TENT OF NATIONS: bulldozer militari dello stato di Israele hanno sradicato e rubato più di 1500 alberi alla famiglia Nassar (aggiornamenti)

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PRIMA                                                                                                    DOPO

ULTIME NOTIZIE DALLA TENDA DELLE NAZIONI:

domenica 25 maggio ore 8.12

It is so encouraging to receive all those emails and phone calls. We will send an update soon about the next steps.
Thank you so much for all this support and solidarity.
Remember my friends that goodness is stronger than evil – love is stronger than hate – light is stronger than darkness – life is stronger than death

Let us all work together,wherever we are, for a a better world.
Blessings and Salaam,
Daoud

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giovedì 22 maggio 2014 ore 23.19

Reazione di chi ha subito un azione illegale secondo le leggi in vigore nello Stato di Israele.
– Documenti dello stato di Israele, dell’impero britannico e ottomano che attestano che la fattoria è di proprietà dei Nassar.
– Arrivano 3 ordini di “stop” alla coltivazione
– I Nassar portano in tribunale gli ordini, con la richiesta di annullamento, causa: sono illegittimi
– Legge di Israele: fino alla sentenza del tribunale, nessuna azione delle parti è da ritenere legale
– prima della sentenza: bulldozer, di nascosto, spazzano e rubano 1.500 piante
– I Nassar portano in tribunale questo caso… le persone che hanno avviato l’azione di distruzione sono andate contro le proprie leggi…

– queste sono le parole di una persona (e della famiglia) a cui hanno distrutto una valle di coltivazioni…

 — presso Nahalin Bethlehem.

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martedì 20 maggio 2014 ore  23.54

Si è appena conclusa una call conference con Daoud: messaggi pieni di speranza! Daoud invita tutti ad andare a Tent of Nations, affinchè (cit.) “le persone possano vedere quello che succede e imparino a cogliere i significati profondi dell’essere umano… acquisendo maggiori consapevolezze. La consapevolezza cresce lenta, come una pianta, ma poi, nonostante fatiche e frustrazioni, quando si agisce per la giustizia e per la speranza, si agisce per il bene comune e la visione delle cose cambia. Non vittimismo, non rabbia, non fuggire, ma determinazione pacifica, non violenta. Questo è il modo di agire di Gesù ed è l’unico modo. Agire per la giustizia senza pace non funziona”. Queste sono le parole di un uomo a cui hanno appena spazzato via 1.500 alberi della sua coltivazione…

Laura M

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Dear Friends of Tent of Nations,
Very soon we will be asking you to take actions, please be prepared.
Thank you for all your emails, your phone calls and your concerns.
Daoud

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Today at 08.00, Israeli bulldozers came to the fertile valley of the farm where we planted fruit trees 10 years ago, and destroyed the terraces and all our trees there. More than 1500 apricot and apple trees as well as grape plants were smashed and destroyed.

We informed our lawyer who is preparing the papers for appeal. Please be prepared to respond. We will need your support as you inform friends, churches and representatives when action is needed. Please wait for the moment and we will soon let you know about next steps and actions.

Thank you so much for all your support and solidarity.

Blessings and Salaam,

Daoud

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19 maggio 2014

La famiglia di Daoud Nassar di Tent of Nations aveva iniziato l’anno 2014 trovandosi a gennaio una cancellata chiusa lungo la strada parallela per raggiungere la fattoria, dove ci sono i grossi massi dei “road block”. Misteriosamente ritrovata rotta successivamente.

Alla fine di marzo poi, la famiglia Nassar ha trovato 3 nuovi ordini di “stop alla coltivazione”, lasciati sui campi dove, molti anni fa, avevano iniziato a piantare alberi di albicocche e mele.

Dal 1991 ad oggi, hanno ricevuto un totale di 42 ordini di blocco alla coltivazione. In aprile, Daoud ha inviato i 3 nuovi ordini al suo avvocato il quale ha preparato tutti i documenti necessari, che sono stati presentati in tribunale.

Come sempre, la famiglia Nassar opera nella legalità e alla luce del sole, secondo le leggi locali e secondo i basilari diritti umani.

Daoud, in una sua lettera aperta, aveva raccontato della situazione difficile dopo aver ricevuto gli ultimi “stop cultivation order” ma, con tenacia e fede, la famiglia Nassar, da una parte si è rivolta al tribunale per difendere i propri diritti e dall’altra ha continuato a lavorare, rinnovando due grotte per sistemarle come case, pronte ad accogliere chiunque li vada a trovare.

Questo è il loro modo di trasformare la frustrazione in progetti, in modo costruttivo.

Proprio in queste ore, bulldozer dei militari israeliani hanno fatto irruzione in Tent of Nations, sradicando e rubando molti alberi alla famiglia Nassar. Inizialmente si credevano circa 500, ma gli ultimi aggiornamenti di un’ora fa, confermano che i danni sono molto peggiori di quelli annunciati, lo testimoniano le foto arrivate da Tent of Nations: interi campi d’uva, di mele, di albicocche, di mandorle e fichi sono stati spazzati via da Tent of Nations. Si contano circa 1.500 alberi da frutto che ora non esistono più!

Questa è un’azione atta solo a distruggere. E’ un atto di cecità nei confronti della natura e di chi la coltiva in modo onesto, con spirito di speranza. Cancellare simboli di lavoro, speranza e resilienza, non cancelleranno di certo la fede, la grande determinazione e la cristianità di queste persone, che si confermano un modello per tutti di vera relazione verso il prossimo e verso il creato.

“We refuse to be enemy” anche ora i Nassar lo ripetono, e il primo messaggio che condividono in questo momento è la promessa di impegnarsi a non mollare, progettando già ora i prossimi 1.000 alberi da piantare! Tent of Nations continua ad insegnare molto. Con questo atteggiamento che tocca nel profondo, non c’è posto per l’indifferenza. Non lasciamoli soli! La famiglia Nassar per prima ricorda che sono le persone a costruire le relazioni che portano frutto!

Laura M

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2 Commenti

  1. Non ho parole per esprimere la mia preoccupazione per la situazione che la famiglia Nassar sta vivendo. Cercheremo di sostenervi facendo il possibile!
    Dear Nassar family,
    I have no words, I’m really sorry for what’s happening to you…last august I visited the Tent of Nations, and I remember your strenght and faith. I will do the possible to help you, and we will pray for you.
    With hope
    Martina Penatti (Milan, Italy)

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