Ronit: L’israeliana che non sopportava l’ipocrisia che nasconde l’occupazione

Ronit Dovrat ci ha lasciati. Ronit era una donna coraggiosa, una militante pacifista ed un’artista di valore. Ho conosciuto Ronit durante la settimana dei bambini del mediterraneo , ad Ostuni, nel 2001. Era la prima volta che incontravo una pacifista israeliana. Ero abituata a soldati e soldatesse israeliani che trattavano tutti con estrema brutalità senza distinzione di età, condizione di salute o altro, e fu per me sorprendente conoscere una pacifista radicale come Ronit, la sua straordinaria umanità. Con lei scoppiò una specie di amore a prima vista. Il giorno del nostro incontro parlammo per ore senza interruzione, e come se ci conoscessimo da sempre, ci siamo raccontate le storie e le vicende familiari di ognuna. Mi raccontò di Rokitne, il paese natale di suoi nonni in Ucraina e del viaggio che aveva fatto con Noam, il figlio, e sua cugina per ricordare tutti gli abitanti del paese , che furono prima raggruppati e poi ammazzati in piazza dai nazisti. Mi raccontò della sua lunga militanza politica in Israele e insieme agli studenti e ai professori dell’università di Birzeit,in Palestina, negli anni settanta, e soprattutto del suo amore più grande, Noam, un figlio tanto desiderato e cresciuto con molto affetto e attenzione, un ragazzo bello come il sole.

Ronit aveva scelto di lasciare Israele perché non riusciva più a viverci, si rifiutava di far parte di un sistema coloniale e si era stancata dell’impotenza della sinistra, pur lasciando dietro diversi affetti e molti amici che avevano condiviso con lei la militanza e il pensiero politico era decisa di farsi una vita altrove, prima a Parigi e dal 1987 ad oggi in Italia con Umberto. In Italia Ronit ha costruito una salda rete di amicizia, era capace di farsi voler bene da chiunque non solo per la sua simpatia, ma soprattutto per la sua immensa umanità. Nel 2002 durante la brutale incursione dell’esercito Israeliano in Cisgiordania lei è stata una delle pochissime persone che riusciva a starmi vicina, mentre la mia famiglia stava sotto l’assedio a Ramallah, mi sfogavo con Ronit, piangevamo tanto al telefono e quando potevo mi rifugiavo a casa sua, cosi ci facevamo forza a vicenda. Lei, Umberto e Noam erano la mia seconda famiglia. In quel periodo siamo andate a tenere dibattiti in diverse città e spesso gli organizzatori si arrabbiavano con noi perché ci dicevano: abbiamo chiesto una donna Israeliana e una donna Palestinese, non due Palestinesi! Ronit non sopportava questa ipocrisia e il fatto che diversi organizzatori insistevano a mantenere l’apparato coloniale dell’occupazione israeliana tramite il “bilanciamento demografico” la faceva andare in bestia.

Ronit era non solo una appassionata pacifista, ma un artista con grande talento. Avrebbe potuto fare una carriera brillante in Israele, dove le sono state offerte diverse opportunità , non ultima l’anno scorso come direttrice di un museo . Ma ormai lei aveva scelto, e qui in Italia ha prodotto numerose mostre ed esposizioni che sono state molto apprezzate dal pubblico, anche se le sue geniali idee creative, il suo talento e il suo desiderio di dedicarsi totalmente alla pittura, hanno dovuto confrontarsi con la condizione di precarietà che vive L’Italia. E’ soprattutto grazie a Ronit che abbiamo fondato nel 2004 l’associazione Zeit ew Zaater, un associazione di Israeliani e Palestinesi contro l’occupazione israeliana in Palestina,dove ci siamo trovati in tante e tanti e sono nate delle amicizie intense che perdurano tutt’oggi , anche se l’associazione ahimè non ha fatto molta strada.

Ad Ottobre Ronit scoprì il tumore, prima al seno e poi in tutto il corpo, era ormai diffuso nelle ossa dalla testa ai piedi, malgrado lei avesse fatto tutti i controlli possibili negli ultimi due anni. Per sdrammatizzare e con il suo solito umorismo sarcastico mi disse ridendo: “sai finalmente mi sento un immigrata integrata, 1 donna su 3 ha il cancro al seno in Italia e io finalmente rientro in qualche classifica”. Il peggioramento delle sue condizioni di salute è stato purtroppo assai rapido. Solo tre settimane fa sempre con quell’aria super scherzosa che sapeva trasmettere solo lei, ridevamo al telefono e mi ha chiesto di non farle un funerale triste e di alzare la bandiera della Palestina, ed è proprio ciò che abbiamo fatto. Ciao Ronit, ti vogliamo bene.

Saleh Ruba

Ronit Dovrat, 12 Maggio 1955- 15 Dicembre 2011, nata a Haifa, laureata nel 1978 in arte all’istituto per insegnanti d’arte (HaMiDRASHA) di Ramat Hasharon (attualmente Beit-Berl) a Tel Aviv.

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