“SONO STRANIERO, NON MI RICONOSCI?“ – di Nandino Capovilla

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“SONO STRANIERO, NON MI RICONOSCI?“ Francesco non evita certo di chiamare per nome razzismo e xenofobia chiedendo invece di “andare controcorrente perché viviamo tempi in cui si diffondono sentimenti che parevano superati: sospetto, disprezzo e perfino odio verso gli stranieri”.

Anch’io ho potuto parlare al papa per dirgli “Grazie! I poveri sono nel suo cuore”. E Francesco sorridendo: “LI PORTO TUTTI!“

La World Conference della Santa Sede e del Consiglio Mondiale delle Chiese su xenofobia, razzismo e nazionalismo populista è stata coraggiosa nella denuncia: “Il razzismo crea e mantiene la vulnerabilità dei membri di determinati gruppi, negando loro i diritti e la stessa esistenza, cercando di giustificare la loro oppressione. In questo senso il razzismo è un peccato, radicalmente incompatibile con la fede cristiana”.

Parole che tanti evitano per non spaccare le comunità ma che papa Francesco rafforza: “La comune origine e il singolare legame col Creatore rende tutte le persone membri di un’unica famiglia, fratelli e sorelle non solo da rispettare ma da amare. Il mondo della politica strumentalizza le paure per miopi interessi elettorali e chi trae giovamento economico dal clima di sfiducia nello straniero sappia che un giorno di questo dovrà rendere conto di fronte a Dio”.

La mia gioia profonda di stare con papa Francesco moltiplichi impegno “controcorrente” nel suo stile di tenerezza: “La tolleranza si trasformi in amore fraterno, in tenerezza e solidarietà operativa”.

 

“SONO STRANIERO, NON MI RICONOSCI?“ – di Nandino Capovilla

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