RIVELATA LA POLITICA ESTERA STATUNITENSE

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di Kevin Zeese e Margaret Flowers – 17 giugno 2019

Il Segretario di Stato USA Mike Pompeo parla a un incontro a porte chiuse presso il Congresso dei Presidenti della Maggiori Organizzazioni Ebraiche il 28 maggio 2019 – Foto Ron Przysuche / Dipartimento di Stato USA

La scorsa settimana le realtà della politica estera statunitense sono state rivelate da una registrazione audio fatta trapelare relativa a un attacco statunitense alla rete elettrica russa e a tentativi statunitensi di estradare Julian Assange. Tutte le informazioni additano una politica estera che viola la legge e gli standard internazionali, perpetra guerra e conflitti e cerca di minare la libertà della stampa al fine di commettere i propri crimini in segreto.

Per quelli di noi che seguono da vicino la politica estera statunitense non si tratta di informazioni nuove, ma queste nuove rivelazioni sono vaste e si trovano nei media di massa dove molti milioni di persone possono vederle e ricavare una comprensione maggiore delle realtà delle azioni statunitensi in tutto il mondo. Aderite il prossimo settembre alla Mobilitazione Popolare per Fermare la Macchina da Guerra Statunitense.

Il Segretario di Stato Mike Pompeo si esibisce alla dirigenza ebraica

Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha tenuto un discorso di politica estera ai presidenti delle principali organizzazioni ebraiche. Il discorso è stato degno di nota perché mostra la speciale attenzione che questo gruppo riceve. Segreti molto sensibili della politica estera statunitense sono stati offerti all’uditorio. Fortunatamente qualcuno tra il pubblico ha registrato la conversazione e in conseguenza milioni di persone negli USA e in tutto il mondo ora conoscono la verità a proposito di alcuni temi cruciali della politica estera statunitense. Ecco alcuni degli argomenti da lui trattati.

Gli USA cercano di fermare Jeremy Corbyn prima che sia eletto: l’audio include la promessa di Pompeo di fare “del suo meglio” per impedire che Corbyn sia mai eletto primo ministro del Regno Unito.  Pompeo stava rispondendo alla domanda: “Sareste disposti a collaborare con noi per intraprendere iniziative nel caso la vita per gli ebrei diventasse molto difficile nel Regno Unito?” La domanda riguardava la falsa affermazione che Corbyn sia antisemita perché favorisce i diritti dei palestinesi e critica Israele. Pompeo ha risposto:

“Potrebbe accadere che Corbyn riesca a superare le forche caudine e a essere eletto. E’ possibile. Dovreste sapere che noi non aspetteremo che faccia quelle cose per cominciare a contrattaccare. Faremo del nostro meglio. E’ troppo rischioso e troppo importante e troppo difficile una volta che è già successo”.

La descrizione del Segretario di Stato di come gli USA tenterebbero di influenzare le elezioni britanniche arriva nonostante le denunce che la Russia avrebbe influenzato le elezioni statunitensi. Un portavoce del Partito Laburista ha reagito: “I tentativi del presidente Trump e dei suoi dirigenti di decidere che sarà il prossimo primo ministro britannico sono un’interferenza del tutto inaccettabile nella democrazia britannica”.

Il colpo di stato statunitense in Venezuela non sta andando bene: In un’altra interferenza statunitense nella democrazia, Pompeo ha trattato il colpo di stato statunitense in Venezuela. Pompeo ha descritto l’opposizione a Maduro come divisa e operante in base a interessi egoistici. Ha detto: “Il nostro dilemma, che consiste nel tenere unita l’opposizione, si è dimostrato diabolicamente difficile”. Pompeo ha dichiarato nell’incontro che l’immagine di unità era utile in realtà soltanto come facciata “pubblica”.

Pompeo ha anche ammesso di star lavorando al colpo di stato in Venezuela “fin dal giorno in cui sono diventato direttore della CIA”. Ha spiegato che creare unità nell’opposizione “era qualcosa al centro di quello che il presidente Trump stava tentando di fare”. Pompeo è diventato direttore della CIA il 23 gennaio 2017.

Nonostante gli Stati Uniti abbiano affermato che Juan Guaido era il presidente del Venezuela, egli ha ammesso nella registrazione audio  che Maduro era ancora presidente e che non poteva predire il momento in cui se ne sarebbe andato, ma ha assicurato l’uditorio che la guerra economica e le altre iniziative condotte contro il governo e contro il popolo venezuelano finiranno per determinare la sua uscita.

Improbabile il piano di pace di Kushner; l’Iran troppo sensibile per essere discusso: Pompeo ha dichiarato ai leader ebrei che il piano di pace dell’amministrazione Trump per il Medio Oriente di prossima diffusione sarà considerato “inattuabile” e potrebbe non ricevere seguito. Pompeo ha riconosciuto il favoritismo percepito del piano nei confronti di Israele e non è stato ottimista, dicendo: “Può essere respinto. Alla fine potrebbe essere che si dirà ‘Non è particolarmente originale, non lo ritengo particolarmente funzionante’”.

Pompeo stava per passare ad altri temi mediorientali, come l’Iran, ma ha manifestato preoccupazione che qualcuno potesse registrare la conversazione e che le informazioni potessero essere troppo delicate.

Le minacce all’Iran si surriscaldano sulla base di accuse statunitensi non provate

Il 13 giugno due petroliere in uscita dal Golfo dell’Oman hanno subito esplosioni sul lato rivolto alle acque internazionali. Soccorritori iraniani sono accorsi ad assistere le due petroliere, trasferendo tutti i 44 membri dell’equipaggio sulle coste meridionali dell’Iran.

Gli USA stanno accusando che gli attacchi sono stati causati da mine piazzate sulle imbarcazioni dall’Iran. Il presidente della Kokuka Sangyo Marine (la società armatrice) Yutaka Katada ha affermato: “Non ci sono possibilità di un attacco con mine perché l’attacco è ben al di sopra della linea di galleggiamento” e l’equipaggio ha descritto un oggetto volante che ha colpito la petroliera.

L’addebito statunitense all’Iran ci dà una sensazione di “Ricordate il Maine!”/Golfo del Tonchinoesempi di affermazioni false che hanno condotto alla guerra. Gli USA hanno fornito un video sgranato, difficile da interpretare di un’imbarcazione che ore dopo avrebbe rimosso una mina da una petroliera. Gli USA affermano che si trattava delle Guardie della Rivoluzione iraniane che rimuovevano prove del coinvolgimento dell’Iran. Ci sono molti problemi riguardo a questa teoria che suscita più domande che risposte.

L’attacco contro la petroliera giapponese è arrivato nel momento in cui il primo ministro giapponese Shinzo Abe stava incontrando il leader supremo dell’Iran Ayatollah Khamenei. L’incontro era storico, il primo leader giapponese a visitare l’Iran dalla sua rivoluzione quarant’anni fa. L’Iran avrebbe attaccato una petroliera e sabotato il suo incontro con il leader giapponese? Questa teoria va oltre la credulità. L’accusa statunitense contro l’Iran pare mirata a compromettere la diplomazia iraniano-giapponese. Il ministro degli esteri Javad Zarif ha affermato in un tweet: “Il sospetto non comincia a descrivere ciò che probabilmente è accaduto questa mattina”.

Questi attacchi sembrano essere contro gli interessi dell’Iran poiché offrono una scusa per l’intensificazione contro l’Iran da parte degli USA e dei loro alleati. Neocon e regimi armati dagli USA che si oppongono all’Iran, tra cui Israele, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti beneficerebbero tutti da questo attacco.

Anche se gran parte dei media ha ripetuto le accuse, il sospetto che si sia trattato di una falsa accusa contro l’Iran è stato così forte che molti canali mediatici hanno fatto notare la mancanza di prove, ad esempio il New York Times, la CNN e la NPRI media sauditi hanno immediatamente amplificato l’accusa statunitense. Esperti dello spionaggio statunitense hanno messo in discussione la denuncia, sollevato dubbi riguardo al video e indicato la storia statunitense nel “montare” attacchi a fini politici. Il Giappone ha chiesto altre provegoverni europei hanno contestato l’affermazione. L’assenza di prove dell’accusa statunitense e la realtà di come abbia poco senso per l’Iran condurre un simile attacco  paiono denunciare gli USA più che indebolire l’Iran.

Attacco informatico statunitense alla rete elettrica russa

Il 15 giugno il New York Times ha riferito interviste a ufficiali militari negli ultimi tre mesi che hanno mostrato gli USA  intensificare incursioni digitali nella rete elettrica della Russia. Gli USA hanno inserito codice informatico nel sistema elettrico russo per futuri attacchi informatici. Le azioni sono un avvertimento al presidente Putin e una dimostrazione di come l’amministrazione Trump stia utilizzando nuove autorizzazioni per impiegare più aggressivamente strumenti informatici, secondo dirigenti governativi attuali e del passato.

Il Times scrive che la “strategia [statunitense] ha operato una svolta a una maggiore offensiva… con l’inserimento di malware potenzialmente paralizzante nel sistema russo a una profondità e con un’aggressività mai tentate prima”.

L’anno scorso dalla Casa Bianca e del Congresso sono state concesse nuove autorizzazioni al Cyber Comando degli Stati Uniti, un ramo del Pentagono, per condurre operazioni offensive in rete senza bisogno dell’approvazione presidenziale. Il Times scrive che Trump non è stato aggiornato sui dettagli di queste azioni per tema della sua reazione. Trump nega l’articolo è ha accusato il Times di “un atto virtuale di tradimento”.

Non è chiaro quanto in là gli USA si siano spinti nel sistema elettrico russo. Potrebbero paralizzare il sistema elettrico russo o bloccarne l’esercito? Questo non si saprà prima che il codice sia attivato. Gli attacchi statunitensi a reti elettriche non sono una novità, come dimostrato dall’attacco al sistema elettrico venezuelano a marzo, ma pare essere nuovo penetrare in un sistema in preparazione di una guerra.

Gli USA dietro la condanna di Lula e altri in Brasile

Glenn Greenwald ha ottenuto migliaia di pagine di comunicazioni tra le persone coinvolte nella condanna di Lula da Silva, un politico popolare in Brasile. Risulta ora che Lula è stato condannato falsamente per impedirgli di conquistare la presidenza nel 2018 e che gli Stati Uniti sono stati dietro la cosaGiudici brasiliani stanno ora chiedendo la condanna di Lula e di molti altri che sono stati messi nel mirino per essere estromessi e un’indagine sulla massiccia corruzione. Greenwald afferma che ci sarà altro.

Gli USA detestano quando la verità è rivelata

Dirigenti del governo statunitense e capi di imprese transnazionali sono ben consapevoli di star violando o eludendo leggi internazionali e nazionali. Quando un dirigente è registrato in un incontro privato, documenti trapelati sono forniti ai media oppure un’intervista informale rivela strategie belliche statunitensi, il governo si altera.

Per costatare questo non dobbiamo guardare più in là del tentativo di estradare Julian Assange per processarlo negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno trasmesso una richiesta formale di estradizione di Assange per 18 capi d’accusa, 17 dei quali sono violazioni della legge sullo spionaggio, che potrebbero incarcerarlo per il resto della sua vita. La corte ha programmato un’audizione di cinque giorni sull’estradizione a partire dal 24 febbraio 2020.

Il video di questo tweet mostra l’odio che  personaggi di spicco provano per Julian Assange soltanto per aver pubblicato la verità riguardo a crimini di guerra statunitensi, a operazioni del Dipartimento di Stato, al carcere di Guantanamo Bay e alla corruzione dell’industria.

La maschera sulla  politica estera statunitense è rimossa. Non è più possibile per gli USA farla franca con i propri crimini. E il potere globale sta cambiando. La settimana scorsa Russia e Cina hanno firmato due importanti accordi, ponendo così fine agli USA come superpotenza dominante e creando un mondo multipolare. Le alleanze cambiando; l’India può associarsi a Russia e Cina.

Siamo a un bivio storico. Gli USA continueranno a cercare di dominare il mondo usando armi economiche, informatiche e militari, isolandosi ulteriormente e sprecando risorse necessarie per soddisfare bisogni umani e proteggere il pianeta, o gli USA diverranno un partner in buona fede di altre grandi potenze? Sta a noi decidere quale via sarà seguita. Unitevi a noi il prossimo settembre durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per chiedere che gli USA siano chiamati a rispondere nella Mobilitazione Popolare per Fermare la Macchina da Guerra Statunitense. Cliccate qui per ulteriori informazioni.

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/us-foreign-policy-exposed/

Originale: Popular Resistance

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

RIVELATA LA POLITICA ESTERA STATUNITENSE

http://znetitaly.altervista.org/art/27652

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