Se la nonviolenza disturba l’aggressore…

Continua la repressione israeliana contro gli attivisti dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta al Muro e all’occupazione militare

Il 30 giugno 2010 Adeeb Abu Rahmah, attivista dei Comitati popolari di resistenza nonviolenta del villaggio di Bil’in contro il Muro israeliano e gli insediamenti, è stato condannato a 2 anni di prigione da una Corte militare israeliana, dopo essere stato arrestato durante una manifestazione il 10 luglio 2009, ed essere stato trattenuto 11 mesi nel carcere militare di Ofer, nei Territori Occupati palestinesi.
Adeeb Abu Rahmah fa il taxista ed ha 11 figli, è conosciuto per la sua generosità e la sua costante presenza alle manifestazioni settimanali di Bil’in: la sua condanna rappresenta un ulteriore tentativo da parte delle autorità israeliane di reprimere e criminalizzare la lotta popolare contro l’occupazione. La sentenza che lo ha condannato lo accusa di “incitamento alla violenza”, “attività contro l’ordine pubblico” e “presenza in una zona militare chiusa”, come è stata definita l’area di Bil’in ogni venerdì dalle 8 del mattino alle 8 di sera, proprio per impedire che le manifestazioni settimanali si svolgessero. Il caso di Adeeb è stato giudicato sulla base di confessioni estorte a quattro ragazzini di 14,15 e 16 anni, arrestati durante la notte dai militari israeliani e costretti a testimoniare che Adeeb gli avesse detto di lanciare pietre contro i soldati.
La condanna di Adeeb è solo l’ultima di una serie di misure repressive messe in atto da Israele per fermare la lotta popolare nonviolenta, attraverso l’arresto dei manifestanti, palestinesi, israeliani e internazionali, le incursioni notturne nei villaggi e la criminalizzazione dei membri dei Comitati Popolari che animano le proteste.
Negli ultimi cinque anni il villaggio di Bil’in ha portato avanti costantemente la sua resistenza nonviolenta contro la costruzione del muro, ed altri villaggi si sono uniti alla sua lotta, come Nil’in, Al-Masara, Budrus e Jayyus, Al Wallaja e tanti altri. Secondo i dati raccolti dal gruppo “Addameer” e da “Stop the Wall”, più di 1.566 palestinesi sono stati feriti e 16 sono stati uccisi tra il 2005 e il 2009 nel corso delle manifestazioni nonviolente nei Territori Occupati. Dal 2002 nei villaggi di Bil’in, Nil’in, Al-Masara e Budrus sono stati arrestai 176 cittadini. Tra loro uno dei leader del Comitato di Bili’n, Abdellah Abdel Rahma, per il quale continua la campagna per la sua liberazione.
Ma la lotta popolare di resistenza nonviolenta continua.
Tutta la solidarietà ad Adeeb, che reo di voler vivere in libertà è costretto a restare in una prigione israeliana. Oggi più che mai è necessario fare pressioni affinché gli oltre 7 mila prigionieri politici palestinesi, di cui più di 300 minori, siano rilasciati, e per fermare la repressione militare israeliana contro la resistenza popolare nonviolenta palestinese.

Inviate email di protesta all’ambasciatore israeliano in italia (amb-sec@roma.mfa.gov.il ) e al ministro degli Esteri italiano Frattini (gabinetto@cert.esteri.it) per chiedere l’immediata liberazione di Adeeb e di tutti i prigionieri palestinesi.

Luisa Morgantini

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