SENZA PAROLE. O CON QUELLE GIUSTE

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4 luglio 2015
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Si resta letteralmente senza parole nel leggere le due dichiarazioni di differenti rappresentanti istituzionali (quella della presidente della Camera dei deputati italiana scritta congiuntamente al presidente dell’Assemblea nazionale francese e quella del Sindaco di Venezia) sullo stesso tema e nello stesso giorno. Per non condizionarvi lascio a voi il commento. Anzi, le dichiarazioni del mio neo-sindaco Brugnaro sembrano semplicemente chiosate da Laura Boldrini e Claude Bartolone.

Nandino Capovilla

 

“Su un tema così delicato, sarebbe opportuno che il Governo cominciasse a cambiare rotta. Sarà opportuno un blocco navale davanti alle coste africane, che naturalmente non escluderà il nostro dovere di assistenza: i migranti andranno rifocillati di acqua e viveri, medicati, supportati psicologicamente. Inoltre, sarà necessario fornire loro delle barche degne di questo nome, in luogo delle carrette dove vengono di solito imbarcati in condizioni disumane, e che in massima sicurezza potranno riportarli nella rotta di origine”.

(Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, 4 luglio 2015)

“C’è da rimanere sconcertati. L’Unione europea viene descritta come assediata per 626mila domande d’asilo nei suoi 28 Paesi. Un continente che rappresenta l’economia più ricca del mondo, sarebbe messo in ginocchio dall’un per cento, o poco più, di quei circa 60 milioni di persone che sono costrette all’esilio da guerre e persecuzioni. Questo popolo senza terra e senza nome si riversa invece in modo massiccio su altri Paesi: il Libano, la Giordania e la Turchia, che ospitano milioni di rifugiati siriani, potrebbero parlare legittimamente di emergenza. Possono farlo l’Iran e il Pakistan, che accolgono milioni di afghani. Ma come possiamo, noi qui, gridare all’invasione?
Il dramma sono i migranti a conoscerlo, non certo noi. Che le migrazioni rappresentino una sfida per i nostri paesi è indiscutibile; ma abbiamo anche tutti i mezzi per affrontarla. (…) Ricordiamoci che l’Europa esiste anche attraverso i principi che essa fa vivere: perché è il continente dei diritti, del rispetto della dignità umana, della solidarietà verso chi è in difficoltà. Questo ci ha resi grandi nel mondo, questo è un punto di riferimento per tutti coloro che abbiano a cuore libertà e giustizia sociale. Dimenticare questa storia, non sentirne l’orgoglio, non è soltanto un tradimento. È anche una clamorosa dimostrazione di miopia e autolesionismo. Perché in un mondo globalizzato le questioni irrisolte hanno e continueranno ad avere su di noi ripercussioni dirette, che ci piaccia o no. Sta a noi decidere se vogliamo affrontare queste sfide governandole con lucidità, lavorando sulle soluzioni, e dunque investire su un’Unione più solidale, al proprio interno e verso l’esterno. Oppure se intendiamo seguitare ad agitarci senza andare avanti. Il che significa cedere di fronte ai tanti populismi che sulla crisi economica e la retorica xenofoba stanno costruendo le proprie fortune, e accettare che sulle rovine dell’ideale europeo volteggino soddisfatti i costruttori di muri”.

Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, Claude Bartolone, Presidente dell’Assemblea Nazionale francese, 4 luglio 2015

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