Sopravvissuti allo sterminio denunciano l’ascesa del fascismo in Israele

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 16 Gennaio 2011  

Jews sans frontieres
03.01.2011

Ho sempre pensato che il sionismo fosse sia molto simile al fascismo. La violenza da sola li pone automaticamente nella stesso campo, ma il razzismo in questi giorni diventa sempre più evidente.

Anche il britannico Daily Telegraph ne prende atto:

Fino a questo mese, la misteriosa organizzazione Lehava era nota per aver rivolto, a marzo, una stravagante richiesta con la quale sollecitava Bar Refaeli, una modella israeliana, a non sposare l’attore americano Leonardo Di Caprio, perché è un “gentile”.
Ma nelle ultime settimane ha preso una tinta più sinistra per aver capeggiato una serie di iniziative, compreso un raduno nella città costiera di Bat Yam, per denunciare gli ebrei che affittano case ad arabi.

In una prospettiva politica più ampia, Lehava può rappresentare una piccola minoranza di scontenti, ma in Israele c’è uno stato di crescente malessere dopo che il messaggio sulla locazione delle case è stato fatto proprio da 300 rabbini.

I rabbini, alcuni dei quali di grado elevato, hanno sottoscritto un editto, emesso il mese scorso, nel quale hanno dichiarato: “E’ vietato nella Torah vendere in terra di Israele una casa o un campo a uno straniero”.

Con  sottintesi che ricordano la Berlino degli anni ’30, quando gli ebrei vennero relegati ad uno status di seconda classe e venne negato loro il diritto di affittare immobili di proprietà tedesca, il pronunciamento ha sconvolto sopravvissuti allo sterminio.

Naturalmente, non si può pretendere che il Telegraph esponga l’intera faccenda del razzismo di Israele, ma solo quegli episodi che può spacciare come di frange estreme:

Lehava ha causato preoccupazioni diffuse, concentrando la propria attenzione sulla minoranza araba di  Israele, che rappresenta il 20 per cento della popolazione. I politici israeliani, tra cui Benjamin Netanyahu, primo ministro, così come un gran numero di rabbini hanno denunciato l’editto.

Eppure, la reputazione di Israele a riguardo della tolleranza e delll’inclusione nei confronti della minoranza araba è stata offuscata. Al grido di “morte agli arabi”, un gruppo di ebrei ultra-ortodossi ha lanciato bottiglie e sassi contro un blocco di appartamenti in cui abitavano studenti arabi nella città settentrionale di Safed. Nel resto del Paese ci sono stati diversi casi di bande ebraiche, una delle quali composta da ragazze, che hanno picchiato gli arabi per strada.

Il signor Flug, che ha riferito di molti altri sopravvissuti allo sterminio che lo avevano chiamato per  esprimere la loro ansia, ha fatto appello al governo israeliano affinché agisca contro i rabbini. “Potete immaginare cosa accadrebbe se un ebreo in Germania o in Svizzera o in Gran Bretagna volesse affittare un appartamento e i vicini di casa o il sindaco gli dicessero di no?” ha domandato. “È necessario fermare cose di questo tipo fin dal loro inizio.”

Gideon Levy su Ha’aretz non ha di questi scrupoli:

Questo è stato l’anno in cui finalmente siamo usciti allo scoperto – non più frasi zuccherosa e vuote parole di giustizia e di uguaglianza, non più discorsi fioriti e superficiali sulla pace e i due Stati. Quest’anno la verità è stata sentita in pubblico, provocando un eco forte e chiara da un capo all’altro del Paese; inquieta e sconforta.

Ma ha ragione. Il razzismo di Israele, i suoi scopi e i suoi obiettivi ora sono allo scoperto.

Scottish Palestine Solidarity Campaign ha inviato una e-mail chiedendo una maggiore attivismo per il BDS nel 2011, ma non c’è alcun dubbio che anche la brigata dell’Hasbara aumenterà il suo impegno.

Testo originale in http://jewssansfrontieres.blogspot.com/2011/01/holocaust-survivors-denounce-rise-of.html – tradotto da Barbara Gagliardi

http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2472:notizie-da-israele-il-ricordo-degli-anni-30-in-germania&catid=26:dal-medio-oriente&Itemid=76

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