Sciopero generale contro il piano Prawer

Domani la protesta dei beduini palestinesi contro il progetto israeliano che prevede il trasferimento forzato delle comunità arabe dal Negev.

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sabato 23 novembre 2013 11:16

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dalla redazione

Roma, 23 novembre 2013, Nena News – I beduini palestinesi hanno proclamato uno sciopero generale contro il piano Prawer, il progetto israeliano che prevede la distruzione di 45 villaggi beduini per fare spazio a nuovi insediamenti ebraici nel deserto del Negev. Domani la mobilitazione organizzata dal Comitato di direzione degli Arabi del Negev coinciderà con la visita nell’area dei membri della Commissione Interni della Knesset (il Parlamento israeliano). I deputati visiteranno la zona per raccogliere informazioni e pareri proprio sul Piano Prawer, ma non incontreranno alcun rappresentante della comunità arabache rischia di essere deportata.

I beduini palestinesi vivono nell’area da decenni, alcuni dal 1948, dopo la Nakba, altri vi risiedevano prima della nascita dello Stato di Israele. In base al progetto israeliano, dai 40 ai 70mila beduini saranno cacciati dalle proprie terre per essere trasferiti in nuove “township” costruite dal governo israeliano. Uno sradicamento forzato, accompagnato dalla confisca di oltre 800mila dunam di terre (un dunam è pari a mille metri quadrati, ndr) e dalla distruzione di 45 villaggi beduini non riconosciuti da Tel Aviv. E poiché questi villaggi per Israele non esistono, sono privi di ogni servizio, dall’acqua alla corrente elettrica, dalle fognature ai mezzi di trasporto pubblici, alle scuole. Inoltre, il sistema di rimborsi previsto dal progetto ne rende pressoché impossibile l’ottenimento.

Tel Aviv ha già costruito sette nuove città in cui ha trasferito circa 135mila beduini. Inoltre, nelle ultime settimane il Consiglio dei ministri ha approvato un progetto per la creazione di una nuova comunità ebraica in Negev, proprio dove sorge il villaggio beduino di Umm Al-Hiran abitato da 500 persone che hanno ricevuto un ordine di sgombero e “l’offerta” del trasferimento in siti alternativi che però non è detto siano riconosciuti da Tel Aviv. Il governo Netanyahu ha anche dato il via libera alla costruzione di un secondo insediamento nell’area.

Il timore più grande dei beduini palestinesi è di ritrovarsi a vivere in nuove città in cui la loro stessa identità rischia di essere annientata. Temono di perdere il loro stile di vita fatto di cura della terra e del bestiame, a stretto contatto con la natura. Da mesi in tutta la Palestina storica, da Haifa a Gaza, si susseguono manifestazioni di protesta contro il piano Prawer, represse dalle forze militari israeliane con decine di feriti e di arrestati.

Lo sciopero di domani anticipa di alcuni giorni la manifestazione del 30 novembre: l’International Day of the Naqab – con proteste in Negev a Ramallah, a Gaza City e in alcune città estere – contro quella che l’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, Navi Pillay, ha definito “una politica discriminatoria di trasferimento forzato delle comunità beduine”. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=91539&typeb=0&Sciopero-generale-contro-il-piano-Prawer

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