Si allenta l’embargo di Gaza: la Striscia apre all’export

Thursday, 04 August 2011 09:24 Emma Mancini

I tunnel utilizzati dai gazani per esportare e importare beni da Rafah all’Egitto (foto B’Tselem)

Dopo cinque anni di embargo pressoché totale, Israele allenta le limitazioni all’export nella Striscia di Gaza. L’annuncio è arrivato ieri: i gazani potranno da oggi esportare prodotti tessili e agricoli ai Paesi europei e arabi. Misure anche per l’approvvigionamento d’acqua potabile e l’importazione di materiali edili.

Per la prima volta dalla vittoria del partito islamico Hamas alle elezioni del 2006, Israele decide di aprire parzialmente i confini commerciali della Striscia e di allentare il duro assedio di Gaza. A dare l’ok alle nuove misure è stato il ministro della Difesa Ehud Barak, seguendo le linee guida fornite a Tel Aviv dal generale Eitan Dangot, coordinatore governativo nella regione, che ha finalizzato i nuovi accordi in un incontro della scorsa settimana con funzionari dell’Autorità Palestinese. Il ministro Barak ha spiegato l’allentamento dell’embargo come gesto di amicizia durante il Ramadan, mese sacro per i credenti musulmani.

 

Negli ultimi anni, le restrizioni erano state tali da costringere i gazani ad utilizzare i tunnel tra Rafah e l’Egitto per esportare ed importare beni di prima necessità, gas, benzina, automobili, materiali edili. Lo Stato di Israele consentiva solo l’esportazione di fiori e fragole ai Paesi Bassi, dietro espressa richiesta del governo olandese. Nel dicembre 2010, le autorità israeliane avevano aperto la Striscia anche all’export di pepe.

Il tasso di disoccupazione a Gaza è tra i più alti al mondo: 45,2% nel 2010

Ora Gaza respira un po’: i commercianti e i produttori palestinesi potranno vendere prodotti tessili nei mercati europei ed arabi e prodotti agricoli alla Giordania. Inoltre, le nuove misure consentiranno l’incremento dell’approvvigionamento di acqua potabile alla Striscia: tre milioni di metri cubi di acqua in più. Infine, dieci industrie di Gaza riceveranno il permesso di importare materiali di costruzione sotto la supervisione di organizzazioni non governative internazionali.

 

Le nuove misure potrebbero così migliorare le condizioni di vita della popolazione di Gaza. Secondo l’ultimo rapporto UNRWA, dello scorso giugno, il tasso di disoccupazione tra i gazani aveva raggiunto nel 2010 il 45,2%, uno dei tassi più alti al mondo. Dallo scorso anno sono andati perduti oltre 8mila posti di lavoro nel settore privato (-8%).

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