Ritorno alla normalità

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Per fortuna che ci sono i pacifisti israeliani…

Dopo tutto è stata solo una brutta estate…da dimenticare presto.
Non pensate al tempo atmosferico che ci ha rovinato le ferie. Forse non ricordate quei rapidi fotogrammi in TV tra luglio e agosto: bambini a pezzi, scuole delle Nazioni Unite bombardate, tanta tanta gente innocente saltata in aria con la sua casa e l’intera famiglia. Sì, è accaduto. Non potevamo non leggerlo sui giornali e dopo 50 giorni di questo massacro qualcuno diceva che stavolta l’opinione pubblica forse aveva capito che “una società occidentale, democratica e con un così alto livello di sviluppo economico come quella israeliana” si comporta esattamente come le bande terroristiche che sconvolgono il resto del medioriente e che hanno sostituito i box delle pagine esteri dei giornali.
Insomma, per fortuna siamo tornati alla normalità e invece di accanirci contro Israele è senz’altro meglio disquisire sul cosiddetto “conflitto israelo-palestinese”, dove la “complessità”…e le “colpe di entrambe le parti” sono accettate da tutti.

E chi meglio dei famosissimi “pacifisti israeliani”, può aiutarci a dimenticare prima possibile la carneficina di Gaza e l’inarrestabile colonizzazione dei Territori Palestinesi.

In grande evidenza abbiamo letto in questi giorni Abraham Yehoshua, il quale riesce addirittura a convincerci -tenetevi saldi- che “la guerra appena conclusa” non è stata “l’ennesimo, inutile conflitto nella serie di quelli avvenuti in Medio Oriente”, ma “potrà essere una base per un nuovo e migliorato assetto politico”.
Altro che massacro, insomma, per una utilissima guerra portatrice di pace.
“Voglio respingere il fatalismo di chi già predice un prossimo round di violenza e provare a infondere, o forse a «creare», una possibile speranza” -spiega Yehoshua- “non un accordo di pace. Piuttosto una convivenza tollerabile e soprattutto non violenta. Molti israeliani esprimono delusione per un’operazione non portata a termine, o per una promessa non mantenuta. Ed è proprio questo senso di frustrazione a infondere speranza. In base all’esperienza passata ho infatti l’impressione che le guerre che si concludono senza una netta vittoria possano rappresentare un presupposto per un nuovo ordine di cose, non violento”.
Seguiamo ancora il ragionamento di questo scrittore ritenuto pacifista e critico.
“La freddezza mostrata dai palestinesi di Israele e di Cisgiordania per la devastazione e i morti nella Striscia di Gaza rivela che lo spirito di solidarietà che Hamas si aspettava da loro non si è risvegliato. I razzi di Hamas sono stati intercettati dagli israeliani e non hanno causato ingenti danni materiali, ma hanno comunque terrorizzato e sconvolto la popolazione e, in molti casi, paralizzato la vita di Israele”.
E poi uno scoop commovente: mentre Israele radeva al suolo case e città… “durante l’intero periodo degli scontri, giganteschi camion carichi di rifornimenti, di cibo e di beni di prima necessità entravano quotidianamente nella Striscia da Israele”. Che generosa cura e delicata attenzione del carnefice! Come si può interpretare questa mano da croce rossa, mentre l’altra mano decideva di massacrare donne e bambini?
“C’è un vincolo particolare dello Stato ebraico con i residenti di Gaza e un suo chiaro senso di responsabilità nei loro confronti. Non riesco infatti a ricordare nessuna guerra in cui una delle parti, pur combattendo contro un nemico che non cessa di bombardarlo, continui a rifornirlo di viveri e di medicinali. Ecco la mia speranza per il futuro!Questo particolare senso di responsabilità di Israele nei confronti dei vicini palestinesi potrebbe essere incanalato ora in direzioni positive, prima di tutto con la smilitarizzazione della Striscia”.
Se non ci fossero le virgolette non ci credereste, ma per far continuare indisturbato lo stato che da cent’anni opprime e distrugge la terra e la gente di Palestina, ci vogliono proprio pacifisti come Yehoshua, che ci convincono quanto Israele desideri la pace.
Ma la conclusione dello stimatissimo professore che applaudiremo in tutti i prossimi festival e meeting, chiude la sua visione positiva sulla terra devastata e ancora fumante di Gaza con una definizione dei palestinesi che dal 1948 non sentivamo più ripetere, forse per pudore. Dopo tutto, diciamo esplicitamente quello che pensiamo tutti: i palestinesi sono solo una… “collettività primitiva”. Ma ecco la citazione completa (da brivido):

“Una società occidentale, democratica e con un così alto livello di sviluppo economico come quella israeliana non può permettersi, a intervalli di pochi anni, di azzuffarsi con una collettività primitiva, isolata, povera e fanatica. Dovrebbe piuttosto cercare di aiutare quella collettività a risollevarsi, a ricostruire, e, come prima cosa, a uscire dall’isolamento”. (La Stampa, 9 settembre 2014)

BoccheScucite

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1 commento

  1. A mo di commento, su Gaza, segnalo questo articolo di John Pilger, tradotto in italiano su Come don Chisciotte:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13916&mode=&order=0&thold=0

    Aggiungo che ho avuto modo di sentire personalmente John Pilger in un Forum londinese sulla natura e il ruolo del sistema dell’informazione. Una sua frase che mi fa sempre riflettere per la sua profondità è stata la seguente:

    “L’informazione è una emanazione del potere”…

    Si pensi a William Blake e a Plotino e ci si accorgerà che con non si rilfetterà mai abbastanza su come i dati di conoscenza arrivano alla nostra mente e come noi non possiamo mai smettere di analizzare ciò che entra nel nostro cervello e da qui nel nostro modo di produrre i comportamenti e di enunciare i giudizi morali, etici, politici e infine nell’assumere le nostre posizioni.

    Il filosofo Gianni Vattimo si è esposto alla “gogna” mediatica, sostenendo che sarebbe stato il caso di formare brigate internazionali a sostegno dei palestinesi sempre massacrati dagli israeliani: no! Il massacro non è certamente finito ed il silenzio mediatico non fa risorgere i morti e non cancella le immani distruzioni.

    Non tutti possiamo emulare i Rambo cinematografici, ma tutti possiamo fare uso del nostro raziocinio ed in tal senso tutti possiamo arruolarci nelle Brigate della Verità e della controinformazione…

    Chiedo scusa per i miei frequenti interventi su Bocche Scucite, ma non riesco a sottrarmi alle sollecitazione che provengono dai testi offerti in lettura.

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