TEMPESTA DI FUOCO SULLA CASA BIANCA CHE NEGA I CAMBIAMENTI CLIMATICI

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tratto da: https://www.remocontro.it/2020/09/15/tempesta-di-fuoco-sulla-casa-bianca-che-nega-i-cambiamenti-climatici/

Remocontro Remocontro  15 Settembre 2020

 

Almeno 35 morti e quasi due milioni di ettari di terra bruciata nella West Coast che diventano un tema di primo piano nella campagna elettorale dei due candidati alla Casa Bianca.  Il presidente vola in California e nega gli «Incendi climatici» , Biden denuncia la «costante minaccia del climate change».

Dopo Covid e questione razziale, il clima

«Ci sono voluti almeno 35 morti e quasi due milioni di ettari di terra bruciata prima per far diventare gli incendi della West Coast e i minacciosi cambiamenti climatici un tema di primo piano nella campagna elettorale per la Casa Bianca accanto al coronavirus e alla questione razziale», rileva Giulia Belardelli sull’UffPost. Con il presidente che accusa i governatori (democratici) di California, Oregon e Washington di ‘cattiva gestione’ delle aree forestali, e i dem che lo incolpano di essere il primo negazionista del cambiamento climatico.

Clima estremo minaccia ovunque

Per la comunità scientifica, quanto accaduto nella West Coast è il prevedibile risultato dell’accelerazione del cambiamento climatico. Due anni fa gli scienziati del governo federale avevano avvertito che i gas serra prodotti dalla combustione di combustibili fossili (petrolio, carbone), potevano triplicare la frequenza di incendi negli Stati occidentali. Com’è ora accaduto «Un allarme che il presidente – pur avendo nel tempo mitigato il proprio “scetticismo climatico” – ha deliberatamente scelto di ignorare».

‘Climate change’ ignorato e nascosto

Memoria dei tweet di Trump e la sua teoria del complotto sul cambiamento climatico, «un concetto creato dai cinesi per minare la competitività dell’industria manifatturiera americana», già nel 2012. Anticipazione del ‘virus cinese’ attuale. Poi, da presidente, la decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi del 2015 sulla riduzione delle emissioni di CO2. «Sono anni, del resto, che Trump e i suoi alti funzionari ambientali prendono in giro, negano o minimizzano i nessi tra cambiamento climatico e comportamento umano».

Ecologia nemica o scoperta in ritardo

Il New York Times elenca le principali scelte presidenziali a favore delle tre maggiori fonti di gas serra della nazione: centrali elettriche a carbone, terminali di scarico di automobili e siti di perforazione di petrolio e gas. Regressione sistematica e ‘Liberi fumi in libero Stato’. Di questo ora lo accusano i democratici, «anche loro in ritardo nel mettere l’agenda climatica e ambientale al centro del dibattito nazionale». La svolta è arrivata solo nelle ultime ore, con l’aggravarsi degli incendi in ampie zone della California, dell’Oregon e dello Stato di Washington.

Sensibili al clima, ma in ritardo

Decine di migliaia di americani della West Coast costretti a lasciare le loro case, e milioni di persone che hanno respirato e stanno respirando un’aria tra le più inquinate al mondo. A causa del fuoco – scrive il Los Angeles Times – la West Coast ha 4 delle 10 città più inquinate del mondo: Los Angeles, San Francisco e Seattle si sono classificate rispettivamente all’ottavo, sesto e terzo posto, mentre il triste primato dell’aria peggiore di qualsiasi grande città del globo va a Portland, in Oregon.

 

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