Summit all’orizzonte

admin | November 17th, 2011 – 11:42 am

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Summit palestinese all’orizzonte. Palcoscenico, ancora una volta, il Cairo. Chi dice il 23 novembre, chi il 25. Comunque, prima delle elezioni egiziane di fine mese. E qualche significato dovrà pure averlo, la scelta della data. Mahmoud Abbas e Khaled Meshaal, dunque, si incontrano di nuovo, e stavolta non per una cerimonia ufficiale, come fu all’inizio di maggio per l’accordo di riconciliazione tra le fazioni palestinesi.

Abbas e Meshaal dovrebbero finalmente dare il via libera al governo di unità nazionale, traguardo che langue, appunto, dalla scorsa primavera. Salam Fayyad, sinora il candidato di Abu Mazen (e degli occidentali) per l’incarico di premier, ha annunciato di non voler essere ostacolo alla riconciliazione, e di non esserlo mai stato. Un’affermazione che ha fatto più volte, in questi anni. Se veramente stavolta Fayyad avesse deciso di mettersi da parte, l’accordo sarebbe fatto. E dunque, come sempre capita, occorre attendere, e capire se alle parole seguiranno le intese.

Se così fosse, se anche lo scoglio del governo di unità nazionale venisse superato, lo scenario non solo palestinese, ma  regionale cambierebbe un po’. Si confermerebbe, infatti, che l’Egitto del dopo-Mubarak ha deciso di incidere con forza sul dossier palestinese: un’influenza che non aveva usato prima, visto che per anni gli egiziani avevano deciso di rinviare sine die sia la riconciliazione sia lo scambio di prigionieri (il fascicolo Shalit). Dopo la rivoluzione del 25 gennaio, quello che era stato impossibile negoziare nei cinque anni precedenti è stato risolto (del tutto o parzialmente) nel giro di pochissimi mesi.

D’altro canto, ci sono state nelle ultime settimane delle novità di rilievo, questa volta in Medio Oriente. Non solo la distanza sempre più evidente tra Hamas e il regime di Bashar el Assad. Ma anche i nuovi contatti tra Hamas e Giordania. Entrambe le novità riguardano una sola questione: se, quando e dove Hamas si sposterà, lasciando una Damasco ormai troppo problematica per la leadership del movimento islamista palestinese.

Occhio, dunque, alla politica palestinese.

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