Sdegno per il “no” di Israele a Chomsky

Non si placano le reazioni internazionali allo scandalo provocato dal divieto che ha impedito al prof. Chomsky di entrare in palestina. Nato nel 1928, Chomsky è un linguista e teorico della comunicazione. Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology è riconosciuto per aver dato il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo. Attivista tra i più noti del movimento americano contro la guerra nel Vietnam, qualche anno fa ha affermato che «La globalizzazione non è un fenomeno naturale, ma un fenomeno politico concepito per raggiungere obiettivi ben precisi».

Gerusalemme 17 maggio 2010.

A Noam Chomsky non  è stato permesso di superare la frontiera di Allenby, tra Cisgiordania e Giordania, perché l’intellettuale ebreo americano aveva in programma incontri soltanto con palestinesi e non anche in Israele. Lo hanno ammesso a mezza bocca le autorità israeliane che ieri hanno ordinato alle guardie di frontiera di stampare “ingresso vietato” sul passaporto di Chomsky (rimasto in attesa per oltre tre ore al valico) quando si è presentato al ponte di Allenby proveniente da Amman. Una portavoce del ministero dell’interno israeliano, Sabine Haddad, ieri si era  limitata a dire che Chomsky non era stato fatto entrare «per vari motivi». E’ però apparso chiaro che non avendo Chosmky in programma conferenze ed incontri in Israele, i vertici politico-militari dello Stato ebraico, hanno deciso di non lasciarlo passare. La portavoce Sabine Haddad  ha precisato che il Cogat, il Coordinamento israeliano per gli affari civili nei Territori occupati palestinesi, potrebbe dare il via libera a Chomsky ma solo per recarsi in Cisgiordania. In Israele comunque non avrà modo di entrare.

Immediate le proteste di palestinesi e pacifisti israeliani verso una decisione che lo stesso Chomsky ha definito “stalinista” e che a molti è apparsa una ritorsione. Mustafa Barghuti, esponente politico palestinese di primo piano che avrebbe dovuto ricevere Chomsky, ha tenuto questo pomeriggio una conferenza stampa a Ramallah, assieme a Mamduh Aker (Commissione indipendente per i diritti civili), per denunciare con forza l’abuso commesso dalle autorità israeliane. Barghuti ha spiegato che avrebbe dovuto accompagnare Chomsky in un tour in Cisgiordania e descrivergli la realtà dell’occupazione militare israeliana, della colonizzazione ebraica e della ”creazione di un sistema di Apartheid”.

L’intellettuale americano, noto per le sue forti critiche alla politica israeliana, intendeva recarsi all’università di Bir Zeit dove avrebbe dovuto tenere un serie di lezioni agli studenti palestinesi. Dopo l’offensiva israeliana «Piombo fuso» contro Gaza (1.400 palestinesi uccisi) all’inizio del 2009, Chomsky dichiarò che «coloro che sostengono Israele, in realtà appoggiano la sua degenerazione morale».

Intervistato ieri sera ad Amman dalla rete televisiva israeliana “Canale 10”, Chomsky ha ricordato di aver tenuto in passato conferenze anche nelle università ebraiche e che alla luce di ciò l’atteggiamento delle autorità israeliane è inaccettabile.

(red. Nena News)

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