Silenzio e fame

admin | May 14th, 2012 – 2:32 pm

 http://invisiblearabs.com/?p=4629

Ha ragione Gennaro Carotenuto, sul suo Giornalismo Partecipativo. “C’è qualcosa di profondamente perverso”, in questo assordante silenzio della stampa mainstream sullo sciopero della fame che circa duemila detenuti palestinesi stanno conducendo da poco meno di un mese nelle carceri israeliani, contro la detenzione amministrativa, senza accuse e senza processo. Ma anche contro l’isolamento, le mancate visite dei parenti, l’impossibilità di studiare (e molti dei detenuti sono giovani). Nulla, neanche oggi, sui giornali italiani. Si aspetta il morto? Almeno due detenuti possono morire da un momento all’altra. Sciopero, ad oggi, da 77 giorni…

E’ quello che dicono alcuni ragazzi su twitter, chiedendosi cosa debbano fare i palestinesi per fare notizia. Morire? Intanto, alcuni di loro si sono armati di pennarello e cartoncini, si sono autoprodotti dei cartelli, sono scesi per le strade di Ramallah fermando le macchine. Proprio per parlare di prigionieri, detenuti, digiuni. Sono gli stessi cartelli autoprodotti (e non eterodiretti o eteroprodotti) che c’erano a Tahrir e in altre piazze arabe. A qualcuno viene per caso in mente che anche i ragazzi palestinesi facciano parte della stessa onda? E perché non fanno notizia?

Vox clamans, mentre #palhunger diventa virale su twitter.

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