Rieccomi

mercoledì 23 marzo 2011

Dopo un lungo periodo di silenzio dovuto a una broncopolmonite, sono in grado di nuovo di scrivere e leggere la posta anche se non ancora di uscire. Le cose accadute durante la mia malattia sono state molte e quasi nessuna bella.
La strage di Itamar:
al contrario della maggior parte dei compagni che hanno addirittura diramato comunicati, compresa una delle mie associazioni, non ho creduto nè darne notizia nè importanza. Pensavo infatti che non era il caso di amplificare un fatto di cronaca nera per dare addosso ai palestinesi. In più mi ero fatta la convinzione che l’autore del delitto non poteva essere un palestinese, per molte ragioni, ma soprattutto perchè trovavo esilarante l’idea che un palestinese o addirittura due entrassero in questa colonia fortificata senza essere visti da nessuno, poi compivano il delitto e uscivano fischiettando sempre senza essere visti. Ciò era contrario a ogni logica. La mia idea di come si erano svolti i fatti era più cattiva, forse perchè conosco i miei polli, pare invece che le indagini si siano rivolte verso lavoratori tailandesi che non erano stati pagati dal colono ammazzato. Questo però non ha minimamente alleggerito il danno ai palestinesi, non solo di immagine, visto che come al solito i media raccontano solo una parte delle storie e nessuno si è scomodato a scagionare i palestinesi dopo averli accusati, ma anche per quello che hanno dovuto subirre da parte prima dell’esercito e poi dei coloni. Awarta è stata sotto coprifuoco per 4 giorni, i soldati hanno prodotto danni considerevoli tra l’altro buttando olio e sabbia nei contenitori dell’acqua e distruggendo il municipio, hanno arrestato, picchiato, terrorizzato, distrutto, lasciando dietro di se enormi danni economici e psicologici. Poi sono venuti i coloni che si potrebbero definire bestie feroci e hanno fatto il resto.
 
 Bahrein
La repressione alle manifestazioni che chiedono democrazia e l’eliminazione dello stato di emergenza e della feroce polizia si è fatta sempre più criminale, 5 manifestanti sono stati uccisi a piazza della Perla, luogo d’incontro dei manifestanti, la polizia spara e arresta, nessuno però si preoccupa dei diritti umani di queste persone. La reazione degli USA che hanno in Barhein l’importante base navale della v flotta, è stata tiepida. Come se non bastasse L’Arabia saudita ha mandato truppe a sostegno del regime. Nessuna not fly zone naturalmente.

Libia
la Nato e i soliti americani si sono scatenati in Libia in difesa dei loro interessi e nella speranza di predare il più possibile. La guerra, come da copione, è umanitaria, serve per difendere il cavallo di Troia. Qui abbiamo sentito un vergognoso Napolitano che in dispregio della nostra costituzione che nell’art. 11 ripudia la guerra, sostiene che la guerra è buona e giusta, ma da che cazzo di attrezzi dobbiamo continuare ad essere governati? Insieme all’unità d’Italia ricorre anche l’anniversario della colonizzazione italiana della Libia. E’ una vergogna immensa. Intanto gli assassini americani esperti di macelli stanno riempiendo il suolo libico di uranio impoverito, il disegno è quello di avvelenare il Medio Oriente rendendolo invivibile come l’Irak. Questi assassini non si accontentano di distruggere e predare, vogliono anche martirizzare le generazioni future, assicurarsi che nascono malformate, ammalate di cancro e chissà cosa altro, intanto loro testano le armi per stragi e genocidii futuri.

Gaza
Le incursioni andavano avanti da giorni, l’ultima la più feroce di tutte ha massacrato almeno 18 persone compresi dei ragazzi che giocavano a pallone nel cortile di casa. Dice Amira Hass, che i suoi compaesani li conosce bene, “Hamas deve tener conto che i suoi vicini occupanti sono pazzi”.
Pazzi si e anche criminali, ma a Gaza la not fly zone non la fanno.

 
 
Pubblicato da Miryam Marino a 17:10
Frammenti vocali in MO:Israele e Palestina

La manifestazione del 15 marzo
Mentre a Ramallah i giovani si sono svegliati circondati da militanti di Fatah con le loro bandiere che hanno fatto di tutto per snaturare il vero spirito della manifestazione e vanificare le richieste, a Gaza sono stati addirittura aggrediti brutalmente da uomini di Hamas che hanno picchiato, arrestato, bruciato le tende e il presidio medico che i ragazzi avevano eretto sullo spiazzo dell’università Al Azhar, addirittura una giovane giornalista, Samah Ahmed, è stata accoltellata, e gli aggressori si sono accaniti soprattutto sulle donne.

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