“Spazi liberi dall’apartheid israeliana”. Il successo di una campagna BDS

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Eletta Cucuzza 05/06/2019, 10:50

La sezione italiana BDS (movimento di “Boicottaggio Disinvestimeno Sanzioni” contro l’occupazione e l’apartheid israeliane, sostenuto da sindacati, movimenti, chiese, ONG in tutto il mondo) ha diffuso oggi un comunicato stampa in cui si informa che «oltre cento realtà tra associazioni, sindacati, movimenti, artigiani, commercianti, centri culturali e sportivi hanno aderito alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana -SPLAI, coniugando così l’etica con il lavoro, schierandosi in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di discriminazione, in solidarietà con la richiesta di libertà, giustizia e uguaglianza del popolo palestinese [Elenco aderenti a oggi]»

Oggi, 5 giugno, ricorda il comunicato, «ricorrono i 52 anni dalla Naksa, ovvero quando con la cosiddetta Guerra dei Sei Giorni Israele occupa la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza, portando tutta la Palestina storica sotto il controllo israeliano e intensificando quelle politiche di pulizia etnica, espropriazione e colonialismo iniziate in Palestina ancor prima del 1948».

Già presente in diversi Paesi, tra cui Belgio, Norvegia e Spagna, dove partecipano oltre trecento soggetti, tra cui decine di amministrazioni locali, «la campagna SPLAI promuove la solidarietà attiva con il popolo palestinese attraverso la creazione di una rete di spazi che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e si impegnano a non intrattenere rapporti con istituzioni e imprese complici delle sistematiche violazioni israeliane del diritto internazionale». Ma la campagna, precisa il comunicato, «è anche una chiara presa di posizione rispetto alla crescente onda razzista e di chiusura “sovranista” che sta fomentando odio e intolleranza (tra cui forme di vero antisemitismo) non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo».

Il comunicato riporta di seguito i commenti di alcuni commercianti.

Il birrificio Birstrò di Roma ha osservato: «La birra è fatta per il 90% di acqua. Conosciamo i problemi che hanno i birrifici palestinesi, a causa del furto e le restrizioni sull’acqua da parte di Israele. Stare dentro la rete SPLAI è stata per noi una scelta naturale. Nel nostro birrificio artigianale si diffonde una cultura rispettosa della Terra e delle Persone. La birra non si abbina con l’apartheid!».

La bottega di commercio equo solidale ExAequo di Bologna ha detto: «La nostra cooperativa sociale, che si occupa di commercio equo e solidale e consumo critico attraverso la gestione di una bottega del mondo, così come è a fianco dei diritti dei piccoli produttori dei paesi del sud del mondo e non solo, aderisce volentieri alla campagna SPLAI, poiché da sempre sostenitore della causa del popolo palestinese e dei diritti loro negati a causa di una cieca ed oppressiva politica israeliana».

Il B&B Domu e Luna in Sardegna ha spiegato: «La filosofia del nostro B&B è incentrata sull’accoglienza, sull’apertura e contro ogni forma di discriminazione. Per noi aderire a SPLAI significa contribuire a diffondere una cultura antirazzista e stare dalla parte degli oppressi».

Per maggiori informazioni sulla campagna: https://www.bdsitalia.org/splai

*Foto di Simone Ramella, tratta da Flickr, immagine originale e licenza

 

 

“Spazi liberi dall’apartheid israeliana”. Il successo di una campagna BDS

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