Strumenti di apartheid: voglio dire la mia sull’accordo dell’UNITALSI

“Manteniamo la nostra forte contrarietà all’accordo con El Al, come risposta al preciso invito dei cristiani della Terra santa a condannare senza esitazione l’occupazione militare, anche attraverso forme di boicottaggio verso lo stato israeliano; valutiamo comunque positivamente l’intenzione manifestata di annullare gli altri accordi; Ci auguriamo che il confronto apertosi con Unitalsi, a cui va tutta la nostra stima per l’attenzione che dedica ai cristiani palestinesi, possa diventare un proficuo e comune lavoro a favore degli ultimi, degli oppressi, dei senza voce che in quella terra vedono calpestati i loro diritti”

Con un ultimo Comunicato sembrano chiarirsi definitivamente le posizioni di Unitalsi e della Campagna Ponti e non muri di Pax Christi. Ma è stato davvero interessante il dibattito sviluppatosi nei siti www.bocchescucite.org e www.paxchristi.it, che qui di seguito riportiamo con alcuni ritagli:

Boicottare l’apartheid
Nessuno mette in dubbio il bene che fa l’Unitalsi in giro per il mondo. Qui si critica un accordo -che anch’io giudico vergognoso- con la compagnia aerea israeliana El Al e che non tiene conto delle richieste del popolo palestinese che domanda di boicottare le imprese commerciali israeliane,-perchè Israele sta opprimendo da più di 60 anni il popolo palestinese.
Fabrizio

Ma noi aiutiamo i cristiani (e stiamo valutando meglio)
L’Unitalsi si occupa da anni dell’aiuto ai cristiani di Terra Santa con interventi riconosciuti utili e validi dagli esponenti della Chiesa e delle istituzioni. Ha scelto di fare pellegrinaggi utilizzando solo strutture, agenzie e guide cristiane. La ricerca di un vettore aereo che permetta di far salire persone in carrozzina ha portato all’accordo con El Al. La proposta della KKL ci è stata avanzata dalla El Al e riguarda l’Oasi della Pace nei pressi della montagna di Gerusalemme patrocinata da Roma Capitale e dal Municipio di Gerusalemme e tale progetto è ancora al vaglio dei responsabili nazionali UNITALSI.
Salvatore

Non confondiamo la carità con la giustizia
Non dubito che Unitalsi sostenga l’Hogar Ninos Dios dei bambini disabili palestinesi a Betlemme. Mi permetto solo di chiedere a Unitalsi se, per uniformità di diritti, si è impegnato ad accordarsi con El Al affinché gli ospiti del centro Hogar Ninos potessero usufruire del servizio concesso ai disabili italiani per visitare Roma, il centro della Cristianità. La nostra critica benevola non nasce da acrimonia ma dal nostro impegno affinché ogni uomo abbia gli stessi diritti senza bisogno di ricorrere a opere di carità ma di giustizia.
Franco

Accordi in tutti i campi.
Qualche settimana fa abbiamo visto il Provveditore agli Studi di Milano che presiede un “seminario” ospitato in una scuola pubblica, indirizzato a insegnanti delle scuole pubbliche invitati a partecipare alla presentazione della compagnia israeliana che invita tutti…udite udite … ad andare in Israele per imparare l’inglese, quindi le scuole e gli insegnanti sono invitati e sostenute dallo Stato italiano a spostare le mete per l’apprendimento della lingua inglese.
Carmela

Sulle ali della vergogna
Le ali degli aerei di El Al non ricordano affatto le ali degli angeli che alla nascita di Gesù proclamavano la gloria di Dio e la pace tra tutti gli uomini. Con chi sta l’Unitalsi? Con le vittime o con gli oppressori? Vuole lenire o accrescere le sofferenze nel mondo? Speriamo che lUnitalsi si ricreda e non voli più sulle ali della vergogna.
Fabrizio

Benedizione compresa
E così, Israele, con la benedizione della gerarchie cattoliche e con la complicità di una grande organizzazione turistico-religiosa mostrerà ai pellegrini italiani, anziani e invalidi compresi, le meravigliose conquiste ottenute dal popolo israeliano, che ha saputo trasformare il deserto in giardini fertilissimi. Si guarderà bene dallo spiegare come e da chi viene utilizzata l’acqua dal quasi totale monopolio di questa risorsa da parte loro ed il furto che ne viene fatto contro il popolo palestinese. I nostri pellegrini grazie potranno piantare ognuno un alberello sulle colline; quanti per ogni olivo sradicato dai villaggi palestinesi? quanti per ogni pianta da frutto tagliata?
Giuseppe

Non si tiene conto di tutto ciò che facciamo ai palestinesi
Spiace il “giudizio sommario” espresso nei confronti della nostra Associazione, liquidando con poche parole un impegno di anni a fianco delle persone ammalate ed in difficoltà, in conformità con il proprio carisma. Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un accordo esclusivamente commerciale con un vettore aereo, con l’unico scopo di facilitare i pellegrinaggi in Terra Santa dei disabili e degli ammalati. Niente di più. Spiace sentir parlare di “dirigenza senza scrupoli”, soprattutto perché non si tiene conto in alcun modo dell’attenzione di questa Associazione nei confronti dei fratelli della Palestina.
Giovanni

Il lifting di Israele
Il punto è che Israele si sta rifacendo il “lifting” cercando di mascherare dietro una facciata di perbenismo, bontà ed ora addirittura ambientalismo (vogliamo parlare di tutti gli olivi distrutti nei territori occupati, delle strade ad uso esclusivo degli israeliani che separano tanti villaggi arabi dai campi che non potranno più coltivare, dell’aberrante muro di separazione, ferita lunga ormai troppi km dichiarato dall’ONU “fuori da ogni legge” e che invece di scomparire si allunga sempre più, dei furti delle sorgenti d’acqua che tantissime zone della Palestina hanno subito, e a voler andare avanti la lista sarebbe lunghissima) l’orrore e la profonda ingiustizia dell’occupazione.
Rossana

Conosco Unitalsi. Ma attenti alle leggerezze
Come scout conosco molto bene Unitalsi,e con questa associazione ho piu’ volte prestato il servizio con disabili e malati,sono anche medico. MA,sono profondamente convinta che ,ognuno di noi, prima di compiere un’azione importante,sia un acquisto,un contratto,debba esaminarne la trasparenza…il cosa si nasconde dietro. Se poi siamo pure un’associazione ispirata al Vangelo,allo stile di vita di Cristo..nel suo nome non possiamo permetterci leggerezze,ma schierarci comunque e sempre con l’oppresso.
Paola

Ci servono solo gli aerei…
I pellegrini, gli ammalati ed i volontari utilizzano El Al solo per raggiungere Tel Aviv ma una volta arrivati lì ci si sposta direttamente a Betlemme presso strutture alberghiere palestinesi, perchè è stato scelto così dall’UNITALSI: dare un sostegno all’economia della Palestina è solo uno dei propositi dei pellegrinaggi unitalsiani.
E come non pensare alla costruzione in Betlemme, quindi in Palestina, della Hogar Ninos Dios che accoglie i bambini disabilli palestinesi, costruzione realizzata grazie ai fondi Unitalsi raccolti con tante iniziative di migliaia di volontari in Italia. Chiedete a Betlemme dell’UNITALSI alle suore del Verbo Incarnato che gestiscono la Hogar…chidete loro delle centinaia di volontari che si alternano nel servizio presso la Hogar per essere di aiuto ai bambini palestinesi.
Renzo

Sosteniamo direttamente la colonizzazione. Senza vergogna.
KKL afferma con soddisfazione nel suo sito che: “Piantare alberi in Israele, è dare qualcosa di voi stessi. E mentre i vostri alberi cresceranno, migliorerete la qualità dell’ambiente in Israele. Gli anni passeranno e l’alberello piantato crescerà e fiorirà, abbellirà la Terra della Bibbia”.
Antonio

Attenti alle trappole di Israele
Non metto in dubbio la buona fede e l’impegno che ha sempre messo l’Unitalsi per aiutare i più deboli. Per favore e per amore della giustizia vi prego di non cadere nelle trappole e non predicate il vangelo attraverso le “oasi verdi” o le “piazzole per il pic nic sotto l’ombra degli alberi sradicati” per i disabili, non vi sembra illogico sradicare e poi impiantare distruggere case e poi costruire bagni?
Bassima

Pretendere quello che non è tuo
Nessun accordo dovrebbe essere siglato con il governo Israeliano o con le compagnie che lo rappresentano, fino a che esso si ostina a non rispettare le innumerevoli risoluzioni dell’ONU che progressivamente negli anni sono state emanate e che il governo di Tel Aviv, complici tanti paesi tra cui anche il nostro, ma soprattutto gli USA, ha sempre ignorato, proseguendo con la forza delle armi a prendere quello che suo non è.
Rossana

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2 Commenti

  1. sono stata scouts e ho fatto volontariato con l’ unitalsi per portare i malati a lourdes ,esperienza molto bella fatta da una associazione seria. però questo accordo che è stato fatto con EL AL NON mi sembro sia serio e men che meno etico.
    Da una associazione che sta dalla parte degli ultimi SPERAVO CI FOSSE PIÙ COERENZA.
    Non pensavo che per comodità per il trasporto dei malati ecc facesse accordi con un popolo che ha un governo che VIOLA I DIRITTI UMANI, che toglie acqua alle famiglie palestinesi, che toglie campi coltivabili che abbatte case, che devia corsi di acqua, che taglia strade che non permette ai proprietari di quella terra di viverci .
    Secondo me è un discorso troppo semplicistico “ma noi auitiamo i bambini palestinasi e la popolazione palestinese” e intanto dopo dietro fanno accori, solo economici come dice l’ unitalsi , con i paesi che non rispettano i diritti inviolabili dell uomo.
    Non penso che gli accordi con questo paese e cmq con tutti i paesi che violano i diritti umani possano dirsi solo ed esclusivamente economic percè poi sti soldi israele li riutilizzerà anche in modo propriamente NON etico.
    quindi cara unitalsi stai attenta con chi fai accordi

  2. “VIOLA I DIRITTI UMANI, che toglie acqua alle famiglie palestinesi, che toglie campi coltivabili che abbatte case, che devia corsi di acqua, che taglia strade che non permette ai proprietari di quella terra di viverci .” Affermazioni gravi e diffamatorie, che andrebbero documentata da fonti terze e non solo da persone coinvolte (o smaccatamente partigiane come voi) che hanno tutto l’interesse.
    Qui qualcuno fatica a rendersi conrto che ci sono state 7 guerre, tutte perse. Le naturali conseguenze del perdere una guerra sono (anche) queste. Ed è andata ancora bene; in altri contesti ai perdenti non è stato concesso neanche il lusso di sopravvivere. Le abbiamo subìte anche noi italiani (dei quali voi non vi occupate…). Istria, Libia, dodecanneso, col di Tenda dicono niente?
    Ed il biocottaggio che voi sostenente pone le basi per un’altra guerra, anche se non ve ne rendete conto.
    chissà perchè, poi, il boicottaggio viene considerato “buono” e un provvedimento di IL di restrizione (spesso di autodifesa), viene considerato “punizione collettiva”. Che differenza c’è?

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