Spiegazione su Gerusalemme

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Di Patrick Cockburn

8 dicembre  2017

Ho vissuto a Gerusalemme per quattro anni in un appartamento con una bella vista del Monte degli Olivi che presumibilmente si dividerà nel Giorno del Giudizio e dove i morti risorgeranno di nuovo sulle sue pendici.

Ho trovato che parti della città come La Cupola della Roccia erano di una bellezza squisita, ma nel complesso era una città piena di odio.

Un giorno un’infermiera è stata accoltellata a morte in fondo a Elisha Street dove vivevo. Parecchie volte ci sono state bombe sugli autobus o nei mercati di Jaffa Road che era a poco meno di duecento metri circa nell’altra direzione.

La violenza aumentava e diminuiva, in modo mai così rilevante come in altre città del Medio Oriente, ma mai del tutto assente.

Tre religioni

C’è sempre stato un contrasto tra Gerusalemme in quanto piccolo città “sciatta” e il suo status di grande centro simbolico per tre religioni. Sembrava schiacciata dalla sua storia.

L’attrito principale era tra Ebrei e Musulmani, ma anche con le comunità dato che gli Ebrei ultra-ortodossi crescevano di numero e gli ebrei laici si spostavano nelle città sulla costa

Le speranze per una pace di compromesso erano al culmine dopo la firma degli Accordi di Oslo nel 1993, ma sono stati sempre indeboliti dalla disparità di forze tra le due parti.

Israele, semplicemente, non aveva alcun motivo di giungere a un compromesso a un grado sufficiente da soddisfare i palestinesi, ameno che non venisse messa sotto notevole e prolungata pressione dagli Stati Uniti, e questo non è stato mai probabile che avvenisse.

Tali speranze si sono spente dopo che il Primo Ministro Israeliano Yizhak Rabin fu assassinato nel 1995 da un fanatico religioso ultranazionalista contrario ai termini della pace.

Dopo una breve interruzione, a Rabin seguì Benjamin Netanyahu che oggi ha di nuovo la carica di primo ministro.

L’ambasciata

Il problema di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, o anche il riconoscimento di Gerusalemme da parte degli Stati Uniti, è stato sollevato da decenni in America nel periodo elettorale.

Serviva come manovra diversiva o copertura che nasconde l’istituzione e l’espansione degli insediamenti nei quartieri palestinesi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania.

Anche se i governi israeliani sollevavano regolarmente l’argomento come uno dei loro reclami, non sembrò mai essere una preoccupazione importante.

Capitale dello stato sovrano di Israele

Sono arrivato a Gerusalemme proprio quando il sindaco di destra Ehud Olmert stava aprendo un festival per celebrare i 3000 anni da quando Re Davide l’aveva ripresa ai Jebusiti (una tribù cananita che vi abitava prima che Giosuè o Re Davide la conquistasse, n.d.t.).

Olmert ha detto che lo scopo della celebrazione era di evidenziare  Gerusalemme come “la capitale eterna, unita dello stato sovrano di Israele e della nazione ebraica.”

I Palestinesi erano preoccupati dell’impulso che questo avrebbe dato ai nuovi insediamenti e con ragione, perché venti anni dopo ci sono 200.000 coloni israeliani e 370.000 Palestinesi a Gerusalemme Est.

Quale possibilità di risoluzione esiste?

Lo stato d’animo di rancore e di intolleranza è peggiorato nel corso degli anni. E’ difficile capire che bene farà a Israele avere il Presidente Trump che riconosce Gerusalemme come sua capitale o che vi  trasferisce l’ambasciata degli Stati Uniti.

L’impatto più probabile sarà aiutare a far rivivere la moribonda causa palestinese nel mondo musulmano. Farà in modo che sia più difficile che stati come l’Arabia Saudita coltivino relazioni più strette con Israele e il Presidente Trump per unire le potenze regionali sunnite contro l’Iran.

Potrebbe essere una buina idea dal punto di vista di Israele della Casa Bianca lasciare le cose come stanno.

Nella foto: Gerusalemme vista dal Monte degli Ulivi

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/jerusalem-explained

Originale: The Independent

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

Spiegazione su Gerusalemme

http://znetitaly.altervista.org/art/23849

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