Sami Michael: la vergogna dell’occupazione

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lunedì 12 giugno 2017

 

Sintesi personale

L’occupazione israeliana è avvenuta dopo il crollo degli imperi. Gli imperi britannici e francesi crollarono non solo per le vittorie militari, ma perchè non valeva più la pena di insediarsi in paesi stranieri visto l’alto costo economico e lo spargimento di sangue. 
Anche la schiavitù non è scomparsa da questo mondo per ragioni umane, ma perché l’acquisto e il mantenimento  di uno schiavo era diventato costoso e non ne valeva più la pena. 
Abbiamo versato milioni negli insediamenti negli ultimi 50 anni a scapito dei contribuenti israeliani e soprattutto a spese della crescita di città e villaggi e dei quartieri poveri. Il frutto della prosperità  persa e privatizzata  è ora goduto da diverse migliaia di persone, diventate padroni  del nostro destino.

Nel corso di 50 anni di occupazione  i valori umani che abbiamo mantenuto meticolosamente sono consumati. Nella cultura dell’occupazione un soldato che spara un proiettile letale a un rivale morente ottiene ammirazione e popolarità. Questa cultura, che predica l’odio verso gli occupati, si è infiltrata in molte istituzioni, dalle scuole materne alle case di riposo, dalle scuole alle sinagoghe, dall’esercito all’accademia. La cultura dell’occupazione porta all’odio interno, a parole vuote e  di propaganda poco costosa. L’occupazione ha privato lo Stato di Israele della possibilità di condurre la sua vita con frontiere sovrane.  Noi  neghiamo ai palestinesi la protezione e l’immunità concessa dal diritto internazionale ai popoli occupati.

Stiamo violando i diritti umani fondamentali: stiamo rubando terre ai  proprietari palestinesi, imponiamo restrizioni di movimento nei palestinesi all’interno della loro terra, non consentiamo loro di utilizzare le risorse naturali nei loro territori e usiamo la detenzione amministrative contro di loro senza prova. D’altra parte, i coloni, che sono ufficialmente sottoposti a regole militari, stanno effettivamente godendo dei vantaggi democratici dello Stato d’Israele e ricevendo servizi da ministeri e dall’esercito. Abbiamo creato due sistemi giuridici separati per i palestinesi e per i coloni che vivono nello stesso territorio. 

Prima dell’occupazione, i confini erano più o meno chiari e i conflitti violenti erano oltre i confini. Dopo l’inizio dell’occupazione, tuttavia, Israele nel suo complesso, si è trasformato in un fronte. Chiediamo agli ebrei del mondo di venire e vivere in Israele in pace, anche se Israele è diventato il ​​luogo più pericoloso per gli ebrei. 

Una persona normale cerca una casa pacifica per educar i propri figli e condurre una vita tranquilla. Nonostante i ricordi amari e orribili, ci sono  quelli che scelgono di vivere in Germania piuttosto che in Israele. La popolazione in fuga per lo più comprende l’elite intellettuale, creativa e dinamica. Ogni occupazione è un crimine secondo i valori umani, universali e democratici. La corruzione morale nella società israeliana si riflette nella perpetuazione dell’occupazione, i cui difensori non hanno alcun problema nell’utilizzo di vergognosi incitamenti, intimidazioni  e minacce a tal fine.

I responsabili del sistema giudiziario sono presentati come traditori nella loro patria e sono costretti a difendersi dagli attacchi incontenibili del governo.  

Nell’era dell’ occupazione  i membri della Knesset adottano leggi completamente antidemocratiche, come la vergognosa Legge del Regolamento. 

Il ministro della giustizia Ayelet Shaked sta facendo di  tutto per sconvolgere ciò che protegge ancora il sistema giudiziario.  Alla fine, potremmo sfociare  nel buco  buio del terzo mondo.

Può davvero accadere qui? Sì, assolutamente, anche qui. Non solo perché i sostenitori  dell’occupazione sono uniti e dispongono di risorse enormi a loro disposizione.

Purtroppo, persone di cultura, artisti, scrittori, poeti e chierici religiosi sono disponibili e felici di servire il mostro che è stato nutrito fino alla nausea  ed è impreparato a smettere. 

Il ministro dell’istruzione cerca di limitare la libertà accademica. I poeti e gli scrittori si offrono volontariamente per  diventare membri delle commissioni che definiscono i libri permessi e quelli proibiti per le scuole.

Il ministro della cultura ha l’aiuto di artisti coscienziosi nel suo lavoro di censura, nel limitare la libertà di parola e nel disattivare le luci democratiche in diverse istituzioni culturali. Gli attacchi espliciti del governo ai giornalisti stanno diffondendo la paura e molti giornalisti stanno diventando uno strumento nelle mani del governo.  

Diritti umani” è una frase che è diventata un soprannome negativo  e la demonizzazione dell’avversario  è in aumento: incitamento contro i cittadini arabi e contro chi si oppone al governo. 

Un grande intellettuale ha detto che un popolo che rende schiavo un altro popolo non sarà mai libero. Proprio davanti ai nostri occhi, all’interno della nostra casa, stanno avvenendo cose terribili. Siamo diventati una società terribilmente divisa e  violenta nella sua vita quotidiana. La violenza contro gli occupati è ricaduta su di  noi come un boomerang.

Ci sono persino coloni radicali disposti a scontrarsi violentemente con l’IDF, senza l’esercito un’occupazione non avrebbe mai potuto esistere, nemmeno per un mese.

Fortunatamente i paesi occupanti  lo hanno capito  nel momento giusto e  si sono ritirati raggiungendo  la pace e la prosperità. Nell’era moderna  Israele è l’unica democrazia con la macchia dell’ occupazione.

Purtroppo, in Israele, non vedo un uomo coraggioso e determinato all’orizzonte che avrà il coraggio di schiacciare il serpente che consuma costantemente i nostri valori umani e democratici e  che sta avvelenando la nostra vita. Tutto quello che possiamo fare è sperare nell’intervento esterno.

Ho trascorso la metà della mia vita sotto l’ombra pesante dell’occupazione. Gli iraniani non sono quelli che minacciano la nostra esistenza  normale e civile. Sonoimmersi  nel conflitto di migliaia di anni tra il mondo sciita e il mondo sunnita. L’occupazione è il nemico giurato che potrebbe distruggere lo Stato di Israele.

 

Sami Michael: la vergogna dell’occupazione

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