SIRIA, ISRAELE BOMBARDA A DAMASCO, ERDOGAN MINACCIA ASSAD E MOSCA

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tratto da: REMOCONTRO

Missili israeliani su postazioni di miliziani filo-iraniani. Si parla di «12 vittime». Continua il braccio di ferro su Idlib. La Turchia: «Via le truppe siriane entro febbraio o attacchiamo». Secondo l’Onu, in due mesi i profughi in fuga dalla provincia di Idlib sono saliti a 520mila

Israele bombarda Damasco

Agenzia Nova 6 feb – “Obiettivi ostili” su Damasco. Agenzia di stampa ‘Sana’, raid aerei lanciati da Israele nell’area di Kiswa e nell’area di Damasco. Conferma dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. I raid avrebbero colpito posizioni delle forze di Assad e delle milizie iraniane nella ‘Brigata 91’ della Prima Divisione nelle vicinanze della città di Al Kiswa. Nel governatorato di Damasco sono invece stati colpiti postazioni della ‘Brigata 75’ nelle vicinanze del villaggio di al Muqaylabiyah, a ovest della capitale, il Centro di ricerca militare di al Mazzeh e il Centro scientifico di ricerca. Secondo i media siriani, nei raid sono rimasti feriti otto militari, mentre per altre fonti sarebbero morti dodici combattenti (miliziani sciiti).

L’infinita guerra di Siria  

La difesa siriana afferma di aver abbattuto la maggior parte dei missili nella periferia della capitale e nel sud del Paese prima che raggiungessero i loro obiettivi. I caccia israeliani avrebbero lanciato i missili mentre sorvolavano le alture del Golan occupate da Israele e dal vicino Libano. «Si tratta del secondo attacco attribuito a Israele in Siria in meno di un mese», annota Marta Ottaviani su Avvenire. «Il 15 gennaio scorso, secondo media siriani, jet dello Stato ebraico avevano colpito la base militare di Tiyas, nota come T4, a est di Homs lungo la strada che porta a Palmira».

Poi la partita turca ad Idlib

Erdogan padrone del nord della Siria. «O il regime di Damasco libera la zona di Idlib, nel nord della Siria, dove si trovano le truppe di monitoraggio della Mezzaluna entro febbraio, oppure Ankara è pronta a intervenire militarmente», spiega sempre Ottaviani. Colpisce la definizione di ‘regime’ a gara di dispotismi. «Ma la situazione rimane critica e potrebbe peggiorare nelle prossime ore», avverte Avvenire. Sempre da temere l’imprevedibile presidente turco, costretto a spiegare la morte di sette soldati turchi in un attacco di Damasco. La Turchia ha già reagito, uccidendo almeno 35 militari siriani che però operavano a casa loro.

‘Protocollo di Astana’ come Onu?

Attorno all’eterna crisi Siriana, anche la partita Ankara Mosca. Il ‘protocollo di Astana’ (un accordo tra alleati) trasformato da Erdogan in diritto, con gli altri protagonisti attorno che hanno molto da ridire. Mosca, «che fino a questo momento ha cercato di lasciare Assad al suo posto, senza scontentare troppo Ankara». E Damasco che rivendica la sua sovranità. «Ieri pomeriggio, le forze governative siriane e russe hanno bombardato postazioni di guerriglieri sostenuti dalla Turchia. Vicino a Saraqeb le truppe siriane hanno addirittura circondato una base militare turca, la stessa dove sono morti i soldati lunedì». E Damasco avverte che continuerà a colpire i gruppi terroristici che operano nella zona, accusando Ankara di sostenerli.

Idlib turchi siriani rischio escalation

«Questa improvvisa escalation ha rotto un tacito patto di non aggressione tra turchi e siriani garantito dalla Russia, ‘madrina’ di Damasco e legata ad Ankara da un rapporto stretto», osserva Pierre Haski su France Iter e Internazionale. «Da due mesi l’esercito siriano ha lanciato una nuova offensiva di terra per riprendere il controllo della regione, in mano soprattutto ai gruppi jihadisti con l’appoggio della aviazione russa». «Turchi e siriani si guardano in cagnesco ormai da anni, e il 3 febbraio la situazione è degenerata». «Da diversi giorni Ankara rimprovera alla Russia di non rispettare gli accordi ‘coprendo’ l’offensiva siriana. Il grave incidente del 3 febbraio dimostra che lo statu quo non è più sostenibile». Putin arbitro, ma con quali priorità?

Il dramma civili usati come arma

Secondo l’Onu, in due mesi i profughi in fuga dalla provincia di Idlib sono saliti a 520mila, scrive l’Ansa. Civili ostaggio sia prigionieri nell’assedio, sia in fuga (la minaccia di nuovo profughi verso l’Europa). Idlib, l’unico grande centro non ancora tornato nelle mani di Damasco. «A questo si deve aggiungere che la Turchia sta cercando di ampliare la sua presenza nel nord della Siria e se la città cadesse nelle mani di Assad, questo porrebbe fine alla sua mire espansionistiche», la valutazione di Marta Ottaviani da Istanbul. Partita geopolitica estremamente complessa con Ankara che spintona Mosca dicendo di Siria ma pensando alla Libia.

MOSCA ACCUSA ISRAELE, AIRBUS CIVILE USATO COME SCUDO PER RAID CONTRO DAMASCO

Secondo i russi un Airbus A320 in volo da Teheran a Damasco con a bordo 172 persone è stato costretto a un atterraggio di emergenza nella base militare russa di Khmeimim, in Siria

Un aereo con 172 passeggeri a bordo diretto a Damasco è dovuto atterrare alla base aerea russa di Khmeimim, nella provincia siriana di Latakia, a causa dell’attacco israeliano con missili aria-terra contro i sobborghi della capitale siriana di cui abbiamo derro sopra. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo.
L’incidente, secondo il portavoce della Difesa, il generale Igor Konashenkov, è avvenuto giovedì, quando quattro caccia israeliani F-16 hanno lanciato otto missili contro la periferia di Damasco, un’azione che ha attivato le difese antiaeree siriane. Al momento dell’attacco, l’aereo, un Airbus-320 da Teheran su un volo regolare, stava per atterrare all’aeroporto di Damasco e «quasi è entrato nell’area di fuoco dell’artiglieria e dei missili antiaerei», ha spiegato Konashenkov, che non ha specificato di chi fosse il velivolo.
«Solo grazie al rapido intervento dei controllori dell’aeroporto di Damasco e all’efficace funzionamento del sistema automatico di regolazione del traffico aereo è stato possibile deviare l’Airbus-320 sullo scalo di riserva, la base aerea russa di Khmeimim dove è atterrato».

 

Siria, Israele bombarda a Damasco, Erdogan minaccia Assad e Mosca

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