Sea Watch, Garante dei detenuti: “Migranti privati della libertà, è detenzione illecita”

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Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, sul caso della Sea Watch 3, chiedendo di permettere lo sbarco dei 47 migranti a bordo al più presto. Palma ha denunciato la “privazione di fatto della libertà dei migranti soccorsi”, parlando di una loro detenzione illecita.

28 GENNAIO 2019

I 47 migranti a bordo della Sea Watch 3 devono sbarcare in Italia immediatamente. A chiederlo è il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, inviando una lettera al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Il Garante esprime “preoccupazione per la situazione dei 47 migranti soccorsi il 19 gennaio scorso dalla nave Sea Watch 3 e da tre giorni ancorati nella rada al largo di Siracusa”. Per questo ha scritto a Toninelli, chiedendo “l’immediato attracco della nave Sea Watch 3 e il conseguente sbarco delle persone soccorse, nella chiara finalità di tutelare i diritti delle persone salvate e di preservare il Paese dal dover rispondere in sede internazionale di possibili violazioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU)”.

Palma fa riferimento alla situazione di stallo che si è creata in seguito alla mancata autorizzazione all’attracco e della “’impossibilità della nave di riprendere la navigazione”. Tutto ciò “determina la privazione di fatto della libertà dei migranti soccorsi. Oltretutto è stato anche superato il limite massimo di 96 ore che la legge prevede per il fermo di una persona senza convalida giurisdizionale”. Nella lettera inviata a Toninelli, il Garante ha inoltre chiesto “con la massima urgenza al ministro informazioni relative all’assegnazione di un luogo sicuro (POS) dove far sbarcare le persone ora a bordo della nave Sea Watch 3; all’indicazione data e allo stato attuale della situazione circa l’impossibilità di approdo, con la specificazione della motivazione; alla presenza di donne e minori a bordo; alla sistemazione delle persone salvate in ambienti coperti o esterni, con l’indicazione numerica in un caso e nell’altro; alle condizioni materiali attuali e alle azioni intraprese per rispettare il divieto di trattamenti inumani e degradanti, con particolare riferimento all’accesso a cibo e acqua e alla tutela della salute; ai motivi di ordine pubblico e sanità pubblica che hanno portato all’adozione dell’ordinanza che vieta a ogni natante di avvicinarsi alla Sea Watch 3”.

Per il Garante i migranti sono sotto la giurisdizione italiana, perché “le persone a bordo di una nave che ha fatto ingresso nelle acque territoriali italiane, per quanto battente bandiera straniera, sono sotto la giurisdizione del nostro Paese. Ciò implica la responsabilità dello Stato per ogni eventuale violazione dei diritti umani: la situazione di privazione di fatto della libertà personale, in violazione dell’articolo 13 della Costituzione e dell’articolo 5 della CEDU; il mancato avvio delle procedure individuali di identificazione e quindi la mancata considerazione delle posizioni individuali, a rischio di violazione del divieto di espulsioni collettive; la mancata considerazione degli aspetti di vulnerabilità individuale, a rischio di violazione dell’articolo 3 della CEDU; la possibile violazione del divieto di non refoulement, considerato che le persone soccorse dalla nave Sea Watch 3 provengono dalla Libia, Paese verso cui non possono essere respinte; il rischio di violazione del diritto d’asilo regolato dalla Convenzione di Ginevra; la possibile violazione dell’articolo 3 della CEDU in relazione alle condizioni in cui sono costrette le persone migranti a bordo”.

Palma ha inoltre informato la procura di Siracusa ribadendo le sue preoccupazioni, riguardanti soprattutto le possibili responsabilità penali per una eventuale illecita detenzione dei migranti a bordo della Sea Watch, paventando il rischio di condanne del nostro Paese in sede internazionale. Infine, il Garante ha ribadito “il principio per cui le persone sono sempre un fine e mai un mezzo per raggiungere qualsiasi obiettivo”, riservandosi l’opzione di “aprire un confronto in ambito europeo sull’atteggiamento tenuto dalle autorità olandesi nella gestione della vicenda Sea Watch 3”.

Il Garante per l’infanzia: ‘Fate sbarcare i minori’
Si associa all’appello anche il Garante per l’infanzia, Filomena Albano. Rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha chiesto di tutelare le persone di minore età a bordo della Sea Watch 3, permettendo loro di sbarcare il prima possibile. La segnalazione inviata oggi dalla Garante fa seguito alla richiesta di informazioni sui minorenni a bordo dell’imbarcazione che era stata precedentemente inviata il 25 gennaio al comandante generale della Guardia costiera e al Dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno.

Sea Watch, Garante dei detenuti: “Migranti privati della libertà, è detenzione illecita”

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