Se anche la ferrovia diventa strumento di occupazione e apartheid

Un altro pezzo di apartheid e di annessione coloniale, in alcuni tratti passa all’interno dei territori occupati ma ovviamente non fa fermate nei villaggi palestinesi, ruba solo terra.

Un nuovo rapporto pubblicato da “chi trae beneficio dall’occupazione”, un progetto di ricerca della Coalizione di Donne per la Pace (Israele) dice: si sta costruendo una nuova ferrovia tra Gerusalemme e Tel Aviv che attraversa, contro la legge, il territori occupati Palestinesi in due aree, con costo enorme per le comunità palestinesi. Compagnie europee sono coinvolte nel progetto di costruzione della nuova linea ferroviaria, e tra queste l’italiana Pizzarotti. (Per leggere il rapporto completo (in inglese) http://www.whoprofits.org/articlefiles/WP-A1-Train.pdf )

Un nuovo treno di alte velocità tra Gerusalemme e Tel Aviv, i due principali centri metropolitani, con due o tre treni ogni ora per un percorso della durata di 28 minuti. La nuova ferrovia, qualche volta chiamata treno A1, è una dei più grandi progetti di infrastruttura che il governo israeliano abbia realizzato negli ultimi anni.

La prima parte del rapporto segue il percorso della ferrovia progettata e le sue implicazioni. Tratta il processo della progettazione e le considerazioni legali riguardanti il percorso, e descrive la situazione delle comunità palestinesi più colpite; dà anche testimonianze  dirette delle proteste dei residenti.

Attraversando la linea verde della frontiera ed entrando nella Cisgiordania il percorso del treno A1 è illegale e contro l’etica. Secondo la legge internazionale, l’occupante non ha il diritto di utilizzare le risorse dell’occupato esclusivamente a beneficio dei suoi propri cittadini. Questa linea è stata progettata esclusivamente per i cittadini israeliani. È stata imposta alla popolazione palestinese locale dal dictat del regime militare nel quale essa non ha alcuna rappresentanza. La linea sarà del tutto inaccessibile ai residenti locali. I 6 km del percorso che sono fuori del territorio ufficiale dello stato d’Israele hanno effetti devastanti sulle tre comunità palestinesi nell’ area. La seconda parte del rapporto mette a fuoco il coinvolgimento di società israeliane ed internazionali nella progettazione e la costruzione della ferrovia. Poiché questo progetto richiede speciali esperti sono stati fatti contratti  con multinazionali per la fornitura di consulenza economica ed  ingegneristica, apparecchiature per la costruzione di tunnel ed il lavoro stesso di costruzione delle gallerie. Il rapporto ha identificato diverse compagnie internazionali coinvolte nel progetto ed elenca alcuni dei principali progettisti, consulenti ed esecutori di ogni tratto della ferrovia. Questi contraenti includono due società governative: Deutsche Bahn (Germania) e Moscow Metrostroy (Russia), ma anche società private Europee come Pizzarotti (Italia). Ad ottobre 2010 la maggior parte della costruzione della ferrovia è già iniziata ma la costruzione del tunnel principale non ancora, ed il termine per completare la ferrovia è stato spostato al 2016-2017.

Il Consiglio del villaggio di Beit Surik ha chiesto in modo esplicito l’intervento e l’aiuto della comunità internazionale: “Noi, la popolazione di Beit Surik,  non vogliamo che la ferrovia sia costruita sulla nostra terra. Riteniamo che sia di  importanza  fondamentale l’appoggio dei popoli del mondo al nostro diritto di decidere come vogliamo usare la nostra terra, e chiediamo che ci aiutino a cambiare il percorso di questa ferrovia.” (Vedi tutta la lettera nella sezione 1.3.1 del rapporto). Quale organizzazione Israeliana impegnata contro l’occupazione, la Coalizione di Donne per la Pace sostiene l’appello del Consiglio di Villaggio di Beit Surik. Abbiamo fatto questo rapporto perchè altri conoscano gli effetti distruttivi del percorso della ferrovia A1, e rispondano efficacemente.

Coalizione di Donne per la Pace (Israele)

http://coalitionofwomen.org/home/english

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