Sabeel – newsletter 1/8 novembre 2021

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Sabato 20 novembre si celebra la Giornata Universale dell’Infanzia ma ai bambini palestinesi vengono spesso negati i diritti e le opportunità che hanno i bambini in tante altre parti del mondo e anche a pochi chilometri di distanza, negli insediamenti israeliani.

Tanti palestinesi vivono la violenza dell’occupazione israeliana. Molti vedono le loro case e le loro scuole demolite, centinaia vengono arrestati ogni anno e affrontano processi e arresti lontano dalle loro famiglie. Ci auguriamo che l’abuso dei diritti dei bambini palestinesi finisca al più presto.

 Sabato 30 ottobre il patriarca cattolico romano di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa ha accolto i fedeli cattolici provenienti da diverse chiese cattoliche in Terra Santa nel piccolo santuario di Deir Rafat. Ha parlato ai fedeli del viaggio sinodale: “Vogliamo metterci in cammino, proprio come i due discepoli di Emmaus. Vogliamo farlo insieme, come Chiesa, come comunità. Ecco perché trovo bello e significativo che in tutte le parti delle nostre Chiese (Galilea, Palestina, Giordania e Cipro), siamo in questo momento riuniti insieme”. Ha esortato i fedeli, palestinesi, migranti e richiedenti asilo di diversa provenienza e tradizione a riunirsi, a conoscersi e a testimoniare come cristiani in Terra Santa.

In mezzo alla guerra e all’odio, ai muri, all’occupazione e alla discriminazione, alla paura e al rifiuto dobbiamo imparare a essere strumenti di giustizia e di pace, di perdono e di riconciliazione.

In queste ultime settimane si sta svolgendo a Glasgow, nel Regno Unito, la 26a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Ringraziamo per il lavoro svolto dall’Istituto Palestinese per la Biodiversità e la Sostenibilità dell’Università di Betlemme per proteggere la valle di al-Makhrour, a sud di Gerusalemme, dall’invasione urbana e dalla perdita di biodiversità.

Miqdad al-Qawasmi, un palestinese di 24 anni di Hebron, è in sciopero della fame da 103 giorni per protestare contro la detenzione amministrativa che permette alle autorità israeliane di detenere i palestinesi senza accusa o processo per periodi rinnovabili da tre a sei mesi. Viene loro negato qualsiasi diritto di appello o qualsiasi informazione sul motivo della loro detenzione. Insieme ad altri sette prigionieri palestinesi, Miqdad è stato costretto a fare lo sciopero della fame per attirare l’attenzione sulla sua disperata situazione. Attualmente 544 prigionieri palestinesi sono detenuti in detenzione amministrativa.

Ci auguriamo che i servizi penitenziari israeliani rilascino i prigionieri in sciopero della fame e revochino questi duri ordini di detenzione.

Philippe Lazzarini, capo dell’UNRWA ha avvertito che a causa dei tagli imposti dai donatori internazionali, l’agenzia è vicina al collasso. L’agenzia sta ora lottando per fornire i suoi servizi più essenziali e i rifugiati palestinesi sono lasciati con un profondo senso di abbandono. Il governo britannico ha tagliato la sua sovvenzione di più della metà. In una conferenza speciale a Bruxelles questo mese, l’agenzia chiederà ai donatori internazionali di ripensarci.

Ci auguriamo che i governi internazionali contribuiscano al finanziamento dell’UNRWA. L’agenzia copre i costi di migliaia di insegnanti e operatori sanitari che aiutano a investire nel futuro dei rifugiati palestinesi. Senza il lavoro dell’UNRWA, la stabilità a lungo termine della regione sarà in pericolo.

Giovedì 4 novembre, Papa Francesco ha incontrato il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas. Il Papa e altri funzionari vaticani hanno voluto sollecitare la ripresa dei colloqui di pace con Israele. Il Vaticano ha dichiarato: “È assolutamente necessario riattivare il dialogo diretto” e ha suggerito che la comunità internazionale dovrebbe aiutare con “uno sforzo più vigoroso”.

Desideriamo la fine dell’occupazione israeliana della Palestina e speriamo che i governi internazionali aiutino Israele e la Palestina ad impegnarsi nel dialogo e a lavorare per una pace giusta e sostenibile.  

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