Sabeel – newsletter 18/24 ottobre 2021

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Oggi inauguriamo la rubrica “Wave of Prayer”, una newsletter settimanale di Sabeel, tradotta in italiano da Bocche Scucite. La newsletter verrà pubblicata ogni mercoledì in questo sito, nella sezione “Sabeel”.

Il Centro Ecumenico di Teologia della Liberazione Sabeel, con sede a Nazareth e a Gerusalemme, ha come missione quella di lottare per la liberazione teologica instillando la fede cristiana nella vita quotidiana di coloro che soffrono sotto l’occupazione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione. E’ costituita da cristiani locali ispirati dalla vita e dall’insegnamento di Gesù Cristo che stanno dalla parte degli oppressi, lavorano per la giustizia, si impegnano nella costruzione della pace.

Oggi settimana la newsletter riassume e fornisce un’analisi dei principali fatti avvenuti in Palestina.

Questa settimana è la settimana dedicata alla condizione delle donne e dei bambini che vivono nel conflitto sotto l’occupazione israeliana della Palestina.

La prima donna arbitro di pallacanestro di Gaza ha iniziato ad officiare sia nelle partite maschili che in quelle femminili. Amira Ismail, 23 anni, ha ottenuto la sua licenza internazionale tre anni fa, ma le è stato impedito di partecipare alle partite a causa della pandemia e delle pressioni sociali. È l’unico arbitro di basket donna tra i quindici arbitri di Gaza. Lavora anche come farmacologa in ospedale.

Siamo grati per la determinazione di Amira di ottenere la sua qualifica per arbitrare le partite di basket a Gaza. Ci auguriamo che possa ispirare molte altre giovani donne a perseguire gli sport che amano, a crescere in fiducia e a mantenersi in forma e in salute.

Netflix ha annunciato di aver lanciato una nuova serie di film, intitolata “Storie palestinesi”. Ci saranno 32 film premiati o realizzati da registi palestinesi o film che raccontano storie palestinesi. Molti dei film parlano dell’oppressione subita dai palestinesi che vivono sotto l’occupazione israeliana.

Il film palestinese “The Stranger” (Al Gharib) è stato selezionato come film candidato agli Oscar 2022. Con questo film il regista, Ameer Fakker Eldin, proveniente dal Golan siriano occupato ha vinto il premio Edipe Re alla recente Mostra del Cinema di Venezia. Il film è stato girato sulle alture del Golan e racconta la storia di un medico senza licenza che vive in un piccolo villaggio e che attraversa un momento di crisi personale.

Siamo vicini al popolo siriano che vive sulle alture del Golan, minacciato dall’annessione israeliana e dall’espulsione dalla propria terra che sta subendo a causa dell’espansione delle colonie israeliane.

Giovedì 21 ottobre, gli esperti dell’ONU hanno espresso la loro preoccupazione sulla sorte di cinque palestinesi attualmente in sciopero della fame nelle prigioni militari israeliane. La politica israeliana di detenzione amministrativa sta spingendo i palestinesi a misure disperate per attirare l’attenzione sulla loro situazione. Si tratta di cinque uomini tra i 20 e i 30 anni che stanno rifiutando il cibo da 58-99 giorni. In particolare la vita di due uomini, Kayed Al-Fasfous e Miqdad Al Qawasameh, è in bilico.

Ci auguriamo che i cinque prigionieri palestinesi possano essere presto liberati dalla detenzione amministrativa e che la loro vita possa essere messa in salvo. Speriamo che il governo israeliano cessi di imporre ordini di detenzione amministrativa a più di cinquecento prigionieri palestinesi, compresi sei bambini.

Venerdì 22 ottobre, il ministro della difesa israeliano, Benny Gantz, ha dichiarato che sei importanti organizzazioni palestinesi per i diritti umani sono ora considerate “organizzazioni terroristiche”. Ha affermato che tutte hanno un “legame segreto” con il Fronte palestinese per la liberazione della Palestina. La dichiarazione potrebbe autorizzare le autorità israeliane a chiudere i loro uffici, sequestrare i loro beni e vietare di sostenere le loro attività. I gruppi nominati sono Addameer; al-Haq; Defence for Children International – Palestine (DCI-P); l’Unione dei comitati di lavoro agricolo; il Centro Bisan per la ricerca e lo sviluppo e l’Unione dei comitati delle donne palestinesi. Human Rights Watch e Amnesty International hanno rilasciato una dichiarazione congiunta affermando che l’annuncio del governo israeliano è uno “sfacciato attacco ai diritti umani”.

Non dimentichiamoi mai tutti i palestinesi e gli israeliani che lavorano per proteggere i diritti umani dei palestinesi che lottano per sopravvivere sotto l’occupazione israeliana. Auspichiamo che le organizzazioni internazionali e i governi di tutto il mondo sfidino il modo in cui il governo israeliano abusa dei diritti umani del popolo palestinese e che Israele revochi la sua decisione.

Questo mese i capi missione e i rappresentanti dell’UE, della Scandinavia e del Regno Unito hanno visitato il villaggio di Qusra nel distretto di Nablus per partecipare alla raccolta delle olive. Il consolato britannico ha organizzato questa visita e si è messo in contatto con altri due villaggi che sono stati presi di mira dagli attacchi dei coloni israeliani illegali. La presenza internazionale è un modo per dissuadere i coloni dal lanciare attacchi violenti durante la raccolta.

Mercoledì 20 ottobre, Nisreen Abu Kmeil una madre palestinese di 46 anni ha finalmente raggiunto suo marito e i suoi sette figli nella sua casa, a Gaza. Era stata rilasciata dalla prigione in Israele dopo aver completato una condanna di sei anni per aver resistito all’occupazione. Tuttavia le autorità l’hanno fatta aspettare altri tre giorni prima di permetterle di raggiungere la sua famiglia, sostenendo che doveva loro delle tasse non pagate relativw alla sua televisione.

Siamo vicini a Nisreen mentre torna a casa dalla sua famiglia e ritrova i suoi figli, compreso il figlio di 8 mesi che ha dovuto lasciare quando è stata arrestata sei anni fa. Siamo vicini a lei e alle altre trentadue donne palestinesi incarcerate nelle prigioni israeliane per essersi opposte all’occupazione.

 

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