Soldato ucciso, la testimonianza di un’attivista

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Sarha, membro dell’ISM, era a tre metri dal militare ucciso: “Non ho sentito alcuno sparo”. Il racconto di una notte di rastrellamenti. Oggi previsti altri scontri.

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lunedì 23 settembre 2013 12:22
Israeli troops clash with protesters in Hebron, West Bank

Gli scontri di ieri ad Hebron (Foto: Mussa Issa Qawasma/Reuters)

di Emma Mancini

Hebron, 23 settembre 2013, Nena News – Alle 18 di ieri a Hebron era tornata la calma: silenzio, nessuno scontro in H2 né fuori. Poco dopo un soldato dell’IDF è stato ucciso a pochi metri dalla Moschea di Abramo, in Area H2. Nel momento in cui il sergente Koby cadeva a terra, Sarha si trovava a tre metri da lui.

“Il soldato, giovanissimo, era appena arrivato per il cambio di turno, dopo gli scontri in città che andavano avanti dalle 11 del mattino – racconta a Nena News Sarha, attivista dell’International Solidarity Movement a Hebron – Noi dell’ISM eravamo presenti per fare interposizione ed evitare che i soldati sparassero proiettili di gomma contro i manifestanti palestinesi, oltre ai gas lacrimogeni che già stavano lanciando”.

“Nel tardo pomeriggio la situazione si è calmata. I ragazzi palestinesi si sono allontanati dall’esercito e per mezz’ora non ci sono stati scontri: il silenzio assoluto. In quel momento il soldato è arrivato sul posto e poco dopo l’ho visto accasciarsi a terra e portarsi le mani alla gola. È stato subito soccorso da altri militari che gli hanno spostato le mani dal volto: ho visto che aveva un piccolo foro sul lato sinistro della gola. Ma non ho sentito nessun rumore, nessuno sparo. Non c’erano palestinesi nei dintorni, da dove probabilmente è partito l’oggetto che lo ha colpito”. È possibile, chiediamo, che sia stato lanciato da un tetto di un palazzo vicino? “Forse, anche se tutti gli edifici sono stati subito controllati dall’esercito”. I primi rapporti usciti sulla stampa israeliana e palestinese parlavano di un probabile cecchino, ma la caccia all’uomo israeliana non ha per ora portato a risultati.

Subito il sergente Koby è stato messo su una jeep militare, mentre i presenti – tra cui cinque attivisti dell’ISM – sono stati trascinati in una clinica lì vicino. I soldati hanno ordinato al personale medico palestinese di chiudere l’entrata. Sarha e gli altri sono rimasti bloccati nella clinica per due ore.

“Immediatamente tutta Hebron è stata dichiarata dall’esercito israeliano ‘zona militare chiusa’ – continua Sarha – Sono cominciati i rastrellamenti in tutta la città. Ho visto file interminabili di uomini e ragazzi palestinesi portati fuori dalle loro case, legati l’uno all’altro con una corda“.

Per oggi sono attesi nuovi scontri: “In questo momento manifestanti palestinesi si stanno radunando al checkpoint di Bab al-Zawiyeh, all’ingresso di Shuhada Street. Ci aspettiamo scontri a breve, anche pesanti”. La reazione militare israeliana, dopo la morte del sergente, potrebbe rivelarsi molto dura. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=86951&typeb=0&Soldato-ucciso-la-testimonianza-di-un-attivista

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