Spari ravvicinati a Nabi Saleh: testimonianza di Manal Tamimi

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Pubblicato il 28 dicembre 2013 da AbuSara

 manal tamimi

fonte: Manal Tamimi su FB

Cari amici in molti mi avete chiesto di quello che è successo ieri, e qui ecco la storia:

Come ogni venerdì abbiamo fatto la nostra protesta, i soldati erano dappertutto in paese (sulla collina, vicino alla sorgente e all’ingresso del paese)

hanno cominciato a usare un sacco di gas lacrimogeni, quando la macchina della skunk water è entrato in paese è direttamente andata da mio cugino Sae’ed;

Sae’ed è in carcere da 21 anni e inshallah dovrebbe essere rilasciato tra due giorni,

hanno cominciato a dirigere il getto di skunk water sulla casa, così quando mio cugino e un mio amico sono usciti per piazzarsi  davanti alla macchina cercando di evitare che inondassero la casa, anche io li ho raggiunti e ho cominciato a gridare contro di loro,

il mezzo si è avvicinato a me, poi due jeep seguivano, improvvisamente ho visto uno dei soldati aprire la porta della jeep con un candelotto di gas lacrimogeno innestato e vuole tirarlo sulla casa,

quando mi sono ricordata che mia zia paralizzata è all’interno della casa con altri vecchi, donne e bambini, in quel momento ho perso la testa perché ero abbastanza sicura che mia zia non ce la farebbe se lei inalasse il gas.

Sono andata correndo contro i soldati gridando e urlando a loro di lasciare il paese e di non sparare il lacrimogeno, perché ci sono malati e bambini in casa.
Quando ero a forse 1 metro e mezzo  o 2 metri, il soldato senza alcun preavviso ha sparato proiettili alle mie gambe, saranno stati 15 e 4 di loro mi hanno colpito nelle mie due gambe, due al ginocchio sinistro e due nel mio piede destro.
Per fortuna le mie ferite non sono state così gravi, provo ancora dolore quando provo a camminare.

Questi sionisti cercano di terrorizzare noi perché pensano che in questo modo avremo paura e fermeremo la nostra protesta, non sanno che dopo il martirio di Rushdy e di Mustafa ora nulla può fermarci o  terrorizzarci.

Noi siamo qui, saremo ancora qui, noi continuiamo a resistere fino alla libertà, non importa quale sia il prezzo che dobbiamo pagare.

http://reteitalianaism.it/public_html/index.php/2013/12/28/spari-ravvicinati-a-nabi-saleh/

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