Stato del pianeta (Siria preparati allo stupro)

REDAZIONE 17 SETTEMBRE 2013

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Campo Apaydin – Foto Andre Vltchek

di Andre Vltchek –  Counterpunch 13-15 settembre 2013

Adesso tocca alla Siria! E’ già segnata, messa all’angolo, violentata psicologicamente, e ora pietrificata. E’ legata, denudata e le è stato detto di aspettarsi il peggio. E’ dove abbiamo cercato di costringerla per anni, dove il nostro regime ha voluto che fosse.

Beh, in realtà non ancora; non è ancora a quel punto, ma quasi. Non è ancora in ginocchio ed è questo che irrita oltremisura i nostri governanti. Loro ci vogliono tutti in ginocchio, a pagare per ‘peccati’ inventati, per ‘disobbedienza’, per il nostro desiderio di essere quelli che realmente siamo.

Per anni è stata molestata e battuta. Ora non ci sono dubbi che presto, molto presto, sarà violata, in piena luce del giorno, di fronte al mondo intero, di fronte alle telecamere, senza pietà e con gli attaccanti con espressioni fredde e virtuose sul viso.

Il suo stupro sarà trasformato in intrattenimento, sarà orchestrato come un ammonimento a tutti quelli che sono ancora decisi a seguire la propria strada, almeno parzialmente indipendente.

Sarà una violenza punitiva, come quelle praticate nei momenti più bui sella storia dell’umanità.

Sarà attuata e nessuno sarà in grado di fermarla. Perché quella natura criminale della dittatura globale occidentale è ora così completa, e così spaventosa, che nessun paese della terra oserà intervenire per vedersi spezzare le gambe, massacrare il volto, cavare gli occhi. Si riduce tutto a un approccio mafioso, o all’Inquisizione, o alle Crociate.

Molti mi hanno chiesto recentemente di scrivere un articolo “sulla Siria”. Ho accettato, ma adesso, seduto davanti al computer, improvvisamente non so cosa dire. Provo solo stanchezza e disgusto. E cerco di scacciare tutte quelle parole disfattiste che continuano a insinuarsi nella mia mente: “Ormai non c’è più nulla da fare … Finito l’umanesimo … Ancora una volta controllano il mondo abominevoli ed estremi dogmatici …”

Non voglio cedere, soccombere a questo modo di pensare. Sono un combattente, non un qualche lagnoso intellettuale da caffè. Ma in questi giorni uno deve impegnarsi parecchio per restare ottimista e per credere in un esito positivo per il nostro pianeta.

***

Se sei un assoluto criminale, globale o locale, come fai a ottenere che una donna ti sposi quando tutto il resto non funziona? Paghi dei teppisti; loro la sequestrano, la legano da qualche parte in un garage abbandonato e tu la stupri, per “ammorbidirla”. E dopo qualche settimana di agonia e di umiliazione ti presenti da lei con gran mazzo di fiori e le proponi il matrimonio, cosicchè possa tornare rispettosa, ‘libera’ e ‘liberata’. Disgustoso? Sì, concordo che è disgustoso, ma, onestamente, non è così che il mondo è governato di questi tempi?

Come educhi un bambino se vuoi che sia un servo obbediente, che ripulisca per sempre la tua merda, che ti rispetti anche se l’unico motivo che hai per gloriarti è di aver sfruttato alcuni miserabili musi gialli nella tua orribile epoca preindustriale in qualche paese orribile? La risposta è semplice: gli ficchi in testa la religione a martellate, la condisci con una mostruosa paura dell’inferno, con concetti arcaici di virtù e poi confondi il servilismo con l’amore e la ribellione con il peccato mortale. Lavi il cervello del piccolo e rendi la tua visione del mondo l’unica ‘corretta’ e permessa.

Questo è il genere di istruzione e ‘cultura’ che appoggiamo nelle nostre colonie. E questo è il genere d’amore e matrimonio che offriamo alle nazioni che sono cadute nella nostra orbita.

In occidente, in superficie, ci opponiamo a scenari simili. Li deprechiamo, persino; li consideriamo agghiaccianti, brutali e incompatibili con i nostri ‘valori’ e la nostra ‘sofisticazione’. Lottiamo per i diritti delle donne povere che vivono in ‘paesi sottosviluppati’, in quelle società grottesche, arretrate, persino ritardate! Siamo fieri di noi stessi perché siamo gradualmente divenuti così innegabilmente nobili, così raffinati, così sensibili e così politicamente corretti.

Ci sono condanne a lunghi anni di carcere per lo stupro e le molestie sessuali, sia in Europa, sia negli Stati Uniti. Le nostre scuole sono prevalentemente laiche, e in alcuni paesi, come la Francia, sono laiche fino a giungere a estremi fanatici e religiosi. I nostri valori riguardo alla famiglia sono trascurati ed è facile per qualsiasi bambino o giovane uomo o donna sottrarsi al terrore dei genitori.

Ma il vero problema è: cosa facciamo al mondo? Come trattiamo miliardi di persone nei paesi che abbiamo reso schiavi, sia i poveri sia i non tanto poveri?

Ricordate il Cile, paese che amo con tutto il mio cuore e che per molti anni è stato la mia patria. Non voleva amarci, o sposarci. Era così indipendente, così creativo, diffondeva nuovi concetti dell’istruzione, dell’arte, di umanesimo in tutto il mondo. Abbiamo cercato di comprarlo, ma ha rifiutato. Ha rifiutato di farsi corrompere. Era bello, puro, orgoglioso e sereno.

E dunque cosa è stato fatto al mio Cile? Abbiamo pagato i proverbiali teppisti e abbiamo sequestrato, torturato e alla fine struprato quella nazione, l’11 settembre 1973.  L’abbiamo violentata, legato in quel posto in un qualche lercio garage, usato cani, usato soldati addestrati a violentare, e usato fruste capitaliste prodotte dalla Scuola di Economia di Chicago. E abbiamo trasmesso quello stupro in tutto il mondo. “Questo è il nostro modo di amare”, abbiamo scritto nei nostri canali mediatici di massa. “Guardate, sanguina ancora ma ora copriremo parti del suo corpo con sciarpe Prada e Gucci e le faremo mangiare sushi con la bocca fracassata e sanguinante!”

 Sono costretto a dire: “’Fancùlo un amore simile!” E non mi scuso per il mio linguaggio. Non sono il vostro giornalista convenzionale; sono molti anni che non lo sono. Chiamatemi arrogante, romanziere; mi va bene, ma comunque affancùlo la vostra cultura del terrore!

***

E adesso, francamente: cosa abbiamo intenzione di fare alla Siria, ragazzi?

Quale tortura sarà applicata questa volta? Quali metodi sadici saranno usati? Diciamolo apertamente!

Sarà uranio impoverito, come in Iraq? Affameremo centinaia di migliaia di bambini? O utilizzeremo i droni come in Afghanista e in Pakistan o forse ricorreremo alla guerra chimica, in onore dei bei vecchi tempi dell’Indocina? O forse possiamo usare quelle bombe di precisione che non sono affatto così precise e che hanno la curiosa tendenza a far saltare stazioni televisive, auto private, matrimoni e persino interi villaggi?

O sarà forse qualcosa di nuovo, tanto per giustificare il più di un trilione di dollari del ‘bilancio della difesa’?

Sarà attuato lo scenario libico o qualcosa di più ‘innovativo’ e originale? E’ in arrivo, in sviluppo un qualche “Concetto Siriano” nuovo di zecca? E in caso affermativo, di cosa si tratterà? In che modo uccideremo questa volta? Quanti perderanno la vita? Non che importi molti, visto che non sono bianchi, né cristiani, e perciò sono ‘non persone’. Sono semplicemente curioso.

***

E dunque oggi la Siria attende il suo turno di essere stuprata, torturata e umiliata.  Di essere totalmente distrutta! Il nostro regime globale criminale definirà “intervento umanitario” il saccheggio. L’assassinio sarà chiamato soccorso.

Avremo anche un mucchio di quelle parodie di beneficenza, dopo. Ci piace la beneficenza; amiamo dare, vero? E’ nostro dovere cristiano! Prima rubiamo, saccheggiamo, rapiniamo 100 e poi, per benevolenza, dopo che il paese muore di fame, restituiamo 2 … o forse, forse 4 … se quel giorno ci sentiamo generosi. E’ come quello che fanno alcuni proprietari di fabbriche in Honduras, che sfruttano il loro lavoratori notte e giorno e poi danno loro vestiti e cibo vecchi e addirittura costruiscono la scuola che contribuisce a lavar loro il cervello!

***

Ci sono stato, di recente. Sono stato in Siria. Sono stato sulle Alture del Golan che sono ancora, in base alla legge internazionale, incontestato territorio siriano. Sono anche un luogo occupato da Israele da decenni, dove oggi ci sono più blindati che trattori. Parliamo di una parte del mondo nota in precedenza per le sue mele e ciliegie deliziose!

Oh, fiume Giordano! Circa il 90% della popolazione è stato costretto a lasciare le Alture del Golan e i villaggi sono stati rasi al suolo, interamente distrutti dalle forze armate israeliane. Kibbutz dopo kibbutz sono sorti letteralmente sulle rovine delle abitazioni originale, a produrre vino e coltivare cibo, giusto dietro il filo spinato, i recinti ad alta tensione e le torri di guardia!

Mi sono recato in cima a una collina, ho parcheggiato l’auto e sono salito sul tetto di uno dei bunker israeliani recentemente abbandonati. Di fronte a me un’enorme bandiera siriano e recinti israeliani ad alta tensione attraversano questa terra antica e magnifica. Per movimentare un po’ il paesaggio c’erano alcuni blindati arrugginiti e un grande campo delle Nazioni Unite, così come c’erano rovine di cittadine e paesi distrutti tutto attorno, e commando israeliani in addestramento all’interno di strutture siriane abbandonate …

Oh Siria! Adesso stanno cucendo il tuo sudario, anche se stai ancora respirando, se sei ancora attaccata alla vita!

***

Mi sono recato anche al confine siriano, dalla parte turca. Ci sono stato due volte in un anno solo, nei dintorni della città di Hatay, storicamente uno dei luoghi più tolleranti della terra, ora terrorizzato dai quadri jihadisti filo-occidentali importati dall’Arabia Saudita e dal Qatar, in missione patrocinata dall’occidente per destabilizzare lo stato siriano.

Volevo controllare quei ‘campi profughi’ che la Turchia, quel fedele membro della NATO, ha recentemente costruito lungo i suoi confini con la Siria. Ad esempio il Campo di Apaydin non è una struttura per profughi, bensì un duro campo militare di addestramento reclute, progettato per preparare e ulteriormente indurire le già brutali ‘forze siriane d’opposizione’ …

Ho intervistato persone al confine; tutti sanno che i combattenti dell’opposizione siriana si infiltrano nel loro paese dal territorio turco, che fanno avanti e indietro, alcuni tornano feriti, ricevono cure mediche, poi tornano con nuovi rifornimenti di armi e munizioni a combattere contro le forze governative.

Ho parlato con bambini a sole poche centinaia di metri dalla linea di confine. E’ un mondo duro quel confine. Hanno detto che i combattenti dell’opposizione siriana rubano di notte e che ci sono costanti sparatorie in tutta l’area del confine. Il governo turco non fa nulla per impedirlo; la destabilizzazione della Siria è l’obiettivo principale e unico.

L’ultima volta ci sono stato nel giugno del 2013, per filmare con Crista, per la rete televisiva venezuelana Telesur, accompagnato dal mio interprete turco. Siamo stati intercettati in diverse occasioni da forze di polizia turche sia in uniforme sia in borghese, e la maggior parte di quello che avevamo girato è stata cancellata. Siamo stati fortunati a non essere arrestati, o fatti sparire. Molti sono stati meno fortunati: migliaia di coraggiosi uomini e donne turche stanno ora marcendo in carcere per ‘crimini’ molto minori …

***

Sembra che ora la maggior parte dei paesi del mondo sia ora decisamente contro lo stupro preannunciato della Siria. La Russia è ferma nelle sue posizioni, proteggendo la Siria diplomaticamente e in molti altri modi concreti. Anche la Cina è ferma e lo è la maggior parte dell’America Latina.

Naturalmente il regime globale definisce regolarmente Russia, Cina e la maggior parte dell’America Latina come il male, come ‘non democratiche’. Cioè, perché in occidente democrazia (‘governo del popolo’ in greco) significa soltanto ‘governo del nostro popolo’, come ‘cosa nostra’ [in italiano nel testo – n.d.t.] è la principale definizione della mafia siciliana.

Cittadini indignati del mondo stanno improvvisamente pronunciando parole schiette e canali mediatici come RT,Telesur e il cinese CCTV, stanno ora diffondendole in tutti gli angoli del mondo. Ma non basta, non basta ancora!

L’indignazione sta ribollendo in tutto il mondo così come la presa di coscienza che il nostro pianeta è governato da maniaci sadici, da esseri mentalmente folli che se ne stanno seduti su bombe atomiche, navi da guerra e bombardieri invisibili ai radar.

E’ una realtà orripilante, ma almeno alcuni di noi sono oggi in grado di definirla.

La civiltà occidentale e i suoi seguaci in tutto il mondo hanno bisogno di urgente assistenza mentale, psichiatrica, e non di rispetto!

***

C’è qualcosa di pesante e in ‘stile crociata cristiana’ nella situazione attuale. Il modo in cui la Siria è stata trattata, in cui l’America Latina è stata trattata, così come l’Africa e l’intero Medio Oriente e l’Asia!

Indipendentemente da quanto laica sia la retorica, è tutta prevalentemente distorta in un modo religioso …

Tutte le tesi a favore dell’attacco contro la Siria, così come quelle a favore dell’attacco contro Iraq, Afghanistan, Venezuela, Cuba, Vietname e contro innumerevoli altri paesi sono chiaramente religiose, assolutamente prive di prove e di logica; non sono offerte prove, dobbiamo limitarci ad aver fede. Tutte quelle azioni sono anche illegali, in base alla legge internazionale, di fatto. Di nuovo ci inducono a credere, non a pensare, non a usare il nostro giudizio morale oggettivo; solo un dogma del tutto soggettivo e dubbio.

***

Appena dopo la seconda guerra mondiale il grande psichiatra e psicoterapeuta svizzero Gustav Jung collegò l’essenza della cristianità con tutti quegli orribili crimini di conquista, colonialismo e guerra commessi dall’occidente, nel suo libro poco noto intitolato “Saggi su eventi contemporanei”:

La Chiesa cristiana dovrebbe coprirsi il capo di cenere e strapparsi le vesti per le colpe dei suoi figli. L’ombra della loro colpa è ricaduta su di essa tanto quanto sull’Europa, la madre dei mostri. L’Europa deve rendere conto di sé di fronte al mondo …

E poi, di nuovo, sintetizzando ciò che è chiaro ed evidente a chiunque studi la storia del mondo in dettaglio, ma che è raramente è addirittura pronunciato in quest’era di assoluta sottomissione intellettuale e morale:

Dopotutto si tratta soltanto di una frazione minuscola dell’umanità, che vive prevalentemente in quella penisola densamente popolata dell’Asia che si protende sull’Oceano Atlantico e che si autodefinisce ‘colta’ … Vista da una buona distanza, diciamo dall’Africa centrale o dal Tibet, certamente sembrerebbe che questa frazione abbia proiettato i suoi inconsci squilibri mentali su nazioni ancora di possesso di istinti sani.

Ed è chiaro che i crimini e gli orrori attuali commessi dagli Stati Uniti hanno radici in quella ‘cultura’ coloniale europea (‘madre di mostri’ secondo Jung) e nel brutale dogmatismo cristiano del passato o nella follia di sette e correnti fanatiche,  che si trovano prevalentemente negli Stati Uniti e in tutto il mondo povero in cui il fondamentalismo (prevalentemente importato dagli Stati Uniti) riesce sempre a trovare terreno fertile.

***

Se si osserva davvero da vicino, la politica estera dell’occidente è realmente piena di chiari squilibri psicologici e morali.

Il mondo è amministrato con una brutalità che ha i chiari echi sessuali di quelle autorità teologiche medievali cattoliche e protestanti ossessionate dal ‘peccato’ e dalla ‘colpa’ della carne, ma che dentro di sé bruciavano di sessualità repressa. Molte ‘élite’ degli Stati Uniti e i loro servi locali nel mondo colonizzato sono puritane in superficie, piene di ‘retorica morale’, ma in costante bisogno delle azioni più violente e oppressive.

C’è una totale ossessione di ‘punizione’ e di combattere il ‘peccato’. La conseguenza è il sovraffollamento delle carceri negli Stati Uniti così come le costanti azioni omicide di massa all’estero, che si sono prese direttamente più di 55 milioni di vite umane tra Hiroshima e oggi.

Ma che cos’è il ‘peccato’? E tutto ciò che noi disapproviamo. Non vi è obiettività nel definirlo. E’ anche un concetto molto primitivo. Come quei “Devo?” nelle vecchie scuole pubbliche inglesi, righello in mano di alcuni insegnanti sadici, sollevato sopra la mano tremante di un alunno. E paura, paura, paura; e umiliazione …

Devono dominare: quegli asceti puritani e cristiani. Semplicemente non possono vivere senza dominare: i loro figli, altri paesi, il mondo! Non possono esistere senza ripetere costantemente a sé stessi e agli altri, addirittura alle loro vittime, che tutto ciò che è fatto è per ragioni rette, per il maggior bene degli altri. E questo si applica alla tortura, allo sfruttamento e all’omicidio!

“Abbiamo distrutto il villaggio al fine di salvarlo”, era il vecchio detto della Guerra del Vietnam.

Andate a Kampala o a Manila, a vedere come quei dogmi, portati all’estremo, operano nelle famiglie, in società politicamente e culturalmente oppressive. O andate nel sud degli Stati Uniti. Poi prendete quella dispotica struttura famigliare e immaginate cosa succederebbe se fosse loro concesso di governare il mondo.

Sì, avete immaginato bene. Il risultato sarebbe esattamente quello che vi vedete intorno dappertutto: l’attuale stato globale delle cose, fatto di intolleranza, razzismo, fanatismo e violenza estrema!

***

La conclusione, basata sull’esperienza, è chiara e sconvolgente: l’attuale regime globale non può ‘amare’, può solo violentare.

Abel Pose, il grande scrittore e diplomatico argentino e mio caro amico da tanto tempo, ha descritto il processo di colonizzazione di quella che è oggi l’America Latina nel suo brillante romanzo ‘Dogs of Paradise’ [Cani del Paradiso].

Quando arrivarono i conquistatori occidentali, indossavano pesanti armature, persino nel caldo tropicale. Erano ossessionati dai dogmi cristiani della ‘colpa’ e del ‘peccato’. Ed erano sessualmente repressi, allo stremo, alla follia.

Le donne locali erano molto gentili e raffinate. Guardavano quelle creature patetiche e barbare, quei fanatici religiosi e primitivi brutali e volentieri aprivano le loro braccia, per abbracciarli, per pietà, per dar loro almeno un po’ di piacere e di sollievo.

Ma i conquistatori avevano ‘valori’ rigidi, e dogmi riguardo alla ‘famiglia e matrimonio’. La loro carne bolliva ma la loro follia religiosa impediva loro la semplice gioia umana. Così cosa facevano?

Rapivano quelle donne belle e gentili. Le trascinavano tra i cespugli e le torturavano per ore, per giorni. E poi, quando quelle povere donne erano distrutte, sanguinanti, a malapena vive, le stupravano! Perché quello era il solo amore che conoscevano, la sola soddisfazione che capivano.

E lo stesso accade oggi. Il mondo intero, molto più avanzato dell’occidente e dei suoi dogmi religiosi dichiarati e inconsci, molto più bello e gentile, in così tante occasioni ha aperto le braccia e sussurrato: “Vi abbiamo perdonato per tutte quelle Crociate, per il colonialismo, per la bestialità … Viviamo finalmente in armonia. Lasciateci semplicemente in pace, lasciateci essere quello che siamo e che vogliamo essere.”

Ma l’occidente, nel suo stato mentale patologico, ha interpretato ciò come debolezza. Ha continuato la sua orgia di saccheggio e violenza. E continua tuttora!

***

E dunque adesso tocca alla Siria!

E guardare mi dà la nausea, come la dà a così tanti altri! Non voglio vedere il sangue scorrerle lungo le gambe. Non voglio vedere il suo splendido corpo devastato. Non voglio udire le sue urla e assistere alla sua agonia.

Non voglio far finta che questo sia un mondo normale. Che lo stupro sia normale, che rovinare milioni di vite sia normale, che per un gruppo di paesi, per una razza, per una religione sia normale commettere crimini interminabili contro l’umanità, senza un meccanismo che possa por fine a questo orrore!

Il grande sultano Saladino combatté e fermò i crociati cristiani sia ad Aleppo sia a Damasco. Oggi combattere le invasioni occidentali è chiamato terrorismo, secondo la logica contorta dell’Impero e delle sue servili élite locali.

Ciò che suggerisco può forse essere modesto, ma credo sia efficace: non accettiamo la lingua e la ‘logica’ di persone chiaramente disturbate, folli, anche se oggi dominano il mondo. Non è la prima volta nella storia umana: abbiamo avuto Caligola e Hitler, Calvino e Leopoldo II, solo per citarne alcuni. Torniamo a ciò che è fondamentale:

Lo stupro non è amore, e il lavaggio del cervello non è istruzione. L’omicidio non è liberazione e la tortura non è un atto di carità. La beneficenza dopo il furto non può essere chiamata ‘dono’. E negare l’identità della gente non può mai avere giustificazioni rette. E la “guerra non è pace”, come correttamente ha fatto notare in diverse occasioni Arundhati Roy. E il nero non è bianco. E un gatto non è un cane!

Non me ne importa un cazzo se la Siria e il suo governo sono ‘perfetti’ o almeno buoni. Non ora, decisamente non ora. Abbiamo problemi più urgenti, come razza umana, di cui occuparci.

Abbiamo dementi, maniaci del controllo, fondamentalisti del mercato, culturali e religiosi, veri crociati, in giro per il nostro magnifico pianeta, armati di bombe atomiche, di intere flotte di navi da guerra e di squadroni d’aviazione.

Dobbiamo aiutarli e dobbiamo aiutare il mondo, urgentemente, immediatamente. Hanno bisogno di qualche serio trattamento medico, di un periodo prolungato di riposto in una clinica psichiatrica, di cure professionali.

E il mondo, infine, ha bisogno di un po’ di spazio per respirare, di prendersi una vacanza dalla paura, di vera pace!

Andre Vltchek è un romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Si è occupato delle guerre e dei conflitti in dozzine di paesi. La sua discussione con Noam Chomsky ‘On Western Terrorism’ [Sul terrorismo occidentale] sta attualmente andando in stampa.  Il suo romanzo politico acclamato dalla critica ‘Point of No Return’ [Punto di non ritorno] è stato ora ripubblicato ed è disponibile. ‘Oceania’ è il suo libro sull’imperialismo occidentale nel Pacifico meridionale.  Il suo libro provocatorio sull’Indonesia post-Suharto e il modello fondamentalista del mercato s’intitola “Indonesia – The Archipelago of Fear”  [Indonesia – l’arcipelago della paura] (Pluto).  Ha appena completato il suo documentario “Rwanda Gambit” [Il gambetto ruandese] sulla storia del Ruanda e il saccheggio della Repubblica Democratica del Congo. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attualmente risiede e lavora nell’Asia Orientale e in Africa. Può essere raggiunto sul suo sito web o via Twitter.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:  http://www.counterpunch.org/2013/09/13/syria-prepare-yourself-for-rape/

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

http://znetitaly.altervista.org/art/12337

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