SIRIA. I curdi si ritirano da Ras al-Ain

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21 ott 2019

Il ritiro rientra all’interno dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto lo scorso giovedì tra Ankara e Washington. I ribelli islamisti sostenuti dalla Turchia però protestano: “Non è ancora completo”. Attesa per il vertice di domani a Sochi tra il presidente turco Erdogan e il suo pari russo Putin

Esercito turco a confine con il nord della Siria. (Rodi Said/Reuters)

della redazione

Roma, 21 ottobre 2019, Nena News – Le forze democratiche siriane (Fds) a maggioranza curda hanno fatto sapere ieri di esseri ritirate dalla cittadina siriana di Ras al-Ain in base all’accordo di cessate il fuoco raggiunto lo scorso giovedì tra il presidente turco Erdogan e il vice presidente statunitense Pence.

Da quando è iniziata la terza offensiva turca in Siria lo scorso 9 ottobre, Ras al-Ain, al confine con la Turchia, è stata al centro dei combattimenti tra i ribelli islamisti sostenuti dai turchi e le Sdf.

L’obiettivo di Ankara è quello di creare in Siria una “zona cuscinetto” profonda 30 km e lunga oltre 400 km in cui non dovranno essere presenti i combattenti curdi.

Erdogan è stato chiaro venerdì: riprenderà a “spaccare le teste” dei curdi qualora entro martedì le Sdf non si saranno completamente ritirate dalla “safe zone”.

“Non abbiamo più combattenti in città” ha detto ieri Kino Gabriel, il portavoce delle Forze democratiche siriane, riferendosi a Rad al-Ain che nel week end era stata quasi del tutto circondata dagli islamisti e dalle forze turche.

Annuncio che però è smentito dal portavoce dei “ribelli”, il Maggior Yousef Hamoud. Intervistato dalla Reuters Hamoud ha infatti detto che le Fds non si sono “ancora completamente” ritirate.

Altro punto da chiarire è cosa accadrà nelle cittadine di Manbij e Kobane, quest’ultima assurta a simbolo della resistenza curda contro i jihadisti dello “Stato Islamico”.

Il ritiro o meno delle forze curde del Ypg (componente principale delle Fds) da queste due aree sarà discusso domani a Sochi da Erdogan e dal suo pari russo Putin.

A confermarlo è stato ieri il ministro degli esteri turco Cavusoglu: “Crediamo che possiamo raggiungere un accordo con loro [i russi, ndr] per lavorare insieme nel futuro, proprio come lo abbiamo fatto nel passato”. Del resto, i rapporti russi-turchi nel settore della difesa e dell’energia procedono a gonfie vele e non sono stati affatto compromessi dalla condanna di Mosca all’offensiva turca in Siria. Il Cremlino, alleato del presidente siriano Bashar al-Asad, aveva infatti subito definito l’invasione dei tank turchi “inaccettabile” e aveva chiesto che fosse “limitata”.

A parlare ieri è stato anche il ministro della difesa turca che ha accusato i curdi dell’uccisione di un soldato turco e del ferimento di un altro militare nei pressi di Tel Abyad, altra cittadina siriana occupata dalla Turchia nel corso della sua offensiva. Ankara fa sapere di aver risposto all’attacco delle Ypg e ha denunciato finora 22 violazioni della tregua commesse dalle forze curde.

Accuse simili erano state scagliate contro i turchi venerdì dai curdi che avevano protestato per i bombardamenti di Ankara contro i civili nel nord est della Siria (il governo turco nega).

Del cessate il fuoco ha parlato anche il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo affermando, sugli schermi dell’Abc, che la tregua sta “generalmente mantenendo”. “Ora – ha aggiunto – abbiamo bisogno che gli impegni presi vengano rispettati”.

Dal punto di vista della situazione umanitaria, negli ultimi due giorni il ministro della difesa turco ha fatto un po’ il punto: sabato, ha affermato, un convoglio di 39 vetture è entrato a Ras al-Ain portando fuori dalla cittadina i feriti.

Ieri, invece, 55 auto sono entrate nel centro abitato e 86 di loro si sono poi dirette a Tel Amer, al sud. “Non ci sono ostacoli sul ritiro. Le attività di evacuazione dalla regione sono coordinate fermamente con la controparte statunitense” ha spiegato il ministro.

Sarà il ritiro o meno dei combattenti curdi entro domani a garantire però l’estensione della fragile tregua. Erdogan ha dichiarato sabato che è dovere di Washington assicurarsi l’uscita delle Ypg dalla “zona cuscinetto”.

Il giorno precedente il “Sultano” aveva annunciato la creazione nell’area di una dozzina di posti di osservazione turchi. Un testimone citato dalla Reuters ha rivelato che due di questi sono pronti da ieri. Nena News

 

 

 

SIRIA. I curdi si ritirano da Ras al-Ain

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