedi  http://www.nena-news.com/?p=4472) non smise di procedere con il bulldozer mentre Rachel veniva travolta, perché aveva ricevuto l’ordine di continuare “Io sono solo un soldato”, si è difeso, “non ero io a dare gli ordini”.

“L ’autista” ha sempre dichiarato di non aver visto Rachel, ma la causa intentata dalla famiglia Correi nel 2005 è di omicidio intenzionale. La famiglia accusa inoltre il governo israeliano di negligenza, in quanto ha permesso al suo personale militare di adoperare una ruspa blindata in modo rischioso senza tenere sufficientemente in conto della presenza di civili.

A giugno del 2004, le demolizioni delle case a Rafah raggiunsero la media scioccante di 100 abitazioni distrutte al mese, e un comunicato dalle agenzie dell’Onu, Unrwa e Ocha,  manifestò «grave preoccupazione» per le distruzioni delle case denunciando una aperta violazione del diritto internazionale.

A gennaio 2003, quando Rachel Corrie arrivò a Rafah, gli israeliani distruggevano in media 12 case palestinesi la settimana.

Dal momento della sua uccisione, diverse iniziative di solidarietà col popolo palestinese, sono state portate avanti in suo nome, e l’organizzazione degli ISM (International Solidarity Movement) è praticamente una delle sole presenti a Gaza che continua a fare interposizione nonviolenta in difesa della popolazione civile.

I diari e le mail di Rachel dalla Palestina si sono trasformate in libri, testi e reading teatrali e anche in un film, “RACHEL”, della regista franco-israeliana Simone Bitton, ora distribuito anche in Italia. Nena News

Nena vi propone un’intervista a Rachel Corrie sulla drammatica situazione a Gaza.

Video   You Tube: Rachel Corrie – Interview
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