Sua Beatitudine mons. Fouad Twal condanna pubblicamente gli attacchi del «Price Tag»

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Scritto il mag 12, 2014
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COMUNICATO – Domenica 11 maggio 2014, nel corso di una conferenza stampa a Haifa, il Patriarca latino di Gerusalemme ha espresso pubblicamente il suo parere riguardo al fenomeno di vandalismo del «Price Tag». Ecco il testo della conferenza stampa.

Buon giorno a voi!

A nome dell’Assemblea degli Ordinari cattolici, vi ringrazio per essere presenti a questa conferenza stampa. Ringrazio i media per la loro collaborazione. Mi congratulo con voi per il coraggio con cui prendete la parola e scrivete la verità. Mi congratulo con voi per la tenacia con cui nelle vostre indagini andate alla radice dei problemi. Tenete duro nel vostro buon lavoro!

Siete tutti ben consapevoli dei recenti atti di vandalismo contro cristiani, musulmani e drusi. C’è stato un rilevante incremento delle provocazioni da parte del «Prezzo da pagare» in Israele.

Quest’ondata di azioni di terrore estremista costituisce certamente una grave preoccupazione per ogni persone sensata. Il governo israeliano deve esserne preoccupato, perché colpisce gravemente l’immagine dello Stato di Israele all’estero. Esso rappresenta anche un affronto alla democrazia, forma di governo di cui Israele si fa garante.

Queste azioni sollevano solo condanne da parte dei leader israeliani, ma solo pochi arresti. «Perché il male trionfi, gli uomini buoni non devono fare nulla», per ripetere una frase spesso citata.

A questo punto, atti reiterati di vandalismo avvelenano l’atmosfera; un’atmosfera di coesistenza e di cooperazione, in particolare nelle due settimane prima della visita di papa Francesco.

Allo stesso tempo, siamo incoraggiati dal fatto che il Ministro della Giustizia Tzipi Livni, ha tenuto una riunione di emergenza per lottare contro questo vandalismo insensato. Siamo consapevoli che nel 2011, il generale israeliano incaricato della Cisgiordania, Nitzan Alon, ha descritto le violenze da parte dei coloni radicali come «terrorismo» e ha esortato l’esercito israeliano a «fare molto di più per sradicarlo»; e nel 2014, il Ministro della difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha considerato gli attacchi dei coloni come «terrorismo puro e semplice» e ha dimostrano di avere nei loro confronti «tolleranza zero». Speriamo che il problema non rimanga solo una questione di dichiarazioni altisonanti e di tavole rotonde. Finché questi discorsi non verranno messi in pratica, rimaniamo scettici.

Tuttavia, questa situazione solleva molte domande:

1. Chi c’è dietro questa violenza? Gli attacchi sono solo azioni di individui isolati? Chi insegna loro questa cattiva educazione? Come è possibile che i colpevoli non vengono arrestati?

Carmi Gillon, l’ex capo dell’agenzia di sicurezza Shin Bet in Israele dichiara che il suo attuale capo, Yoram Cohen, «non prende sul serio il recente vandalismo da parte di ebrei ultranazionalisti sulle proprietà dei palestinese e degli arabi israeliani»; che lui «non investe sufficientemente in mezzi per fermare il vandalismo e che ne minimizza il pericolo. A quanto pare, non si dà priorità a questo problema». Se è così, ci chiediamo: perché?

2. Si sa che la polizia israeliana aveva istituito unità speciali per perseguire tali atti e che il governo aveva designato gruppi responsabili come “associazioni illegali”, dando alle autorità maggiori poteri per agire contro di loro. Dato che i vandali sono raramente perseguiti dalla giustizia, non dobbiamo essere certi che il governo consideri tale situazione una priorità del governo, per trattarlo a fondo.

3. Il trattamento di questa triste vicenda non può essere limitata a una questione di “legge e ordine”. Si tratta di sapere come educhiamo i nostri bambini: Che cosa apprendono su coloro che hanno una religione, una nazionalità o un’identità etnica differente della loro? Che cosa viene insegnato in questi ambienti che generano giovani che commettono tali atti di odio? Qual è l’effetto educativo di un discorso ufficiale che insiste sul fatto che lo Stato serve solamente una categoria di persone?

4. Oggi, si svolge la processione in onore della Beata Vergine di Haifa. Oltre alla processione della Domenica delle Palme, questa rappresenta il più grande raduno dei cristiani in Terra Santa. Tutti insieme imploriamo l’intercessione di Maria per rafforzare la nostra fede nelle numerose sfide che noi come cristiani dobbiamo affrontare. Preghiamo anche per gli autori di atti di vandalismo e per le loro famiglie; e preghiamo anche perché il governo agisca secondo giustizia.

+ Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme

 

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Sua Beatitudine mons. Fouad Twal condanna pubblicamente gli attacchi del «Price Tag»

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