Siria: agli Usa serve il reporter psicanalista

Una feroce pulizia etnica che criminalizza e massacra una comunità religiosa. Il 50% delle case di un paese distrutte. Ma alle grandi firme questo non interessa.

redazione
martedì 10 dicembre 2013 12:09

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di Riccardo Cristiano

E’ del giornalismo il fin la psicanalisi? In teoria no. In pratica, però, potrebbe essere giunta l’ora di una simile svolta.

Presi dal tormento del loro passato, che ha visto tante guerre scatenate sulla base di menzogne, i grandi giornalisti americani infatti non si interrogano sul grande perché odierno, e cioè perché il cuore della loro opinione pubblica non abbia battuto un sol giorno per i siriani. Forse perché in maggioranza sono musulmani? Forse perché sono arabi? Forse è per questo che si può lasciar distruggere il 50% dell’edilizia pubblica e privata di un Paese? Forse è per questo che si può lasciare compiere né denunciata né punita la più grave (in termini numerici) pulizia etnica degli ultimi decenni?

O forse tutto questo è la conseguenza del grande imbroglio di Bush e Blair, quello del 2003?

O forse è per l’incubo al Qaida, il flagello che si può agitare con sapienza, davanti a un’opinione pubblica ovviamente scossa dall’orrore del 9/11 e da molto altro, in modo da giustificare tutto e il contrario di tutto? E infatti, come mai si corre dietro alla domanda “chi ha usato le armi chimiche” ma non si trova la forza di fermarsi a domandarsi, pur nell’evidenza della risposta, “chi usa al Qaida?”

Queste domande sono profonde, tanto profonde che meriterebbero l’attenzione di grandi giornalisti, tipo i vincitori di Pulitzer, noti per la loro capacità di indagine e se del caso di denuncia.

E invece no, gli americani rimangono chiusi nel circuito dei falsi rapporti, della sindrome del 2003, anche quando questi rapporti, veri e falsi, non hanno prodotto nessuna guerra. Strano…

Viene il sospetto che mentre la Siria è invasa da consiglieri russi, da pasdaran iraniani, da miliziani iracheni inviati dal premier filo-iraniano al-Maliki, da miliziani di Hezbollah inviati dal filo iraniano Nasrallah, da qaedisti curiosamente tirati fuori dalle segrete irachene proprio dal filo iraniano e filo-Assad al-Maliki e spediti in fretta e furia in Siria per occupare quelle postazioni che MAI l’esercito lealista attacca da un anno a questa parte, mentre tutti costoro festeggiano la guerra del Qalamoun compiendo nuove indescrivibili sevizie ai danni di civili, bambini, vecchi e così via, l’America debba ancora fare i conti con i suoi segreti e con la difficoltà a capire che al-Qaida è un orrore usato in modo da giustificare tutto e il contrario di tutto. Anche il sostegno al più efferato tiranno di questo millennio. E’ anche così che finisce un’epoca: e il “sogno americano”…

 

http://ilmondodiannibale.globalist.it/Detail_News_Display?ID=92886&typeb=0&Siria-agli-Usa-serve-il-reporter-psicanalista

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