Sospendere l’accordo UE-Israele. Sanzioni contro Israele

I consoli dei 27 stati membri dell’Unione Europea a Gerusalemme e Ramallah raccomandano che l’UE imponga sanzioni su Israele, impedendo un qualsiasi sostegno finanziario agli insediamenti israeliani, incluse infrastrutture e servizi.
Manda anche tu un messaggio ai parlamentari europei chiedendo un loro impegno, in linea con le raccomandazioni dei capi missione, per l’esclusione di aziende israeliane dai programmi europei , per una legislazione nazionale che metta al bando qualsiasi impegno finanziario con gli illegali insediamenti di Israele e per la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele come chiesto nella recente lettera di 23 europarlamentari.

http://www.change.org/it/petizioni/sospendere-l-accordo-ue-israele-sanzioni-contro-israele

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2 Commenti

  1. Ritengo che sia molto importante un intervento da parte dell’Unione Europea per costringere Israele a sospendere gli insediamenti illegali in Palestina ed a rispettare finalmente le risoluzioni dell’ONU, cosa che Israele non ha mai fatto.

  2. Non si tratta di costringere Israele a un bel niente.
    Qui occorre suscitare la coscienza di israele, perchè costringere è sinonimo di violenza, mentre il dialogo,la preghiera e la testimonianza sono gli unici strumenti da usare.
    Israele ha subito tanto in passato e non riesce a cogliere che lo stesso sta facendo con i palestinesi, ma se non usiamo la dialettica, la mediazione, la comprensione per entrambi i contendenti, gli strumenti della conciliazione e delle semplici manifestazioni pacifiste, ci allontaneremo dalla pace.
    Anche io sono preoccupato dall’intransigenza israeliana, ma qualsiasi azione che non passi da loro è peggiorativa delle condizioni del popolo palestinese.
    E’ sulla coscienza che bisogna agire.
    Rispetto Israele e prego Dio che si trovi una soluzione alla questione e sono certo che non vi arriveremo con le armi.
    Possiamo solo parlare della cosa, parlarne tanto in modo da far si che ne parlino anche loro, perchè parlando, prima o poi, ci si incontra, si litiga ma c’è un contatto.
    Sono stato in Palestina e sono stato in Israele e prego perchè entrambe le fazioni trovino una soluzione … devono farlo loro, come libera scelta, per il loro benessere e per la loro vita senza intrusioni esterne.
    La pace si fa in due e la si deve VOLERE in due.

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