Spianata, via tutti i dispositivi di controllo ma è festa solo a metà (AGGIORNAMENTI)

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28 lug 2017

I palestinesi hanno festeggiato solo in parte la “vittoria” per la decisione presa da Israele. Nel pomeriggio la polizia ha caricato i fedeli tornati a pregare dopo 13 giorni nel sito religioso. Decine i feriti

 

Una donna palestinese mostra sulla Spianata delle Moschee i proiettili di gomma che avrebbe usato la polizia israeliana. (Fonte foto: Samaa Tv)

AGGIORNAMENTi

ore 16:30  Giordani in piazza al grido “Morte a Israele”, l’Organizzazione per la cooperazione islamica convoca un vertice straordinario per il 1 agosto a Istanbul

Le autorità israeliane hanno deciso oggi di vietare l’ingresso alla Spianata delle Moschee per 15 giorni a 21 palestinesi.

Secondo la portavoce della polizia israeliana Luba al-Samri, dopo la fine della preghiera del tramonto, “decine di giovani sono rimasti [ieri] nella Moschea rifiutandosi di obbedire agli ordini della polizia di lasciare la Spianata come succede di solito dopo la preghiera”. Al-Samri ha riferito che gli ufficiali del Waqf (l’ente islamico che gestisce il sito) hanno provato a convincerli, ma invano. Oltre 100 palestinesi sono stati arrestati ieri sera in seguito agli scontri con gli agenti israeliani.

Diverse centinaia di giordani hanno scandito oggi slogan contro Israele in una protesta organizzata non molto lontano dall’ambasciata israeliana ad Amman. I manifestanti hanno percorso 200 metri a piedi prima di essere dispersi dalle forze di sicurezza.

Il ministro degli esteri turco, intanto, ha detto che l’Organizzazione per la cooperazione islamica terrà un vertice straordinario il prossimo 1 agosto per discutere di quanto sta accadendo a Gerusalemme. Ankara detiene al momento la presidenza dell’Organizzazione. Questa settimana il presidente Erdogan aveva esortato tutti i musulmani a difendere al-Aqsa accusando Israele di volersi impossessare del sito con la scusa della lotta al terrorismo

ore 14:45   Polizia: “Preghiera terminata senza problemi”. Procuratore generale giordano accusa di omicidio la guardia israeliana dell’ambasciata d’Israele in Giordania 

Il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, ha detto poco fa che le preghiere alla Spianata delle Moschee sono terminate in modo pacifico. Secondo Firas Dibs, un ufficiale del Waqf che amministra il sito religioso, decine di migliaia di persone hanno partecipato alla preghiera collettiva di oggi.

Il procuratore generale della Giordania, Akram Masaadeh, ha intanto accusato stamattina di omicidio e di possesso di arma da fuoco non autorizzata la guardia dell’ambasciata israeliana che ha ucciso domenica sera due persone dopo aver subito un attacco con un cacciavite da parte di una delle vittime. Masaadeh, riporta la stampa locale, ha detto che l’accusato dovrebbe essere processato in Israele.

ore 13:50 Media israeliani: “Attentatore palestinese ucciso a Gush Etzion”

Secondo la stampa israeliana, un palestinese sarebbe stato ucciso poco fa nell’insediamento di Gush Etzion durante un tentato attacco con coltello. I media israeliani sostengono che l’attentatore è stato “neutralizzato”. Non ci sono notizie di feriti.

In tarda mattinata si sono registrati scontri a Betlemme dove 150-200 palestinesi hanno pregato nella strada principale della città di fronte al muro di separazione costruito da Israele. Secondo i palestinesi, le forze armate israeliane avrebbero incominciato a sparare pallottole vere, proiettili di acciaio ricoperti di gomma, bombe stordenti e gas lacrimogeni quando alcuni giovani palestinesi hanno lanciato pietre contro i soldati.

In un comunicato la croce rossa palestinese riferisce che 3 persone sono rimaste ferite dai proiettili, mentre 10 sono rimaste intossicate dai gas lacrimogeni.

 ore: 12:30  Calma apparente in città vecchia. La polizia: “prevediamo disordini”

Una calma apparente regna al momento nella città vecchia di Gerusalemme. La polizia israeliana ha diramato stamane un comunicato in cui sostiene che “ci sono indicazioni che manifestazioni e disordini avranno luogo nell’area”. Per evitare possibili scontri, si legge nella nota, le forze dell’ordine hanno permesso l’ingresso in città vecchia ai soli uomini con età superiore ai 50 anni. Nessun limite, invece, per le donne. Le autorità israeliane fanno sapere che “sono state prese tutte le misure necessarie per rispondere ad un eventuale scoppio delle violenza”

Accesso ristretto anche ad alcune strade poste vicine alla città vecchia.

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

(Foto: Nena News)

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di Michele Giorgio    il Manifesto

Gerusalemme, 28 luglio 2017, Nena News – La giornata ieri a Gerusalemme era cominciata con i festeggiamenti di migliaia di palestinesi alla Porta dei Leoni per la decisione di Israele di rimuovere barriere, tornelli e altri dispositivi di controllo dalla Spianata di al Aqsa. Ed è terminata con le cariche della polizia nel sito religioso. Decine di palestinesi sono rimasti feriti e contusi. Dopo il tramonto la città vecchia appariva blindata, con ingenti forze di polizia a presidiarla e un anello di barriere metalliche che la isolavano dal resto della zona araba della città. Rigidissimi i controlli e gli agenti non hanno esitato a lanciare granate assordanti per allontanare gruppi di palestinesi che chiedevano di entrare. Anche la stampa ha avuto difficoltà a passare gli sbarramenti, con gli agenti che ripetevano: «in questo momento la città vecchia è chiusa anche per voi giornalisti». La tensione presente ovunque lasciava immaginare un nuovo venerdì di preghiere segnato da scontri tra palestinesi e forze israeliane.

Invece ieri mattina, dopo il via libera dato dalle autorità islamiche ai fedeli di pregare sulla Spianata dopo 13 giorni di boicottaggio dei dispositivi di controllo israeliani, tutto faceva immaginare un allentamento della tensione. A sera il quadro si è capovolto e il premier israeliano Netanyahu ha usato toni molto duri. Ha chiesto la pena di morte per il palestinese che il 21 luglio ha ucciso tre coloni israeliani nell’insediamento di Halamish, nei pressi di Ramallah nella Cisgiordania occupata. «La pena di morte per i terroristi. È tempo di metterla in pratica in questi casi gravi», ha proclamato durante una visita alla famiglia Solomon, di cui facevano parte i tre coloni uccisi.

Canti, slogan, preghiere e fuochi d’artificio. Ieri almeno 20mila palestinesi avevano accolto così gli operai inviati dalla polizia a rimuovere le strutture che avrebbero dovuto accogliere le telecamere di sorveglianza “speciali” previste dal piano del governo israeliano per «garantire la sicurezza» della Spianata delle moschee dopo l’attacco armato del 14 luglio (morti due poliziotti e i tre attentatori arabo israeliani). E dopo l’avvenuta rimozione dei metal detector decisa a inizio settimana dal governo Netanyahu, i palestinesi hanno capito di aver vinto una battaglia importante grazie a una lotta popolare condotta dagli abitanti di Gerusalemme.

Poco dopo il mufti islamico ha annunciato che lo «status quo violato dalle misure israeliane» era stato ristabilito e ha autorizzato i fedeli musulmani a tornare sulla Spianata dopo 13 giorni di boicottaggio e di preghiere recitate all’esterno del sito religioso, in particolare nell’area della Porta dei Leoni. Le cose si sono complicate nel tardo pomeriggio. I palestinesi hanno denunciato la mancata apertura di Bab Hutta, uno degli ingressi per la Spianata dove è avvenuto l’attacco del 14 luglio. Israele ha resistito, poi ha aperto anche quell’ingresso.

Cosa sia accaduto poco dopo non è chiaro. La polizia ha caricato la folla. Tra scene di panico, spari di proiettili rivestiti di gomma e lanci di granate assordanti e candelotti lacrimogeni, migliaia di palestinesi si sono diretti verso le uscite in cerca di scampo. Molti sono caduti, altri sono stati percossi dai poliziotti. La Mezzaluna rossa ha detto che almeno 94 persone sono rimaste ferite. La polizia ha anche rimosso le bandiere palestinesi issate sulle moschee e gli edifici della Spianata. In serata è stato permesso l’ingresso solo alle donne e agli anziani. Il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha detto che le cariche sono scattate quando gruppi di palestinesi hanno cominciato a lanciare sassi in direzione del Muro del Pianto.

Tutti, israeliani e palestinesi, prevedono per oggi una giornata di scontri e violenze. Gerusalemme Est sarà blindata e presidiata da migliaia di poliziotti e guardie di frontiera. Sullo sfondo c’è una nuova Intifada. In primo piano c’è anche la crisi diplomatica tra Israele e Giordania. Re Abdallah ieri ha definito «inaccettabile» e «provocatorio» l’atteggiamento di Israele dopo la sparatoria avvenuta nell’ambasciata israeliana ad Amman in cui sono stato uccisi due giordani. Netanyahu ha accolto come un eroe la guardia di sicurezza che ha aperto il fuoco in reazione, secondo una versione dell’accaduto, a un tentato accoltellamento. Il sovrano ha chiesto a Netanyahu di «assumere tutte le misure necessarie per processare la guardia». Nena News

 

 

  Spianata, via tutti i dispositivi di controllo ma è festa solo a metà

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