Se la nonna non capisce…

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…non è che sia colpa sempre della nonna. A parte che le nostre nonne – tutte tutte – sono sveglie, aggiornate e attente. Quindi scusateci in anticipo, nonne!
Ma mettiamo pure che qualcuna, distratta un po’ dai casi della vita, dalla preparazione dei pranzi natalizi e dall’attesa di parenti sparsi abbia perso ultimamente le fila della narrazione mediorientale. E che solo in questi giorni, seduta finalmente in poltrona, abbia ripreso telecomando e quotidiani arretrati e non, e abbia cercato di rimettersi al passo con gli eventi.
Ecco: mettiamo che la nonna abbia preso in mano la Repubblica del 17 dicembre, con l’immancabile servizio prenatalizio su Betlemme.
“L’Intifada cancella le feste” titola Scuto a tutta pagina, anche se è la 46. Eccoci qua – comincia a pensare nonna – neanche rispetto per le feste comandate, ‘sti arabi.
“Guerriglia urbana a Betlemme” prosegue a leggere la nonna. Eh però… sempre a petuffarsi ‘sti arabi, a litigare tra loro e a far confusione per le strade di Gesù…
“la minoranza cristiana minacciata” – incalza il nostro embedded – e la nonna, disorientata a sospirare… ecco, anche a Betlemme i musulmani perseguitano i cristiani. Anche lì, nella culla del bambinello… ma che mondo.
E quando poi arriva alla riga “le gang di ragazzetti islamici riempiono la comunità cristiana di angherie e minacce” nonna sobbalza indignata… ma dove devono andare ‘sti poveri cristiani di Betlemme. Perchè i musulmani non li lasciano in pace a casa loro?
Ecco – non vogliono la pace, ecco – fa eco all’inviato che è lì che vede per lei e documenta, ecco che ancora “i palestinesi si scontrano con le truppe israeliane”. E ti credo che poi “il muro di sicurezza israeliano” li soffoca. Se la sono cercata. Non sanno vivere tranquilli. Adesso anche i coltelli tirano fuori. E in questi tre mesi sono stati uccisi 20 israeliani, come ha detto Marrazzo al telegiornale. E 127 palestinesi sono morti, ha detto Marrazzo. “Morti”. Non si sa di cosa però, comincia a pensare la nonna, in un guizzo di perplessità. Ma per cosa litiga sta gente a Betlemme? Ma perchè le truppe israeliane? Che ci fanno lì? Sono lì a difendere i cristiani dai musulmani, no? riprende a ragionare nonna, sempre più agitata.
Per fortuna la soccorre l’insinuante Marrazzo: è l’Isis che porta scompiglio e terrore anche lì. Che minaccia Israele, baluardo dell’occidente, in combutta con i palestinesi. Ah ecco, l’Isis. Ora tutto è chiaro. Isis = terroristi = palestinesi.
Crede di aver capito la nonna. Ed è amareggiata. Niente pace nella terra di Gesù. Colpa dei terroristi, degli arabi integralisti, degli antisemiti. Dei palestinesi insomma.
Nessuno le ha parlato della Palestina occupata. Dell’apartheid di un intero popolo. Dei checkpoint e della disperazione dei giovani cresciuti tra la violenza dei coloni e quella dell’esercito occupante. Non le hanno raccontato della rabbia che scaturisce dalla vita soffocata nei campi profughi. Del muro e delle colonie illegali. Non le hanno detto che a Betlemme i cristiani e i musulmani appartengono ad un solo popolo. Con una unica lingua e uno scopo comune: vivere libero nella propria terra.
Ma non è colpa della nonna, ci sembra.

BoccheScucite

P.S. La triste conferma che l’uso di due verbi diversi per le diverse vittime, israeliane o palestinesi (“uccisi” o “morti”) registrato dal corrispondente RAI, sia una voluta e precisa arma di condizionamento di massa, l’abbiamo avuta dal corrispondente di Repubblica che fa lo stesso sporco gioco per togliere ai palestinesi anche la verità del loro venir “uccisi” (anzi “freddati” senza pietà): “Da metà settembre – scrive Scuto – 20 israeliani sono stati uccisi e almeno 128 palestinesi sono morti nello stesso periodo” (27 dicembre 2015)

bandiera palestinese

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