Silwan Occupata

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25 dicembre 2016 | International Solidarity Movement |Huwarra team | Palestina occupata

Yusef Sheukhy è uno di molti palestinesi a Silwan che ha già sofferto molto dalla presenza israeliana a Gerusalemme Est occupata. Cinque dei suoi figli hanno trascorso tempo nelle carceri israeliane; il più freaco è stato rilasciato il 27 maggio di quest’anno. E Martedì 29 novembre, lui, la moglie e i figli sono stati brutalmente svegliati alle 3 del mattino da soldati israeliani e operai che erano arrivati a demolire  metà della casa della famiglia. Secondo Yusef Sheukhy, tra 150 e 200 soldati hanno circondato la casa e le case vicine, bloccando le strade, quando i lavoratori hanno iniziato a distruggere la casa della sua famiglia.

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I palestinesi che vivono a Silwan, zona di Gerusalemme Est occupata, Palestina, hanno affrontato molte sofferenze ad opera dell’occupazione militare israeliana: scontri quotidiani con i coloni violenti illegali, diversi omicidi e gli arresti da parte delle forze israeliane, così come una quantità senza numero di demolizioni di case.Più di 150 famiglie nella zona di Gerusalemme Est di Silwan hanno recentemente ricevuto avvertimenti di demolizione da parte delle autorità israeliane. Le date esatte delle demolizioni devono ancora essere rivelate, e molto probabilmente non raggiungeranno i palestinesi fino a (al meglio) un paio di giorni prima. Le famiglie non sanno dove andare quando le loro case vengono distrutte, e molte persone si aspettano di rimanere senza casa in pieno inverno.

Yusef Sheukhy è nato e cresciuto nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, ma quando Israele ha iniziato l’occupazione illegale della Palestina nel 1967, la famiglia è stata costretta a lasciare la casa che era appartenuta a loro per generazioni. Come molte altre famiglie, hanno lasciato la città e si sono trasferiti nel povero villaggio di Silwan nelle vicinanze. Diverse case erano vuote e pronto a venire occupate, dato che molte famiglie che originariamente vivevano in Silwan erano fuggiti in Giordania, temendo per il loro futuro sotto l’occupazione militare israeliana. Oggi, le famiglie di Silwan sono ancora una volta costrette a lasciare le loro case senza alcun tipo di giustificazioni o alternative appropriate previste.

Yusef Sheukhy e i suoi figli hanno costruito la seconda casa come estensione di quella originale, due anni fa, al fine di ospitare la grande famiglia. Yusef Sheukhy e sua moglie hanno sei maschi e due femmine e tre piccole stanze della prima casa non sono abbastanza per ospitare una famiglia di dieci. I suoi tre ragazzi più giovani stanno già condividendo una piccola stanza, ed è quasi impossibile immaginare come riusciranno a inserire altri sei figli adulti in questo piccolo spazio.

Prima di costruire la casa, Yusef Sheukhy aveva fatto in modo di ottenere il permesso di costruire necessario da parte delle autorità israeliane che controllano la città occupata. Ma un paio di giorni prima di martedì, il capo della polizia di Gerusalemme ha detto alla famiglia che ci sono stati piani definitivi per demolire la casa, in quanto è una “costruzione illegale”. Purtroppo, a questo punto Yusef Sheukhy non è stato in grado di trovare i documenti delle autorizzazione che provano il proprio diritto ad aver costruito la casa, e le autorità israeliane non gli hanno dato la possibilità di ottenere copia delle carte.

Quando il capo della polizia, lunedi 28, ha informato uno dei figli di Yusef Sheukhy che la demolizione sarebbe avvenuta entro le prossime 48 ore, Yusef Sheukhy ha contattato il capo della polizia, al fine di guadagnare più tempo per, attraverso il suo avvocato, ricevere una nuova copia del permesso originale. Così Yusef Sheukhy ha avuto un incontro con il suo avvocato lunedi pomeriggio, e si sarebbero incontrati martedì mattina alle 8.30 per riottenere i permessi. Quando Yusef Sheukhy ha detto al capo della polizia che stava per ottenere una nuova copia del permesso, si è sentito sollevato perchè il capo della polizia sembrava disposto ad aspettare per questo. “Ha detto,” va bene, se è possibile noi non lo faremo “, Yusef Sheukhy ci ha detto.

Ma alla fine, il capo della polizia non ha dato alla famiglia l’opportunità di dimostrare i loro diritti, visto che i soldati sono arrivati senza preavviso nel bel mezzo della notte solo cinque ore prima che Yusef Sheukhy potesse incontrare l’avvocato e, auspicabilmente, ottenere di nuovo le sue carte.

Ma Yusef Sheukhy non permetterà che gli occupanti illegali riescano ancora una volta a espropriare la sua famiglia. E’ determinato a stare con in piedi sulla sua terra: “Noi ricostruiremo, non ti preoccupare. Noi non ci arrendiamo. Stiamo soffrendo ma non rinunceremo mai.

 

 

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