Scontro a fuoco sulla Spianata: morti e feriti – (aggiornamenti)

14 lug 2017

Le vittime avevano sparato poco prima a tre poliziotti israeliani (due sono morti successivamente) vicino alla porta dei Leoni. Israele ha deciso di chiudere per oggi il complesso di al-Aqsa. Ucciso un 18enne palestinese nel campo profughi di Dheisheh durante un blitz dell’esercito

 

Uno dei tre palestinesi ucciso stamattina vicino ad al-Aqsa. (Foto: Ma’an)

AGGIORNAMENTI:

ore 15:55 Presidente israeliano: “Useremo il pugno duro contro il terrorismo. Fplp: “Operazione eroica. Rompe l’equilibrio della sicurezza sionista”

Per il presidente israeliano Rivlin è “tempo per la leadership araba in Israele e all’estero di esprimere una posizione chiara contro questo attacco criminale. L’attentato terroristico al Monte del Tempio è stato fermato grazie al coraggio dei poliziotti israeliani che hanno messo in pericolo la loro vita impedendo un disastro peggiore. Useremo il pugno duro contro tutte le formazioni terroristiche e i loro responsabili”.

In un comunicato stampa, invece, il Fronte popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP, il maggior partito della sinistra palestinese) ha detto che “l’eroica operazione di Gerusalemme è un cambiamento qualitativo della resistenza nel nostro popolo e rompe l’equilibrio della sicurezza sionista”.

ore 15:25 Centinaia di palestinesi ai funerali del 18enne Bara’a Hamamdah ucciso oggi nel campo di Dheisheh

Centinaia di palestinesi hanno partecipato ai funerali del 18enne Bara’a Hamamda che è stato ucciso stamane all’alba durante un blitz dei soldati israeliani nel campo rifugiati di Dheisheh (Betlemme). Il giovane è stato colpito al petto da alcuni colpi di proiettile sparati dai militari. Il corte funebre ha accompagnato la salma dalla moschea del campo al cimitero dei martiri nel vicino villaggio di Artas dove il ragazzo è stato sepolto.

ore 15:15 Decine di palestinesi hanno pregato in città vecchia sorvegliati da numerosi poliziotti

Un ingente spiegamento di forze dell’ordine israeliane ha sorvegliato le decine di palestinesi che hanno pregato nelle aree adiacenti la città vecchia e nei pressi della moschea di al-Aqsa dopo che oggi Israele ha deciso di chiudere la Spianata delle Moschee. Lo shaykh Omar al-Kaswani, direttore della Moschea al-Aqsa, ha detto all’agenzia Ma’an che Tel Aviv ha arrestato presso la porta dei Leoni 15 guardie della moschea e il gran mufti di Gerusalemme Shaykh Mohammed Hussein al termine della preghiera del venerdì. Secondo al-Kaswani: “Quello che sta accedendo è un precedente pericoloso. Da quando Gerusalemme è stata occupata [dagli israeliani] non c’era mai stata una chiusura così totale, né [tantomeno] la soppressione dell’Adhan [l’invito alla preghiera, ndr]. Ciò che sta avvenendo ad al-Aqsa è un attacco alla libertà di culto, un colpo a tutti i trattati e gli accordi internazionali e risponde ai desiderata dell’estrema destra [israeliana].

Fedeli musulmani pregano oggi nelle vicinanze della città vecchia. (Foto: Ma’an)

 

ore 12:35  Il presidente palestinese condanna attacco durante una telefonata con Netanyahu

Secondo quanto riporta in arabo il portale Ma’an, il presidente palestinese Abbas ha condannato l’attacco di stamane a Gerusalemme nel corso di una conversazione telefonica con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Abbas, scrive Ma’an, ha espresso il suo rifiuto per qualunque atto di violenza, soprattutto nei luoghi religiosi, a prescindere da chi li commette. Il presidente ha però chiesto a Netanyahu di annullare il provvedimento di chiusura di al-Aqsa avvertendolo delle conseguenze che tali disposizioni potrebbero avere e della loro strumentalizzazione per cambiare lo status religioso e storico dei luoghi santi. Abbas avrebbe contattato anche ufficiali giordani con i quali avrebbe discusso della necessità di annullare la decisione israeliana su al-Aqsa.

Netanyahu avrebbe rassicurato il presidente sul mantenimento dello status quo sull’Haram al-Sharif e avrebbe invitato tutte le parti a stemperare i toni

ore 11:30  Coordinatore Onu per il Medio Oriente: “Scioccato dall’attacco di oggi”. Ambasciatore Usa: “Inorridito, attacco deplorevole. Il terrorismo deve essere condannato e sconfitto”

Il coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, ha detto su tweet di essere “scioccato” per l’attacco di oggi a Gerusalemme. “I luoghi religiosi sono di preghiera, non di violenza. Tutti devono prendere una posizione contro il terrorismo e condannarlo.

Anche l’ambasciatore americano in Israele, David Friedman, si è affidato a Twitter: “Scioccato e inorridito dall’attacco deplorevole. Il terrorismo deve essere condannato da tutti e sconfitto. Preghiamo per le vittime”.

ore 11:25  Confermata la morte dei due agenti israeliani. Lo Shin Bet: “Gli attentatori erano di Umm al-Fahm”

Lo Shin Bet (servizio di intelligence interna) ha detto che i tre attentatori di oggi erano palestinesi cittadini israeliani provenienti dalla città di Umm al-Fahm. I loro nomi sono Mohammed Ahmed Mohammed Jabareen (29), Mohammed Hamed ‘Abd al-Latif Jabareen (19) e Mohammed Ahmed Mafdal Jabareen (19). Nessuno dei tre aveva precedenti penali.

ore 10:45 

Secondo il portale palestinese Ma’an in arabo e secondo alcuni utenti, i due poliziotti israeliani gravemente feriti sarebbero morti.

Le reazioni politiche

In seguito all’attacco di oggi, avvenuto alle 7 ore locali, il premier israeliano Netanyahu si è riunito con il ministro alla difesa Avigdor Liberman, quello alla sicurezza Erdan, il capo dell’esercito il Generale Eisenkot, quello dello Shin Bet (sicurezza interna) Naday Argaman, il commissario di polizia Roni Alsheich e il coordinatore alla difesa delle attività nei Territori occupati il Maggior Generale Yoav Mordechai.

Nel corso del vertice, riporta la stampa israeliana, Erdan avrebbe giudicato l’attacco “un fatto estremamente grave che ha superato tutte le linee rosse. Le indagini stanno andando avanti. Rivedremo tutti gli accordi alla sicurezza sul Monte del Tempio (l’Haram al-Sharif per i musulmani) e i suoi dintorni. Invito tutti i leader politici ad agire per calmare la situazione e assicurare la quiete a Gerusalemme”.

Il partito dei nazionalisti religiosi di Casa Ebraica, parte della coalizione governativa, ha collegato quanto accaduto stamane con la decisione dell’Unesco di riconoscere la Tomba dei Patriarchi (Moschea di Abramo per i palestinesi) di Hebron come sito sacro dei musulmani in pericolo a causa delle politiche israeliane. Secondo infatti il parlamentare Eli Ben Dahan, la decisione dell’Unesco e l’attacco di oggi sono parte della campagna palestinese per “indebolire i nostri legami” con i siti sacri di Hebron e Gerusalemme. Di fronte a ciò, Dahan ha detto che “Israele deve rafforzare la sua autorità e il suo controllo sui [luoghi santi] e permettere a tutti gli ebrei di pregare tranquillamente”. Il suo collega di partito, Moti Yogev, ha detto che il “Monte del Tempio [il complesso di al-Aqsa, ndr] dovrebbe essere chiuso ai musulmani per molto tempo”. In pratica, cambiare lo status quo. Proposta che Netanyahu al momento ha detto di rigettare. La chiusura di oggi, ha spiegato, è per motivi di sicurezza: assicurarsi che non ci sono altre armi.

Il portavoce del partito islamico palestinese Hamas Sami Abu Zuhi, invece, ha detto che l’attacco di oggi “è stato una risposta naturale al terrorismo israeliano e alla loro profanazione della moschea di al-Aqsa”.

Fatah, invece, ha definito la decisione delle “forze occupanti israeliane” di chiudere al-Aqsa e “negare ai musulmani il diritto di pregare lì” una escalation “pericolosa e deplorevole”. Il partito del presidente Abbas ha anche invitato i palestinesi ad andare ad al-Aqsa e a rimanerci.

 

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della redazione

Roma, 14 luglio 2017, Nena News – Mattina di sangue a Gerusalemme: la polizia israeliana ha ucciso stamattina tre palestinesi che avevano aperto il fuoco poco prima contro tre poliziotti israeliani vicino alla moschea di al-Aqsa in città vecchia.

La portavoce militare ha detto che l’attacco è avvenuto vicino alla Porta dei Leoni e che i tre aggressori sarebbero poi fuggiti verso la nota moschea posta nelle immediate vicinanze. La polizia li avrebbe quindi inseguiti e gli avrebbe sparato nel cortile di al-Aqsa, parte del complesso noto ai musulmani come Haram al-Sharif (il nobile santuario, terzo luogo sacro per l’Islam) e Har HaBayt (Monte del Tempio) agli ebrei. I media palestinesi sostengono che la polizia israeliana non avrebbe permesso al personale sanitario di prestare soccorso ai 3 palestinesi feriti che, dopo un po’, sarebbero morti. Secondo fonti mediche, due dei tre agenti israeliani rimasti feriti sono in gravi condizioni.

Al-Jazeera riferisce che, in seguito all’attacco, la polizia israeliana ha ordinato per oggi l’immediata chiusura dell’Haram al-Sharif.

Sempre stamane nel campo profughi di Dheisheh (sud di Betlemme) un 18enne palestinese, Bara’a Hamadah, è stato ucciso durante un blitz dei soldati israeliani.

Da settembre del 2015 più di 260 palestinesi sono stati uccisi da Israele nel corso di attacchi (alcuni dei quali presunti) contro obiettivi israeliani (per lo più militari) e nei blitz dell’esercito nei Territori occupati. 43 le vittime israeliane. A perdere la vita anche due cittadini americani, uno britannico e un richiedente asilo eritreo scambiato da una folla inferocita a Beer Sheva per “terrorista arabo”. Nena News

 

Scontro a fuoco sulla Spianata: morti e feriti

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