Sette detenuti continuano la loro sciopero della fame nonostante l’aumento di misure punitive

19 Feb 2014

Sette prigionieri palestinesi continuano il loro sciopero della fame mentre le condizioni carcerarie peggiorano. Questo è il più alto numero di scioperi da settembre 2013.

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8 Febbraio 2014 , Ramallah occupata

All’inizio di questa settimana, l’avvocato di Addameer Samer Sama’an ha ottenuto di incontrare due dei tre prigionieri in detenzione amministrativa che hanno iniziato il loro sciopero della fame ai primi di gennaio, per protestare contro la politica israeliana di detenzione a tempo indeterminato senza accusa né processo. Secondo il diritto internazionale la pratica (molto diffusa) di imprigionare i palestinesi sotto gli ordini di detenzione amministrativa è illegale.

L’avvocato Sama’an ha potuto far visita a Mo’ammar Banat ed Akram Fasisi ed esaminare le misure punitive condotte contro di loro come reazione alla loro decisione di iniziare lo sciopero della fame dal 9 gennaio 2014. A Banat, un 26enne dal campo profughi di Arroub, sono stati più volte rinnovati ordini di detenzione amministrativa dal 13 agosto 2013. Fasisi, un 31enne del villaggio di Ithna, aveva portato avanti uno sciopero della fame di 59 giorni nel 2013, e ha sofferto di cattiva salute per tutta la sua prigionia.

Banat e Fasisi hnno spiegato che dal il primo giorno in cui hanno iniziato il loro sciopero della fame, sono stati immediatamente trasferiti in celle di isolamento al freddo e all’umido. Nonostante il freddo, sono state loro portate via le coperte e tutti i loro oggetti sono stati confiscati. E’ stato negato loro il diritto di fare la doccia per i primi dieci giorni del loro sciopero.

Hanno raccontato che le loro celle d’isolamento erano di 2×2 metri, contenevano solo una piccola buca nel pavimento per i loro bisogni, ed erano monitorati dalle telecamere dell’Israeli Prison Service (IPS) 24 ore al giorno. Va notato che queste telecamere, insieme a tutte le altre apparecchiature di sorveglianza in tutte le carceri israeliane, sono fornite dalla società di sicurezza britannico-danese G4S.

Banat e Fasisi hanno anche riportato ad Addameer che, come misure punitive, sono state loro negate le ore di ricreazione nel cortile, le visite familiari, la possibilità di acquistare beni e piccole provviste dalla mensa della prigione. Sono stati infine oggetto di frequenti incursioni notturne e perquisizioni.

Banat e Fasisi riferiscono che sono stati trasferiti al centro medico Sha’are Zedek il quindicesimo giorno del loro sciopero, insieme a Waheed Abu Maria e Ameer Shammas, altri due prigionieri in sciopero contro la loro illegale e illegittima detenzione amministrativa. Abu Maria, un padre di 46 anni del villaggio di Beit Ummar, è stato tenuto illegalmente prigioniero dall’ottobre 2012. Come Banat e Fasisi, l’ultimo sciopero della fame che ha iniziato ha preso il via il 9 gennaio 2014. Shammas, un 22enne di Hebron, ha iniziato lo sciopero l’11 gennaio 2014 per protestare contro la sua detenzione amministrativa, cominciata nel settembre del 2013.

Banat, Fasisi, Abu Maria e Shammas sono stati poi portati nella clinica della prigione di Ramleh. Anche se gli scioperanti della fame hanno riferito che erano affetti da condizioni di salute critiche, tra cui la stanchezza, spossatezza, mal di testa dolori articolari, dolori al petto e mancanza di respiro, Fasisi e Banat riferiscono che tutti loro hanno coerentemente rifiutato le cure mediche. Riferiscono inoltre che gli ufficiali IPS ammanettavano mani e piedi dei prigionieri ai letti di ospedale, e che tutti e quattro venivano di tanto in tanto trasferiti in celle d’isolamento nel carcere di Ramleh come punizione per il loro continuo sciopero della fame.

immagine2Anche altri due scioperanti della fame nel carcere di Megiddo hanno riferito di terribili trattamenti dall’inizio della loro scioperi. Husam Omar e Mousa Soufian sono stati arrestati nel 2002, ma sono stati interrogati per 50 giorni consecutivi a partire il 17 giugno 2013. E’ stato loro presentato un nuovo elenco di accuse, e sono stati messi in celle di isolamento il 20 settembre 2013, fino all’inizio del loro sciopero della fame. Hanno cominciato lo sciopero il 25 gennaio 2014, per protestare contro la politica di isolamento. Sono stati inoltre sottoposti a misure punitive tra cui la negazione delle visite familiari, l’isolamento in una cella di 2×3 metri, la confisca dei beni e quotidiane perquisizioni, nonostante si trovassero in celle completamente vuote. I prigionieri hanno riportato che la maggior parte dei raid si verificano tra la mezzanotte e le 3 del mattino. Inoltre, Soufian ha sviluppato un grumo non identificato sul collo durante la sua prigionia.

Nei giorni scorsi, altri avvocati hanno fatto visita agli scioperanti della fame e informato Addameer che gli uomini erano stati trasferiti in altri ospedali. Ulteriori sviluppi saranno disponibili dopo il 20 febbraio 2014.

Il servizio carcerario israeliano (IPS) ha raccomandato alla Knesset di valutare una nuova legislatura che consenta l’alimentazione forzata dei detenuti in sciopero della fame. Questo disegno di legge è stato ampiamente condannato dai diritti umani e organizzazioni sanitarie, tra cui Medici per i diritti umani in Israele, che descrive il disegno di legge come “chiaramente progettato per sottomettere i prigionieri.” Alla luce della nuova politica di Israele, Addameer chiede un tempestivo intervento delle organizzazioni e degli organismi internazionali al fine di proteggere da questa pratica crudele i Palestinesi in sciopero della fame.

I sette prigionieri in sciopero della fame:

Akram Fasisi (31 anni, Ithna, Hebron)

Waheed Abu Maria (46 anni, BeitUmmar, Hebron)

Mo’ammar Banat (26 anni, campo profughi Arroub)

Ameer Shammas (22 anni, Ras Al Jora, Hebron)

Abdul Majeed Khdeirat (45 anni, Tubas)

Husam Omar (30 anni, Tulkarem)

Musa Soufian (Tulkarem)

Fonte: Addameer 

Inviato da admin il Mer, 19/02/2014 – 14:33

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