Russi e turchi a Mosca si dividono la Libia e l’Italia ripesca Frattini

220

tratto da: REMOCONTRO

Una delegazione turca in Russia per discutere di Siria e di Libia dove continua a salire la tensione sulla scia del protagonismo turco. Erdogan: “Pronti ad aumentare il sostegno militare al premier al-Sarraj”.
L’Itali prova a ripescare l’ex ministro degli esteri berlusconiano Franco Frattini

Russi e turchi a Mosca sulla Libia

Le truppe di Haftar a sei chilometri dal centro di Tripoli dichiara il generale, Ankara pronta a mandare soldati dopo aver fornito armi, l’Italia insiste sulla soluzione diplomatica europea a guida italiana.

Prima la Siria, poi la Libia

Sulla Siria russi e turchi hanno già un accordo, che dovrebbe definire la fine della sacca di Idlib, l’ultima zona che resiste ancora al governo di Damasco. Sulla Libia i due Paesi sembrano schiarati su fronti opposti, ma mai fidarsi delle prime apparenze, insegna proprio la Siria. Entrambi i paesi hanno tutto da guadagnare in una spartizione che definisca aree di influenza e sfruttamento delle risorse petrolifere. E l’8 gennaio -calendario 2020 utile- Putin sarà ad Ankara da Erdogan, pronti a imporre il loro protagonismo nel Mediterraneo.

Haftar per chi si fida

Le truppe del generale Haftar hanno annunciato di essere arrivate a sei chilometri dal centro di Tripoli, a volersi fidare dell’eterna vigilia di vittoria di un generale troppe volte millantatore. «I suoi aerei bombardano la strada che unisce la città a Misurata: la sola linea di comunicazione rimasta alla capitale assediata», scrive Repubblica. Scambi di cannonate e di accuse, con propaganda e menzogne a volte più pericolose dei proiettili.

Perché il futuro della Libia si decide a Mosca, ad Ankara, al Cairo, non certo a Roma o Bruxelles.

L’Italia s’è destra ma senza elmo

L’Italia si inventa ‘un inviato speciale del governo’, «una figura con un ‘peso politico ed esperienza diplomatica’», e già circola il nome dell’ex ministro degli esteri Franco Frattini, ritorno di Forza Italia con una attenzione alla opposizione a destra, ma quella garbata e non salviniana. O Frattini, o De Mistura, o​​​​​​​ Massolo ed è già sfida​​​​​​​ per l’inviato speciale. Appuntamento decisivo comunque la conferenza di Berlino. Intanto, fronte Aise presente e passato (i servizi segreti esteri), preparativi per la visita di Haftar a Roma, che dovrebbe avvenire entro metà gennaio, se Tripoli ancora resiste e senza soldati turchi.

Libia, bilancio di una tragedia

«Siamo preoccupati per il deterioramento della situazione dei diritti umani in Libia, compreso l’impatto del conflitto in corso sui civili, gli attacchi contro i difensori dei diritti umani e i giornalisti, per il trattamento di migranti e rifugiati, le condizioni di detenzione e l’impunità». Lo denuncia il portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i diritti Umani, Rupert Colville.

Nel 2019, almeno 284 morti civili e 363 feriti, gli attacchi aerei sono stati la principale causa di vittime civili, con un bilancio di 182 morti e 212 feriti, seguiti da combattimenti sul terreno, ordigni esplosivi improvvisati, rapimenti. 

«Tra gennaio e novembre, oltre 8.600 migranti sono stati intercettati in mare dalla Guardia costiera libica e riportati in Libia, che ovviamente non può essere considerato in nessun modo come un porto sicuro per lo sbarco», denuncia ancora l’Onu. Migranti e rifugiati in Libia “continuano a essere regolarmente sottoposti a violazioni e abusi”, ha detto ancora l’Onu. Raid anche su ospedali e centri di detenzione migranti come quello a Tajoura che a giugno ha fatto strage di 53 persone.

Ricordate ‘Libia porto sicuro’?

Il rapporto Onu denuncia l’incapacità, o la non volontà, delle autorità di Tripoli di contrastare gli abusi delle milizie che gestiscono questi centri. «Percosse, bruciature, torture coi cavi elettrici, violenze sessuali e infine le esecuzioni sommarie con l’obiettivo di estorcere sempre più soldi alle famiglie». «La Libia non è un porto sicuro», conclude il rapporto Onu, ma anzi, un ‘porto d’armi’.

Russi e turchi a Mosca si dividono la Libia e l’Italia ripesca Frattini

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

SHARE

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.