TERRA E IDENTITA’. Bella e dissetante, l’acetosella gialla nei suq di Gaza

 

12 mar 2018

I principi attivi contenuti nei gambi e nelle foglie hanno effetto rinfrescante, diuretico, antiscorbutico ed astringente e arricchiscono di sapore, di vitamina C e di minerali le insalate

Acetosella gialla (Fonte: http://www.floraitaliae.actaplantarum.org)

di Patrizia Cecconi

Gaza City, 12 marzo 2018, Nena News – Siamo nella Striscia di Gaza, tanta sabbia, poca acqua e quella che c’è è prevalentemente salmastra perché l’acqua dolce ha avuto una triste storia e da circa una dozzina d’anni è un bene ancor più raro che in passato.

Acqua scarsa e salmastra eppure le piante crescono. Oltre a bellissime palme da dattero ed altri alberi, crescono le piante alimentari coltivate negli orti e nelle serre. Come nemico non hanno tanto i parassiti naturali quanto i cingolati israeliani che periodicamente entrano nella barriera da loro stessi guardata a vista per tenere sotto assedio la popolazione gazawi e distruggono le semine e i raccolti vicini alla linea dell’assedio.

Quella di cui vi parliamo oggi è una delle piante spontanee più graziose e al tempo stesso più odiate in Occidente perché dichiarata infestante. In realtà lo è, ma basta saperne fare buon uso che la sua infestazione si trasforma in benedizione della natura. Parliamo dell’acetosella gialla, nome scientifico Oxalis pes-caprae, che in questi giorni viene venduta a mazzetti nei suq palestinesi della Striscia di Gaza dalle donne che tradizionalmente vendono menta, salvia, portulaca, origano e malva.

C’è stato detto che a Gaza l’acetosella si consuma abitualmente e che di essa si conoscono le qualità alimentari e medicinali, quindi rientra a pieno titolo nell’ampia famiglia verde palestinese, sebbene sia originaria del Sudafrica.

Questa bella pianta erbacea, alta non più di 20-25 cm, con lunghi piccioli terminanti in una foglia trilobata, spesso viene confusa col trifoglio, proprio per la forma delle sue foglie, ma appartiene a tutt’altra famiglia botanica. Non è una leguminosa e soprattutto non viene seminata come il trifoglio per farne foraggio, ma si riproduce spontaneamente tramite il suo rizoma tappezzante, ignorando serenamente i divieti umani, motivo per cui è tanto odiata in Occidente ma è tanto apprezzata in Medio Oriente.

Gradevole di sapore e utile come nutriente, a patto che se ne faccia un uso limitato, perché l’acido ossalico che le dà il sapore acidulo, se consumato in misura eccessiva è dannoso sia per gli uomini che per gli animali che se ne nutrono. Chi soffre di calcoli renali deve limitarsi a guardare la bellezza dei suoi fiori di colore giallo-brillante raccolti in infiorescenze a grappoli di 15-20 elementi. Solo guardarli, perché proprio negli scapi fiorali è raccolta la massima concentrazione di ossalati i quali, su un rene già sofferente, avrebbero un effetto dannosissimo. Meno dannosa sarebbe la parte verde, ma sempre sconsigliata a chi soffre di calcoli, mentre è ottima per chi non ha questo problema. Infatti i principi attivi contenuti nei gambi e nelle foglie hanno effetto rinfrescante, diuretico, antiscorbutico ed astringente e arricchiscono di sapore, di vitamina C e di minerali le insalate.

L’acetosella gialla fiorisce a fine inverno e solo questo è il periodo in cui la si raccoglie e la si consuma perché poi la parte epigea si ritira in attesa della successiva stagione di fioritura. Al contrario di altre piante medicinali, non ha senso essiccarla perché perde le sue proprietà: va consumata fresca se se si vuole beneficiare dei principi attivi che in passato l’hanno resa, tra l’altro, un valido rimedio contro lo scorbuto.

Come uso officinale è buona cosa farne un decotto con effetto depurativo e anticongestionante epatico, lasciando bollire 50 grammi di foglie e rizomi in un litro d’acqua per 5 minuti e poi lasciarlo in infusione per altri 20 e berlo durante la giornata. Invece un semplice infuso di foglie è utile per alleviare i disturbi gastrici dovuti ad eccessi alimentari e pare che già greci e romani ne facessero uso in caso di eccessive libagioni. Un infuso può anche essere usato per fare sciacqui del cavo orale in caso di piccole ulcere o ascessi, mentre le foglie pestate e messe su arrossamenti o ferite cutanee facilitano la guarigione e decongestionano la parte infiammata.

Nei suq di Gaza per soli 2 shekel si può comprare un mazzo di questa bella infestante chiamata acetosella, succhiarne i gambi mentre si torna a casa e scoprire che l’effetto dissetante è reale.

Chissà che i cingolati israeliani un giorno non decidano di estirpare anche bulbi e rizomi di questa luminosa e utilissima erba spontanea! Ma ci conforta pensare che nel mondo ce ne sono 600 specie e che neanche la Monsanto, regina dei veleni, è riuscita a distruggerle, quindi non ci riusciranno neanche ruspe e cingolati dell’assediante e ancora per un mese nei suq si potrà acquistare questo piccolo regalo della natura, che altrove viene disprezzato, ed essere sicuri che l’anno prossimo tornerà a fiorire.

 

TERRA E IDENTITA’. Bella e dissetante, l’acetosella gialla nei suq di Gaza

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